Grifo penalizzato, ma è mancata la verve

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“Cercare sempre la vittoria deve essere il nostro mantra”. Parole di Aimo Diana dopo il successo iniziale con l’Ostiamare. Caro mister Diana, la stimiamo e le vogliamo bene, ma a Ravenna il mantra ve lo siete dimenticato a Perugia perchè se è vero che la sconfitta, il 3-0 è numericamente troppo pesante, è prevalentemente figlia dell’espulsione di Kabashi a fine primo tempo, è altrettanto vero che fino ad allora il Perugia tutto aveva fatto meno che provare a vincere e alla fine del primo tempo lo zero nei tiri in porta dei grifoni, ribadito chiaramente anche nella ripresa, è stato eloquente.

L’anno scorso il suo collega Cangelosi, che aveva fatto molto bene l’anno precedente, dopo i tre pareggi iniziali e la prima sconfitta con un certo Ascoli, poi promosso, andò a Ravenna, allora capolista, a giocarsi la gara a viso aperto e il primo tempo di un Perugia più debole del suo, terminato solo due a uno per i grifoni a causa dell’errore, uno dei tanti, di Gemello prima dell’intervallo che riaprì la partita, poi persa tre a due, con conseguente assurdo esonero del tecnico siciliano, rimane il di gran lunga il tempo più bello visto da queste parti negli ultime tre anni di C.

Un atteggiamento troppo guardingo quello tenuto nel primo tempo di ieri contro la squadra di Mandorlini che, sinceramente, al di là della traversa di Rabbi, non si era mai resa pericolosa. Osare di più sarebbe stato fondamentale. Il secondo tempo, invece, giocato in dieci, ha visto il Perugia cercare di resistere, lo ha fatto con successo per quasi mezzora, fino al pasticcio difensivo che ha spianato la strada a Tenkourang. Gli altri due gol, arrivati nel finale, ormai a gara indirizzata, contano relativamente.

Intendiamoci, la nostra non vuole essere una critica al tecnico che, come accennato, è bravo e per il poco tempo avuto a disposizione sta facendo un buon lavoro ma da lui ci aspettavamo che impostasse la partita con più coraggio. Gli oltre cinquecento tifosi che hanno seguito fiduciosi la squadra al “Benelli” lo avrebbero meritato. Si sarà trattato, ci auguriamo, di una giornata storta del mister, visto che si è fatto anche espellere per proteste nel finale, per cui passiamo avanti, sicuri che mister Diana si saprà riscattare, anche perchè di alibi, occorre dire, ce n’ha in abbondanza.

Quali sono? In primis la rosa ridimensionata dagli infortuni, quasi tutti nel reparto difensivo, a Cisco, Megelaitis e Cavallini si sono uniti Cortesi, oggi in panchina per onor di firma e Papazov, uscito anzitempo dal campo per un problema muscolare. C’è stato poi un arbitraggio casalingo, come, purtroppo, avevamo paventato in settimana dopo i “pianti” di Mandorlini nel post pareggio di Pescara. Infine, la condizione ancora approssimativa di Langella, uno degli elementi cardine del centrocampo biancorosso, oggi al debutto da titolare, in verità molto opaco, che ha pesato parecchio.

Della gara odierna salviamo Zelezny, autore di un paio di interventi pregevoli, assolutmente incolpevole sui gol subiti e Carriero, che ha recuperato una quantità industriali di palloni. La difesa, in particolare Riccardi, ha ballato parecchio in inferiorità numerica e qui anche la società, che per bocca di Alessandro Gaucci aveva detto che un altro arrivo in difesa non sarebbe stato necessario, ha le sue colpe perchè un centrale difensivo espeto, capace di comandare una difesa, adesso anche numericamente inadeguata per giocare a tre, serviva, serve e servirà come il pane.

Come serviva ben altro in avanti rispetto ad un Vergani, sempre poco prolifico, solo due gol col Pescara di Zeman che in quella stagione di reti ne realizzò ben sessanta o il misterioso olandese svincolato che si è andati a pescare in Qatar, facendosi sfuggire i vari Parigi, Patierno o Zilli, tanto per citarne qualcuno, tutti disponibili ed accasatisi solo negli ultimi giorni di mercato. Questo risparmio economico a discapito della qualità, unito al secondo rinvio del “closing”, adesso slittato agli ultimi giorni di Settembre, sta facendo porre qualche interrogativo alla tifoseria, interrogativi che ci auguriamo vengano definitivamente risolti in maniera positiva entro un paio di settimane.

Mercoledì si torna in campo in una gara difficilissima, quella contro la capolista Spezia, favorita numero uno alla promozione diretta e già da sola in testa alla classifca a quota dieci, dopo tre successi e il solo pari di Grosseto, dove venne raggiunta nel finale. Una gara delicata che il Perugia dovrà affrontare con una squadra rimaneggiata, in particolare dalla cintola in giù, mancheranno certamente gli infortunati Cisco, Megelaitis, Cavallini e Papazov, cui si aggiungerà Kabashi, che si prenderà, per il rosso diretto, due turni di squalifica. Saranno da valutare attentamente, infine, anche le condizioni di Cortesi

A queste assente pesanti si andrà ad aggiungere anche quella del tecnico Diana, che si prenderà, presumibilmente un turno di squalifica. Nonostante ciò sarà assolutamente necessario fare punti, anche un pari andrebbe bene, contro la squadra di mister Turati, uno dei migliori allenatori della nuova generazione di tecnici. La classifica, nonostante il passo falso di Ravenna, resta discreta, il Perugia è quinto con sette punti, insieme a Livorno, Guidonia e Forlì, ma va assolutamente mossa.

Danilo Tedeschini