Questa non la puoi sbagliare: caro Grifo contro il Forlì vincere sarà l’unica cosa che conta. Prendiamo in prestito uno slogan tanto caro ai sostenitori della vecchia signora del calcio italiano per dare un significato chiaro all’ultima partita del 2025 che il Perugia affronterà al ‘Curi’.
Dopo un inizio di stagione disastroso fatto di soli tre punti in dieci partite e di ben sette sconfitte consecutive, che è poi proseguito tra alti e bassi, i grifoni hanno l’obbligo morale e professionale di gettare il cuore oltre l’ostacolo per incamerare un successo che vale molto di più della posta in palio.
Arrivare al giro di boa con in dote 16 punti sarebbe una bella iniezione di fiducia in vista del girone di ritorno e una base un po’ più solida su cui costruire il progetto salvezza.
IL PERUGIA AL CURI – I grifoni sin qui hanno vinto soltanto due partite contro Livorno (2-0) e Vis Pesaro (2-1) rispetto alle nove giocate (compresa quella contro il Rimini). Sei punti ottenuti nell’era Tedesco, mentre precedentemente sono state ben quattro le sconfitte consecutive, più lo scialbo 0-0 all’esordio contro il Guidonia dell’ex Ginestra. Con il tecnico siciliano sono arrivati anche un pareggio (0-0 contro l’Arezzo) e una sconfitta (1-2 contro la Ternana). Il Grifo in casa ha totalizzato otto dei tredici punti a disposizione, classificandosi per rendimento interno come la penultima squadra del girone al pari di Pontedera e Sambenedettese. Peggio ha fatto solo la Torres con 6 punti.
Scarno anche il bottino in termini realizzati, solo sei i gol segnati e ben 5 nell’era Tedesco. Otto, invece, le reti subite.
LE SCELTE DI TEDESCO – Il tecnico palermitano dovrebbe confermare l’idea tattica di base: 4-3-1-2. Davanti a Gemello non si segnalano grosse novità rispetto alle ultime apparizioni, ovvero il quartetto composto da Calapai, Riccardi, Angella e Tozzuolo. Unica variante potrebbe essere rappresentata dall’ingresso di uno tra Dell’Orco o Giraudo sulla corsia mancina, con lo spostamento di Tozzuolo a destra e l’esclusione di Calapai, che recentemente non ha brillato.
A centrocampo si punta sul recupero di Paolo Bartolomei, l’unico in grado interpretare meglio il ruolo di play. L’ex mediano della Cremonese è uscito malconcio dalla sfida contro il Campobasso ma in settimana si è allenato e Tedesco potrebbe considerarlo nell’undici titolare. In caso contrario spazio a Torrasi, con qualche riserva perché nelle ultime apparizioni è sembrato in difficoltà nel ruolo. Nel ruolo di mezze ali spazio a Megelaitis a sinistra e Tumbarello a destra. C’è anche Giunti, ma le sirene di mercato e la non migliore condizione potrebbero indurre Tedesco a farlo partire dalla panchina. Sulla trequarti l’unica soluzione è Davide Manzari, anche se deve sforzarsi di essere un po’ più concreto. Ha qualità e dinamismo, ma deve liberarsi prima del pallone se vuole mettere la sua squadra nelle condizioni di fare male. Davanti all’ex Bari ci sarà sicuramente Montevago. Per la maglia di seconda punta è ancora aperto il ballottaggio tra Matos e Bacchin.






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