“La classe operaia va in Paradiso” è stato uno dei film italiani più belli del secolo scorso e forse di sempre, interpretato da quel monumento di attore che risponde al nome di Gian Maria Volontè, per la regia del maestro Elio Petri. E il Perugia operaio porta via un meritato punto dal “Città di Arezzo”, fermando sull’uno a uno la capolista, avvicinandosi notevolmente, complici anche i risultati negativi delle avversarie dirette, alla salvezza, il piccolo Paradiso per il balbettante Perugia di questa travagliatissima stagione!
E’ un punto voluto e raggiunto con grinta, abnegazione e spirito di sacrificio contro una squadra forte, alla quale, con questo mezzo passo falso casalingo, il Perugia complica notevolmente la vita in ottica promozione diretta, alla luce dell’ennesima vittoria, stavolta a Gubbio per tre a uno, dell’Ascoli rullo-compressore di questo ultimo mese e mezzo, sei vittorie consecutive e ben sette punti rimontati, complice anche la giornata di riposo della squadra di Bucchi, all’Arezzo, adesso a due sole lunghezze anche se con una gara in più dei piceni, con soddisfazione doppia per i tifosi del Grifo.
Dopo la grande sofferenza iniziale, determinata dalla partenza al fulmicotone dell’Arezzo, che creava almeno tre grandi occasioni, per fortuna non sfruttate, nei primi dieci minuti, il Perugia passava improvvisamente in vantaggio con Montevago alla prima e unica vera occasione della gara, sfruttata con un gran tiro dal centravanti biancorosso. A quel punto la partita diventava più equilibrata e il Perugia chiudeva tutti gli spazi ad un Arezzo innervosito dal gol subito, portando in porto il vantaggio all’intervallo.
La ripresa iniziava sulla falsariga della seconda metà del primo tempo, poi l’Arezzo aveva due sussulti, il primo con un gran tiro di Mawuli che, fortunatamente, incocciava nell’incrocio dei pali, il secondo sempre con un preciso tiro da fuori, stavolta di Tavernelli, che batteva l’incolpevole Gemello. Da lì in poi il Perugia conteneva bene le iniziative dell’Arezzo portando meritatamente in porto un pareggio d’oro che contribuisce enormemente a coltivare la speranza salvezza diretta.
Un sontuoso Montevago, un determinatissimo Stramaccioni e un Megelaitis finalmente tornato ai livelli di metà girone d’andata, i migliori del Perugia, con Manzari che dopo un buon primo tempo si è un poì perso nella ripresa, mentre Verre, entrato negativamente nell’azione del gol del pari aretino, è apparso sottotono ed è stato sostituito, tardivamente, solo dopo il gol subito. L’aver meritatamente pareggiato in casa della capolista al termine di una gara giocata con tanta grinta, senza avere in campo la “vecchia guardia”, Angella, Dell’Orco, Lisi e Bartolomei, potrebbe essere solo una coincidenza ma potrebbe anche essere una chiara indicazione per la prossima stagione!
I risultati di ieri, con la sconfitta casalinga del Pontedera col Guidonia, che condanna quasi definitivamente i toscani alla retrocessione diretta alla luce dei dodici punti di distacco dalla Torres quartultima, annullando il playout, l’ennesima sconfitta interna della Sambenedettese, uno a zero col Campobasso, che relega la Samb a tre punti dal Perugia, e il pari casalingo della Torres col Ravenna nel recupero, che lascia i sardi un punto dietro ai grifoni alla vigilia dello scontro diretto e la sconfitta del Bra, ora a cinque punti dai grifoni, a Pineto, hanno dato una grossa mano ai grifoni.
Piccola nota a margine sul Bra. I piemontesi se le gare fossero finite al 90′, senza recupero, avrebbero ben cinque punti in più, avendo subito gol per ben cinque volte nel recupero, perdendoci sette punti, ben quattro proprio contro il Perugia, a fronte delle due uniche volte in cui loro hanno segnato nell’extra time, guadagnando due punti, oltre ad essersi visti togliere tre punti guadagnati sul campo vincendo a Rimini. Braccino corto sicuramente per la matricola assoluta Bra, ma anche tanta, tanta sfortuna per i piemontesi che meriterebbero una classifica migliore per quanto esprimono in campo.
Venerdì sera sarà in programma al “Curi” Perugia-Torres. E’ certamente una sorta di match point per i grifoni che, Bra a parte, che ha giocato le stesse gare del Perugia, può vantare anche una gara in più da giocare rispetto alle altre concorrenti alla salvezza. Vincere significherebbe praticamente, anche se non aritmeticamente, chiudere i conti, anche perchè il Bra riceverà l’Arezzo, la Sambenedettese giocherà a Terni e il Pontedera sarà di scena a Piancastagnaio.
La Torres, però, non sarà un avversario facile visto che, da quando è tornato in panchina mister Alfonso Greco, i sardi hanno perso solo due volte in sedici gare, una sola volta in trasferta in otto. Vincere significherebbe chiudere i conti ma, se dovesse finire in pareggio, il risultato più gettonato dai sardi, diciotto volte, non sarebbe la fine del mondo, con la Torres che rimarrebbe dietro come, presumibilmente, anche le altre, con una giornata in meno da giocare. Assolutamente da evitare, invece, una malaugurata sconfitta che, oltre al sorpasso sassarese, complicherebbe di nuovo tutto.
Danilo Tedeschini
































