Dal Livorno a Livorno! Tedesco e il Perugia risorgono alla grande espugnando meritatamente il “Picchi”, addirittura oltre lo striminzito due a uno finale, che non rispecchia assolutamente quanto visto in campo, col Perugia a comandare la gara contro un Livorno irriconoscibile che non ha mai tirato in porta se non col rigore trasformato da Dionisi al novantesimo. Mister Tedesco esce da una situazione di classifica molto pericolosa proprio contro l’avversario contro il quale aveva iniziato, vincendo, la sua avventura sulla panchina del Grifo.
Ma a differenza della fortunata vittoria dell’andata, innescata al quarto d’ora della ripresa dal fortunato autogol di schiena di Seghetti, che sbloccava una gara abulica per un’ora del Perugia, a Livorno il Grifo ha disputato una partita gagliarda, probabilmente la migliore di questo campionato, meritando i tre punti di platino che gli permettono di volare al quartultimo posto, scavalcando Bra e Samb, entrambe sconfitte, ad un solo punto dalla Torres, attualmente salva col quintultimo posto, grazie alla vittoria in casa contro un Guidonia in caduta libera nel girone di ritorno,.
Anche il Grifo, però, in questo momento sarebbe salvo, perchè, in virtù della contemporanea sconfitta interna del fanalino di coda Pontedera contro la Juve Next Gen, il vantaggio della quartultima, il Perugia, sull’ultima sale a nove punti, proprio quelli necessari, se conservati alla fine del campionato, per annullare la disputa del playout tra quartultima e ultima, col Perugia, quindi, che si salverebbe direttamente e col Pontedera che retrocederebbe altrettanto direttamente
Tedesco risponde così, nella maniera migliore, alle critiche, anche le nostre, andando a vincere lo scontro diretto proprio contro quel Venturato, il tecnico che avremmo voluto sulla panchina del Perugia e che, ieri sera, bisogna onestamente riconoscerlo, non ci ha capito niente, ad iniziare dal largo turn over effettuato lasciando in panchina i migliori, Dionisi, Peralta e Bonassi, tardivamente e inutilmente subentrati solo nell’ultimo quarto di gara, dopo aver già dovuto inizialmente rinunciare per infortunio sia a Samuel Di Carmine, sia, all’ultimo momento, al centrale difensivo titolare Noce.
Tedesco, invece, le ha azzeccate tutte, schierando un tre-quattro-uno-due elastico, con Manzari, tornato titolare, che ancora una volta ha dimostrato di essere pedina indispensabile, al posto di Verre, non ancora in condizione per giocare titolare, poi subentrato durante la ripresa. Tedesco ha lasciato in panchina anche l’ormai logoro Angella, dando fiducia a Stramaccioni a fianco di Tozzuolo e del rientrante Riccardi, un autentico talismano l’ex leccese, fiducia ripagata con una grande prestazione, anche se un pochino sporcata dalla leggerezza finale che ha provocato il rigore.
La strana coppia di mediani Bartolomei-Tumbarello, con Lisi titolare sulla fascia destra e Dell’Orco su quella sinistra, ha girato a dovere filtrando ogni tentativo degli avversari, con Luperini che ha confermato quanto di poco buono mostrato nei suoi trascorsi a Perugia. Davanti lo scatenato Montevago, autore di una prestazione da otto in pagella senza quel clamoroso gol mangiato al tramonto della prima frazione di gara, ha vinto tutti i duelli con l’esperto Camporese, letteralmente fulminato in occasione del gol del vantaggio ad inizio ripresa.
Nota di merito anche per Bacchin, subentrato come punta a supporto ad un Canotto sotto tono ed autore, tra l’altro, del gol del raddoppio di pregevole fattura. Ma è stata tutta la squadra nel suo complesso a girare, mettendo in campo, finalmente, quella grinta necessaria e quello spirito di gruppo, fondamentali per poter raggiungere l’obiettivo della salvezza ed è giusto che mister Tedesco, come si è preso le meritate critiche, si prenda stasera i meriti ed i giusti elogi.
Sarebbe sbagliato adesso, però, cullarsi sugli allori. Si attende subito una conferma immediata da parte del Perugia affinchè la bella prestazione di Livorno non rimanga un episodio. E lunedì sera non poteva esserci occasione migliore da cogliere al volo Tra quattro giorni al “Curi” è in programma, infatti, proprio lo scontro diretto contro un Pontedera con l’acqua alla gola e con un piede e mezzo nel campionato di Serie D,
Battere la squadra dell’ex Braglia, significherebbe mandarla a dodici punti di distacco rafforzando l’ipotesi di salvezza diretta anche da quartultimi, ma se la Torres, impegnata a Carpi, non dovesse riuscire a fare bottimo pieno, significherebbe scavalcare anche la squadra sarda in classifica e raggiungere quel quintultimo posto che, a fine campionato, vale, senza altri calcoli, la salvezza diretta.
Le tre vittorie ottenute nel girone di ritorno dai grifoni sono assivate tutte da tre trasferte, Guidonia, San Benedetto e Livorno ed è ormai tempo di tornare a vincere anche al “Curi!
Danilo Tedeschini
































