Pettirossi lancia il Rugby Perugia: “Pronti in caso di serie A”

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Il pilone sinistro sarà uno dei punti di forza della formazione biancorossa anche per la prossima stagione: “Faremo bene, al di là della categoria: siamo un gruppo affiatato”

 

Il Rugby Perugia continua a lavorare sulla squadra del futuro. In attesa di conoscere quale sarà la categoria di riferimento, il Ds Turco, in piena sintonia con Federico Bevilacqua e Ruggero Renetti, ha già dato il benestare per la conferma di alcuni elementi. Uno di questi è Matteo Pettirossi, pilone sinistro e all’occorrenza tallonatore, in biancorosso da quando aveva dodici anni e a dicembre pronto a festeggiare ventinove.

“La stagione passata è iniziata con l’idea divertirsi – ammette lo stesso Pettirossi – poi quando giochi a rugby, come in qualsiasi altro sport, durante la partita vuoi solo vincere. Vittoria dopo vittoria ci siamo resi conto che qualcosa era possibile, che eravamo un gruppo forte, con tanta qualità. Siamo arrivati secondi alla regular season e abbiamo perso la finale playoff, ma è stata comunque una stagione da ricordare. Per me ha avuto un significato particolare, perché è stato il mio rientro ufficiale. Sono stato fuori per quattro anni per motivi personali e ho ricominciato con l’idea di divertirmi, fare gruppo e, per quanto possibile, aiutare i ragazzi più giovani della squadra. Il cambio in panchina a metà stagione, per tante squadre, sarebbe stato difficile da assorbire. Noi, invece, siamo stati un gruppo davvero unito e forte”.

Pettirossi ora guarda al futuro.

“Aspettiamo quello che sarà il verdetto della federazione, ma in qualsiasi categoria daremo il massimo. L’anno scorso è stato un anno in crescendo e cercheremo sicuramente di ripartire dal punto più alto, senza ricominciare da zero.

Se dovesse essere Serie A, per me non sarebbe la prima esperienza. Gioco in prima squadra da quando avevo diciotto anni: proprio allora ho vissuto la retrocessione in B e l’anno successivo abbiamo vinto i playoff, conquistando di nuovo la massima serie.

Sicuramente è un livello molto più stimolante, sia per il valore degli avversari sia per la qualità degli allenamenti, ma anche dei campi in cui si va a giocare, che sono più storici e importanti”.