Nel turno infrasettimanale, il Perugia affronterà il Novara. Doppio ex, Raffaele Rubino, attaccante biancorosso nel campionato 2006-2007 (serie C1) e dei piemontesi per ben 9 stagioni. Rubino continua a seguire le due squadre e, presenta così, le due compagini.
“La larga vittoria del Novara ai danni del Lanciano, sinceramente, mi ha un po’sorpreso. I piemontesi sono una squadra cinica e molto concreta che, solitamente, però, vince di misura. Difficilmente subiscono gol e le loro ripartenze rapide sono micidiali. Tuttavia, martedì, non potranno contare su Gonzalez, giocatore fondamentale, che fa la differenza. Il Perugia, invece, fa della difesa il proprio punto di forza ed ha un centrocampo di valore e di qualità, con Taddei che, ultimamente, ha preso in mano la regia biancorossa”.
Sulla gara del Curi, Rubino non si sbilancia.
“Perugia e Novara sono squadre abbastanza speculari, anche per quanto riguarda il loro atteggiamento in campo. Ardemagni, Parigini e Fabinho, sono un tridente d’attacco molto simile a Galabinov, Gonzalez e Rodriguez. Inevitabile, pertanto, che la sfida di martedì sarà molto combattuta”.
Nelle partite del Grifo da lui visionate, l’ex attaccante biancorosso è rimasto colpito dal giovane Zebli. Questo il suo parere sul centrocampista classe 1996.
“Ho visto un ragazzo che, nonostante l’età, ha una gran personalità e ha potenzialità importanti. Si vede che sa giocare a calcio e, inoltre, nelle gare sinora disputate, ha dimostrato di saper scendere in campo con il giusto atteggiamento e senza paura. Schierandolo titolare, anche il tecnico Bisoli conferma di credere in lui. Per il Grifo, sarà una grave assenza martedì”.
Rubino è rimasto maggiormente legato a Novara, più che altro per il tanto trascorso nella provincia piemontese. Tuttavia, l’attaccante ritiene molta positiva anche la stagione di Perugia.
“Ho un bel ricordo del capoluogo umbro, in cui ho disputato un buon campionato, realizzando 10 reti. Ma ho un rammarico: non aver raggiunto i play off, in un’annata in cui abbiamo fallito i nostri obiettivi. Se tutti avessero dato lo stesso contributo, come poi, i medesimi giocatori hanno dimostrato di saper fare nelle stagioni successive, l’epilogo sarebbe stato diverso. Eravamo una squadra forte e molto competitiva, che poteva fare sicuramente di più. Delle stagioni a Novara non saprei nemmeno da dove iniziare. Gran parte della mia carriera l’ho dedicata a questi colori e, calcisticamente parlando, è stata la squadra che mi ha dato di più. In Piemonte mi sono tolto le soddisfazioni più grandi. Ho dato il massimo per questa società e credo che anche i numeri lo dimostrino”.
Rubino è, infatti, il secondo marcatore di tutti i tempi della storia del Novara e detiene un record unico in Italia: aver segnato con la stessa maglia in tutte e 4 le categorie professionistiche.
“E’ un traguardo che rimarrà nella storia, anche perché difficilmente sarà superato, visto che la C2 non esiste più. E’ un piccolo risultato che terrò stretto per sempre. Inoltre, è, per me, motivo di grande orgoglio essere secondo nella classifica marcatori del Novara, ed aver superato attaccanti del calibro di Silvio Piola. Tuttavia, a differenza dell’altro record, credo che questo verrà superato. Sarà sicuramente un obiettivo degli attaccanti del Novara nei prossimi anni”.
Rubino ha poi parlato della sua carriera in generale.
I compagni più forti che ho avuto sono stati Enrico Chiesa e Tore Andre Flo, entrambi in squadra con me ai tempi di Siena. Ma in 20 anni di carriera è difficile dire chi sia il più forte di tutti. Tra quelli che mi hanno colpito, anche Rodrigo Taddei che, nella fase più importante della sua carriera tra i 22 e i 27 anni, ha fatto cose davvero importanti. Rodrigo? Ho un gran rapporto con lui, c’è una grande amicizia che ci lega. Insieme abbiamo vinto il primo campionato di serie B della storia del Siena. Ancora oggi siamo rimasti in contatto e ci sentiamo. È un bravo ragazzo, pieno di valori, umani e morali. Sicuramente, grazie alla sua presenza, il Perugia ha un valore aggiunto sia in campo che nello spogliatoio”.
Oggi che fa Rubino?
“Ho smesso di giocare l’anno scorso, ma ho deciso comunque di rimanere nel mondo del calcio. Lavoro per il Bari e, dopo aver frequentato il corso da direttore sportivo, attualmente sono il responsabile scouting e dell’area tecnica dei pugliesi”.
Michele Mencaroni





























