Primo match sabato 16 maggio (alle 17) contro la formazione polacca del Pge Projekt Warszawa
Sir Susa Scai Perugia tornata al lavoro al palasport di Pian di Massiano in vista di questa ultima settimana di preparazione alla Final Four di Champions League, fase finale della massima competizione per club a livello europeo, che quest’anno torna ad essere ospitata in Italia, all’Inalpi Arena di Torino nel prossimo weekend.
I Block Devils, in maglia Sir Sicoma Monini Perugia, anche in questa edizione saranno l’unica squadra italiana in campo e rappresenteranno con orgoglio la Nazione da campioni in carica. In vista dell’ultimo, grande appuntamento stagionale, il gruppo si è ritrovato domenica 10 maggio al quartier generale del PalaBarton Energy per una doppia seduta: al mattino sala pesi e lavoro con la palla a gruppi, mentre nel pomeriggio coach Lorenzetti e il suo staff hanno guidato l’allenamento tecnico-tattico sul taraflex spingendo con intensità e con il focus sul primo avversario di turno.
I ragazzi del presidente Sirci scenderanno in campo nella prima delle due semifinali di sabato 16 maggio, alle 17, contro la formazione polacca del Pge Projekt Warszawa. Alle 20.30 va invece in scena la seconda semifinale tra i polacchi del Warta Zawiercie e i turchi dello Ziraat Bankkart Ankara.
A differenza del percorso lineare dei campioni d’Europa in carica, sia nella fase a gironi sia nel quarto con Las Palmas, i polacchi del Varsavia arrivano a giocarsi questa semifinale con Perugia al termine di un percorso fatto di battaglie combattute e vinte spesso al tiebreak; un aspetto, questo, che li potrebbe rendere pericolosi in termini tattici. Lo ha confermato alla Cev il tecnico bianconero, Angelo Lorenzetti: «Quando una squadra affronta tante battaglie al quinto set, non è un caso. Accade perché mostra efficienza e capacità di restare in partita. Chi li affronta deve essere altrettanto efficiente e rimanere punto a punto, senza farsi condizionare da ciò che è appena successo».
Perugia si appresta ad affrontare questa Final Four reduce dalla fresca vittoria del Campionato italiano, ma forte anche del percorso fatto lo scorso anno: un finale di stagione in cui, dopo l’uscita in semifinale dalla corsa Scudetto, la squadra ha tenuto alta la concentrazione e si è andata a prendere, con autorità, la sua prima Champions League.
«Posso solo testimoniare che la squadra ha cambiato, soprattutto dopo la semifinale persa. La vittoria di Champions ci ha dato serenità per capire cosa cambiare. Non è la vittoria o la sconfitta a dire se abbiamo fatto tutto bene. La continuità nel quotidiano ci ha guidato, e abbiamo cercato una pallavolo diversa, migliorando quello che quella semifinale ci aveva detto che non funzionava».
Su campo dell’Inalpi Arena sarà importante l’approccio e partire bene fin dall’inizio. Importante, ma non determinante, sottolinea coach Lorenzetti, e le partite, anche della recente serie di Finale Scudetto, lo hanno dimostrato: «È vero che chi vince il primo set è più vicino alla vittoria, ma l’esperienza mostra che i vantaggi si recuperano. Chiunque, dopo il primo set, deve affrontare quello successivo come un nuovo inizio, tutto da scoprire e soprattutto da giocare».

MASSIMO COLACI
Lui, che è arrivato a Perugia nella stagione 2017-2018, quando il club del presidente Sirci si stava facendo strada nel panorama del volley nazionale, arrivando a sfiorare i trofei, ma senza mai riuscire a conquistarne uno. Lui, che da giocatore già affermato aveva fin da subito confessato di essere intrigato e affascinato dalla storia della Sir, una società con così tante ambizioni e passione, una società solida e determinata a vincere. Lui, che appena arrivato è stato protagonista del primo storico trofeo del club, che sarebbe stato solo l’inizio, in un anno stellare che si sarebbe concluso con la conquista di tutti i trofei in palio nel campionato italiano. Lui, che ha superato ogni record di permanenza in una società a livello personale, lui, che dopo 9 stagioni consecutive è ancora in grado di dire che «la fame non passa» mai e soprattutto una frase che è diventata come un diktat: «io al palazzetto ci sto bene il martedì».
È Massimo Colaci, il libero bianconero protagonista in tutti i 18 trofei vinti dal club. Nessuno come lui.
Quella di mercoledì sera è stata, di fatto, la sua ultima partita sul taraflex dell’impianto di Perugia, l’ultima partita, prima di tuffarsi nella Final Four di Champions, nel Campionato di Superlega Italiana. E anche per questo, oltre che per il merito sportivo, la Lega Pallavolo Serie A e l’intero parterre di giornalisti presenti in gara 3 della Finale scudetto con la Lube, gli hanno assegnato il titolo di mvp, del match e dell’intera serie con la Lube, un tributo al valore del suo gioco, ma anche un tributo alla sua intera carriera: «La cosa più bella sicuramente è aver alzato quel trofeo meraviglioso davanti ai nostri tifosi. Speravo potesse finir così: è stata una chiusura perfetta del cerchio, veramente incredibile. Ringrazio tutti per il premio, è stata una grande emozione. Secondo me in questi Play Off Wassim è stato determinante, è stato il più bravo di tutti, però mi fa comunque piacere perché ripaga di tutti i sacrifici fatti in questi anni».
Il libero di casa Sir Susa Scai Perugia conferma l’intensità e il grado di difficoltà del Campionato che si è appena concluso; una Superlega che ogni anno è sempre più avvincente perché il livello delle squadre continua a crescere. E con questa premessa, anche la Finale Scudetto ha regalato match di altissimo livello e tasso di difficoltà sempre crescente: «Una Finale Scudetto deve essere così. All’inizio di ogni anno si parla del fatto che il Campionato italiano è il più bello del mondo, se è il più bello significa che è il più difficile perché altrimenti non sarebbe così bello e quindi è giusto soffrire e questo, la difficoltà di queste partite rende tutto ancora più difficile e ancora più bello».
La Sir Susa Scai Perugia è stata grande protagonista in questo finale di stagione, in scia con il percorso praticamente perfetto, condotto nell’intera stagione. Chiudere in tre gare tutte e tre le serie Play Off, a cominciare dai quarti con Monza, passando per le semifinali con Piacenza fino alla Finale Scudetto con la Lube, è un risultato che eguaglia record storici di club che sono ormai diventati leggenda nel mondo della pallavolo. E in quel mondo, ora più che mai, c’è scritto anche il nome di Perugia: «È stato un po’ strano, mi aspettavo sinceramente di perdere qualche partita soprattutto in questa serie di finale, ci siamo andato vicini perché abbiamo fatto anche delle “brutte partite”, però nei Play Off non sempre riesci a giocare bene perché c’è l’avversario che ti può mettere sotto. Abbiamo fatto anche delle “brutte partite”, ma l’abbiamo portate a casa e quindi questo ti fa capire che questa squadra ha raggiunto una maturità importante, perché non è facile soffrire e ripartire all’interno di ogni singolo set e all’interno di una serie di Play Off. Questo ci dice che c’è stato tanto lavoro dietro perché magari negli anni passati queste partite le avremmo perse, quest’anno non è successo. Ci sono tanti fattori, ma sicuramente a livello mentale abbiamo fatto uno step importante, merito del nostro grande staff».































