Coach Angelo Lorenzetti tra premio Costa Anderlini e aspettative
La dirigenza della Sir Susa Scai è tornata a Perugia al termine della tre giorni di volley mercato, pronta a ripartire per la prossima stagione, in cui sarà di nuovo in prima linea a competere per tutti i trofei del campionato italiano, europeo e mondiale.
La delegazione bianconera, guidata da Gino Sirci, è rientrata al quartier generale di Pian di Massiano con un ricco bottino: i due stendardi, relativi alla vittoria della Supercoppa e dello Scudetto, consegnati al presidente sul palco dell’evento di presentazione dei calendari insieme ai due riconoscimenti, da parte della Lega Pallavolo serie A, per i trofei conquistati fuori dal campionato italiano, il Mondiale per Club e la seconda Champions League consecutiva.
Le volte del palazzetto di Perugia sono pronte per essere arricchite con altri quattro, pesantissimi stendardi in più, con la volontà di continuare ad implementarli perché, come dice il presidente Sirci: «C’è ancora posto».
Pronto a ricominciare anche il condottiero dei Block Devils, Angelo Lorenzetti, che nel corso della cerimonia di presentazione dei calendari del prossimo campionato di Superlega, ha ritirato il premio Costa Anderlini, come allenatore dell’anno della massima serie. Intervistato sul palco da Maurizio Colantoni, il coach ha espresso il suo parere su quello che potrà essere il giusto approccio con il nuovo gruppo di ragazzi: «Come ogni gruppo che nasce nuovo bisogna incontrarsi e in questo incontro nascono le aspettative reciproche. Compito dell’allenatore è cercare di amalgamarle perché non è sempre una vittoria; diciamo l’obiettivo principale, il bisogno principale del giocatore sembra di sì, ma non è così».
La parola chiave, per la prossima stagione, è “ricominciare” e coach Lorenzetti sposa appieno questo obiettivo: «La parola “ricominciamo” è bellissima perché nella sua etimologia parla di entrare dentro una soglia e, quindi, andare verso il nuovo con gli apprendimenti fatti. Le vittorie non si portano nel futuro ma gli apprendimenti sì. E questo è quello che vogliamo fare anche con un gruppo di giocatori nuovo, quindi sviluppare assieme a quelli che c’erano, che diano l’esempio e che mi aiutino a sviluppare l’intelligenza collettiva il più velocemente possibile, perché a Perugia le annate di transizione non esistono».































