Anche contro il Pineto, il Grifo ha fallito l’occasione per migliorare la propria classifica e intraprendere la strada per la salvezza diretta. La stagione sportiva continua a mietere partite e a mettere a disposizione punti, ma i grifoni non sembrano così stimolati nell’andare a raccogliere. Contro gli abruzzesi di Tisci, reduci da ben quattro ko consecutivi, Angela e compagni hanno fornito l’ennesima prova incolore, che non può essere solo figlia di alcune scelte sbagliate a livello di formazione.
SQUADRA SENZA ALIBI – Un gruppo di giocatori professionisti, alcuni con diverse apparizioni anche in categorie superiori, non possono continuare ad approcciare come fatto contro il Pineto e in altre partite importanti della stagione. I grifoni non hanno più alibi, perché sulla loro considerazione pesa tremendamente quella sensazione che lasciano da tempo: non comprendere affatto il rischio a cui stanno andando incontro. Non c’ê bisogno di fare i nomi, perché chi scrive non ha il diritto di distribuire capi di imputazione e dare il via ai processi. Chi ha visto le partite non avrà difficoltà a riconoscere come questo atteggiamento sia piuttosto generalizzato e che a turno vede coinvolti un po’ tutti i grifoni. Basta pensare di essere forti e che ‘tanto prima o poi ci salviamo’. La classifica e il campo dicono che questa è una squadra da play out e soprattutto che non ha la fame di chi lotta per la salvezza. Gli allenatori sono stati cambiati, la società è intervenuta sul mercato e garantisce serietà dal punto di vista lavorativo, ora è il momento di metterci qualcosa in più. Nove partite per dimostrare rispetto nei confronti della tifoseria, della gente e della storia del Perugia. A partire dalla sfida di metà settimana contro il Livorno. Si potrà anche perdere, ma non si potrà accettare di vedere un altro approccio e una gestione della gara come contro il Pineto.
LE RESPONSABILITÀ DI TEDESCO – La società gli ha dato fiducia, a fronte di risultati assolutamente deludenti nel girone di ritorno. Un suo esonero in queste ore non avrebbe certo sorpreso. Tedesco merita una nuova chance per il forte senso di appartenenza, ma deve abbandonare quello stato di ansia da prestazione in cui si trova. Paradossalmente il mercato gli ha fatto perdere la bussola, perché cambia troppo spesso moduli (tre nella sola gara contro il Pineto) e giocatori. Non si può continuare ad insistere con una mediana dove le due mezzali sono giocatori di rottura come Megelaitis e Tumbarello. Così come l’attacco, ora, ha bisogno di qualcosa in più di Bacchin e forse di Montevago. Dietro è vero che la coperta è corta, ma una partita possono saltarla (se pur disponibili) anche Angela e Dell’Orco. Poi c’è il capitolo Verre. Non sappiamo perché lo ha tolto contro il Pineto, ma Tedesco deve capire che è l’unico in grado di accendere la luce, anche se adesso il suo voltaggio non è ottimale. Ha detto che la squadra è con lui e che stare lontano da Perugia può fare bene al gruppo. Tedesco faccia tesoro della fiducia concessa dalla società: uno scatto sul piano dell’orgoglio e della linearità è lecito attenderselo anche da lui. Diversamente, è difficile che gli saranno concesse altre chance.































