Tra gli estimatori di Giacomo Manzari, neo acquisto del Grifo, c’è anche Marco Zaffaroni, tecnico che ha iniziato la sua carriera da primo allenatore proprio a Perugia, quando nella stagione 2009-2010 prese il posto dell’allora primo, Giovanni Pagliari, per condurre (in coppia con Buzzi) il Grifo in una stagione assolutamente tribolata per questioni extra calcio, poi culminata con il fallimento.
Zaffaroni e Manzari si sono incrociati a gennaio 2024 alla Feralpisalò, dove Zaffaroni era da poco arrivato in sostituzione di Stefano Vecchi e l’esterno pugliese era uno dei rinforzi del mercato di gennaio.
“Mi aveva impressionato in C con la Carrarese – ricorda Zaffaroni – e così abbiamo deciso di portarlo in prestito. Un giocatore di talento, che non è riuscito ad esprimersi al massimo anche per colpa di qualche problema di natura fisica. È un esterno mancino a cui piace partire da destra per poi accentrarsi. Io l’ho utilizzato anche come seconda punta. In serie C può fare davvero bene e sono convinto che darà una mano al Perugia”.
Zaffaroni, dopo l’ultima esperienza sulla panchina del Sudtirol, è in attesa di una nuova chiamata. Senza il campo, guarda con interesse lo sviluppo del calcio italiano, compreso quello di serie C.
“E’ difficile fare pronostici oggi. Il mercato è ancora aperto e in pochi giorni può succedere di tutto. Nel girone B l’Arezzo ha i favori del pronostico, ma il Perugia può dire la sua”.
Sull’esperienza vissuta ormai quindici anni fa dalle parti di Pian di Massiano, Zaffaroni precisa: “Ho un ricordo bellissimo della città, dei tifosi e delle persone con cui ho lavorato. Peccato per come è andata, con tutti i problemi che abbiamo vissuto. Quelle difficoltà non hanno tuttavia scalfito il profondo affetto che nutro per una piazza calcisticamente importantissima”.
































