A meno di due settimane dall’inizio del torneo cadetto in casa Perugia è già tempo di primi bilanci. Le amichevoli estive e le due gare di Coppa Italia hanno messo in evidenza struttura e grinta dei nuovi biancorossi ma anche alcuni limiti in alcune parti del campo. Numericamente ancora manca qualcosa, lo sa Pierpaolo Bisoli che l’ha annunciato a più riprese, lo sa la società. Provando a trarre in esame queste prime gare post-preparazione, proviamo a vedere cosa va e cosa non va in casa biancorossa.
COSA VA
Rosati si è dimostrato a più riprese portiere esperto, solido e pienamente ritrovato dopo anni di “naftalina”. A San Siro ha messo in mostra doti da grande numero uno e sarà un valore aggiunto per il Grifo. Anche il suo vice, Zima, sembra un giovane molto reattivo e pronto per una serie cadetta. In difesa Volta è una garanzia e Rossi è pienamente recuperato. Anche capitan Comotto ed il giovane Mancini sembrano subito entrati nei meccanismi di Bisoli. A centrocampo ottima la coppia Salifu-Rizzo che garantisce muscoli e corsa e Zebli, già promosso in prima squadra, potrebbe essere l’elemento a sorpresa della mediana perugina. In attacco Ardemagni non sembra aver perso il feeling con il gol e Lanzafame, Di Carmine e Parigini sono ottimi supporti. C’è poi la rivelazione pre-campionato, il baby Drolè. Il ragazzo ha i numeri per far bene e se non verrà caricato troppo potrebbe essere la sua stagione, cosi come quella di Kevin Mendez che ha convinto la dirigenza a trattenerlo.
COSA NON VA
I terzini sono per il momento rimandati ad una miglior condizione fisica. Del Prete viene da lunga inattività mentre Alhassan deve oliare ancora i meccanismi difensivi. Dietro di loro per il momento manca numericamente qualcosa (soprattutto a sinistra). Bisoli ha già chiesto un paio di centrocampisti funzionali al progetto, segno che Salifu, Rizzo e l’adattato Spinazzola non possono bastare per sobbarcarsi un torneo così importante. Taddei, a detta degli addetti ai lavori (scusate il gioco parole), sembra più in palla rispetto allo scorso torneo ma resta il dubbio se possa reggere i ritmi della serie cadetta. Filipe è sul piede di partenza e non è un mistero. In attacco tante seconde o mezzepunte ma manca un vero alter ego di Ardemagni. Di Carmine è bravo ma è più una seconda punta. Drolè e Parigini sono giovani e vanno dosati, così come Zapata, ancora pesce fuor d’acqua. Fabinho ha fatto innamorare subito il nuovo tecnico ma la sua collocazione in campo resta ancora un’incognita.
MERCATO
Aspettando il recupero di Belmonte si cerca comunque un altro difensore, probabilmente un terzino sinistro, al massimo un centrale ed un baby per la fascia. In mediana i colpi saranno due (in caso di cessione di Taddei e Filipe). Bianco piace, così come Buchel, ma tentennano troppo e sono molto cari. Si è fatto il nome di Porcari ma difficilmente il Carpi lo lascerà partire. Probabilmente si aspetteranno gli esuberi delle rose di serie A. In attacco il nome nuovo è Raffaele Palladino, svincolato dal Parma. Può agire da esterno, seconda o prima punta. Classe ed esperienza, potrebbe rivelarsi il colpo a costo zero.
Federico Ricci
































