Il Pisa di D’Angelo non muore mai, Grifo di nuovo al caldo dell’Inferno

512
I nerazzurri tornano al successo espugnando Reggio Calabria. Il Perugia riassaggia il sapore della sconfitta e ripiomba in zona play-out. A Brescia situazione da allarme rosso

I nerazzurri tornano al successo espugnando Reggio Calabria. Il Perugia riassaggia il sapore della sconfitta e ripiomba in zona play-out. A Brescia situazione da allarme rosso

 

Paradiso

10 – Luca D’Angelo

Chi dava per morto il Pisa dopo le quattro gare senza vittoria, con due sconfitte consecutive in casa contro Cittadella e Sudtirol, si deve ricredere. La squadra di mister D’Angelo si riscatta nel giorno più difficile, andando a vincere meritatamente due a zero sul campo della terza in classifica, la Reggina, risalendo, così, sul carro delle cinque squadre, Pisa, Modena, Palermo, Parma e Ternana, settime a pari trentaquattro punti. Le reti del successo della truppa di mister D’Angelo, una garanzia in panchina, portano la firma di Gargiulo e di Gliozzi su rigore, entrambe nella ripresa. Con mister D’Angelo al timone il Pisa ha raccolto ben trentadue punti in diciotto giornate, una marcia che sfiora quella da secondo posto e può decisamente ambire ad un posto di prestigio in zona playoff. Il riscatto del lavoro, dell’umiltà e della competenza!

9 – Modena

Un gran bel Modena, signori. La squadra di mister Tesser espugna meritatamente il “Rigamonti” di Brescia, superando uno a zero le rondinelle grazie al rigore trasformato da Falcinelli nella ripresa e approda nel folto gruppo delle settime a, a cavallo tra la zona preliminare e il centroclassifica. Canta il canarino!

8 – Frosinone e Genoa

Il Frosinone ha ormai un piede e mezzo in Serie A. Stritola allo “Stirpe” il Cittadella, agevolato anche dalla superiorità numerica avuta per oltre un’ora di gioco, rifilando alla squadra di mister Gorini un secco tre a zero, griffato dalle reti di Moro, Insigne e Mulattieri e vola a quota cinquantaquattro, a più quindici sulle terze. Cinque partite di vantaggio a quattordici gare dalla fine, sembrano un “gap” praticamente incolmabile. Chapeau!

Primo strappo in classifica del Genoa, che batte con merito due a zero il coriaceo Palermo nell’anticipo di Marassi, reti di Gudmundsson e Jagiello, consolidando il secondo posto con quarantatré punti, adesso con quattro lunghezze di vantaggio sulle terze. Probabilmente, se Blessin fosse stato esonerato una decina di giornate prima, la squadra del bravo mister Gilardino, ben venti punti nelle nove gare con lui in panchina, sarebbe anch’essa molto vicina alla promozione diretta.

7 – Bari, Cagliari, Venezia e Ascoli

Nel bene e nel male nel segno di Cheddira. Il Bari supera, non senza fatica, due a uno il fanalino di coda Cosenza al “San Nicola” grazie alla rete di Esposito dopo soli tre minuti, pareggiata a metà primo tempo dai lupi silani. A quel punto entra in scena il capocannoniere del campionato che, in finale di prima frazione si fa parare un rigore, poi ad inizio ripresa colpisce una traversa con una “bastonata” impressionante ed infine regala i tre preziosissimi punti al Bari, ad un quarto d’ora dal termine, con un violento, quanto preciso, colpo di testa. Bari di nuovo terzo, insieme a Sudtirol e Reggina, che condividono con i galletti quota trentanove.

Il Cagliari torna subito in carreggiata dopo la sbandata di Modena, il cui risultato sarà omologato o meno nel pomeriggio odierno quando sarà giudicato il reclamo del Cagliari, battendo uno a zero il Benevento grazie ad una rete di Lapadula ad un quarto d’ora dalla fine, quando i sardi, da qualche minuto, stavano giocando in inferiorità numerica per l’espulsione di Altare. Cagliari che sale al sesto posto a quota trentacinque.

Il Venezia vince due a uno l’importante scontro diretto con la Spal e sfata il tabù “Penzo” che stava condizionando il suo campionato. Le reti di Tessmann e Pierini nel primo tempo lanciano i veneti fuori dalla zona a rischio con il loro tredicesimo posto a quota ventisette, condiviso con Como e Cittadella. Solo per gli almanacchi la rete della bandiera della Spal nella ripresa.

Il nuovo tecnico dell’Ascoli, Roberto Breda, bagna il suo esordio sulla panchina bianconera con un successo per uno a zero contro il Perugia, firmato da Collocolo nella ripresa, che rilancia la squadra picena, adesso salita al dodicesimo posto a quota ventinove, tre lunghezze sopra la zona minata.  “Il normalizzatore” Breda è di nuovo in pista!

Purgatorio

6 – Como e Parma

Un rigore, trasformato da Cerri nel finale, salva il Como dalla sconfitta sul campo del Sudtirol, passato in vantaggio a metà ripresa. Grazie a questo punto la squadra di mister Longo rimane fuori dalla zona calda, anche se per una sola lunghezza, posizionandosi nel terzetto delle sestultime.

Il Parma torna imbattuto dal “Libero Liberati”, dove coglie un pari per uno a uno contro la Ternana pareggiando già nel primo tempo con Bernabè il vantaggio iniziale rossoverde.  Il punto permette ai ducali di rientrare nel gruppone di ben cinque squadre a cavallo tra la zona preliminare e la metà classifica.

5 – Sudtirol e Ternana

Il sogno terzo posto in solitaria per il Sudtirol si infrange, per il momento, ad una manciata di secondi dalla fine, quando i bolzanini, in vantaggio per uno a zero sul Como, al “Druso”, grazie alla rete di Zaro a metà ripresa, vengono raggiunti su rigore. La sorprendente matricola di mister Bisoli aggancia, comunque, il terzo posto, anche se in compagnia di Bari e Reggina

La Ternana non va oltre l’uno a uno nella gara casalinga contro il Parma. Vantaggio iniziale della squadra di Andreazzoli con un’altra “perla” di Santoro e immediato pareggio ducale. La classifica, adesso, vede scivolare le fere nel quintetto tra settimo e undicesimo posto.

Inferno

4 – Perugia, Benevento, Cosenza e Spal

Al Perugia, evidentemente, piace l’altalena. Dopo due vittorie, susseguenti ad un pari interno e ad una sconfitta, arriva la battuta di arresto di Ascoli, uno a zero, a ricacciare in zona playout, con il quintultimo posto a quota ventisei, la formazione di mister Castori, condannata da una sfortunata deviazione di Dell’Orco sul tiro del gol ascolano. Continuità di risultati, questa sconosciuta.

A forza di sconfitte il Benevento è arrivato quasi sul fondo. Neanche l’arrivo del terzo allenatore, Roberto Stellone, subentrato a Fabio Cannavaro dopo la sconfitta casalinga col Venezia della settimana scorsa, evita ai sanniti la sconfitta per uno a zero a Cagliari, con i sanniti addirittura capaci di subire il gol decisivo in superiorità numerica. La quarta sconfitta consecutiva, la quinta, con un pari, nelle ultime sei gare, spedisce il Benevento al penultimo posto a quota ventitré.

Il Cosenza, pur disputando una discreta gara, torna senza punti dalla difficile trasferta di Bari e resta solitario fanalino di coda del torneo con ventidue punti. Rispoli riequilibra il risultato nel primo tempo dopo il vantaggio lampo pugliese, Micai lo difende parando un rigore prima dell’intervallo a Cheddira ma, nella ripresa, capitola sul colpo di testa vincente dello stesso capocannoniere della B.

La Spal perde due a uno il delicatissimo scontro diretto del “Penzo”col Venezia e precipita in zona retrocessione diretta con il suo terzultimo posto a quota ventiquattro. La rete della bandiera di Dickmann serve solo a riequilibrare gli scontri diretti in caso di arrivo in parità con i lagunari. E adesso la permanenza di mister De Rossi sulla panchina estense è seriamente a rischio.

3 – Palermo

Si interrompe a Marassi, col due a zero subito dalla vicecapolista Genoa, la serie positiva del Palermo durata nove gare, con cinque vittorie e quattro pareggi. Palermo che va sotto nel primo tempo ma rimane in partita fino all’ultimo, quando subisce il raddoppio genoano. Rosanero che finiscono nella grande ammucchiata tra zona preliminare e centroclassifica.

2 – Cittadella

Il Cittadella resiste meno di mezzora al tornado Frosinone. Poi il primo gol dei leoni e la successiva espulsione di Perticone indirizzano la gara, con i veneti che subiscono altri due gol nella ripresa. Le tante, troppe espulsioni stanno condizionando in negativo il campionato del Cittadella, adesso sestultimo insieme a Como e Venezia.

1 – Brescia

Neanche il terzo cambio di panchina, da Clotet ad Aglietti, poi ancora a Clotet e adesso a Possanzini, dopo il secondo esonero del tecnico spagnolo ad inizio settimana, evita un’altra sconfitta, l’ottava nelle ultime dieci gare, con due soli pareggi conquistati, al Brescia, battuto in casa uno a zero dal Modena e precipitato in quartultima posizione con solo venticinque punti, una sola lunghezza sopra la zona retrocessione diretta.

0 – Pippo Inzaghi

La terza sconfitta consecutiva, la quarta nelle ultime cinque gare, apre ufficialmente la prima crisi stagionale della Reggina di mister Pippo Inzaghi, che perde meritatamente in casa due a zero contro il Pisa, venendo raggiunta al terzo posto da Bari e Sudtirol, con il primo posto ormai a distanza siderale, quindici punti e il secondo che si allontana ulteriormente a quattro lunghezze. Nove sconfitte sono veramente troppe per una squadra che punta in alto e preoccupano in particolare le quattro subite al “Granillo”, segnale evidente delle solite difficoltà delle squadre di mister Inzaghi, maestro delle ripartenze, ad imporre il proprio gioco. Urge un repentino cambiamento di rotta per non gettare alle ortiche il buon lavoro sviluppato per gran parte del girone d’andata. Non si vive di solo contropiede!

Dan.Te.