Grifo e salvezza: non c’è gloria per nessuno

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Il Perugia dovrà attendere fino al fischio finale dell’ultima giornata per conquistare, almeno matematicamente, la salvezza. Questo il vergognoso verdetto uscito dal “Curi” al termine di Perugia-Campobasso zero a uno, l’ennesima partita casalinga del Perugia di Tedesco nel girone di ritorno chiusa, non solo senza conquistare i tre punti, ma neanche il punto che serviva alla matematica per definire salvi i grifoni.

Chiariamo comunque subito la questione salvezza. Manca solo il timbro  ufficiale dell’ultimo punto ma in realtà il Perugia, salvo contemporanei incredibili risultati di Torres e Samb, impegnate entrambe in trasferta, proibitiva quella dei sardi sul campo dell’Arezzo che deve solo vincere, salvo passo falso dell’Ascoli a Campobasso, per tagliare il traguardo della promozione e, difficile quella della Samb sul campo di una Vis Pesaro che vuole migliorare la sua nona posizione nella griglia playoff, potrebbe essere salvo anche perdendo a Forlì contro una squadra già matematicamente salva. Vediamo perché.

Il Perugia andrebbe al playout con il Bra solo nel caso di vittoria della Torres ad Arezzo e contemporaneo successo della Samb a Pesaro e sconfitta del Carpi, già matematicamente salvo dalla gara persa a Pesaro la settimana scorsa perché ha tutti i confronti diretti favorevoli. Perché includiamo il Carpi? Perché nella classifica avulsa a tre squadre a quota trentasette, il Carpi, con otto  punti è “strasalvo” nei confronti di Samb e Perugia entrambe a quattro. A quel punto essendo pari, una vittoria per uno con un gol di scarto il doppio confronto diretto, è dirimente la differenza  reti nella classifica avulsa ed avendo la Samb perso di misura col Carpi e il Perugia, invece, due a zero, i grifoni sarebbero condannati al  playout con una semplice vittoria dei marchigiani a Pesaro.

Discorso diverso se il Carpi dovesse  fare  risultato, anche solo un pari a Guidonia, perchè con un arrivo a due con la Samb a quota trentasette, sarebbe dirimente la differenza reti totale che, al momento, grazie al gol del Pontedera a San Benedetto di ieri sera, nel finale, vede il Perugia in vantaggio di due gol, costringendo i marchigiani, per condannare al playout il Perugia, a vincere a Pesaro con due gol di scarto o a sperare che il Perugia perda con due gol di scarto a Forlì.

Tutte le altre soluzioni salvano il Perugia, compresa quella di un arrivo a tre o a quattro a quota trentasette, includendo la Torres con un pari ad Arezzo, perchè la Torres ha perso due a zero uno dei sei scontri diretti della classifica avulsa con Perugia e Samb, con gli altri terminati, tutti con una vittoria a testa di misura per parte, mentre la classifica avulsa a quattro a quota trentasette sarebbe  Carpi 12, Samb 7, Perugia 6, Torres 6, con Perugia e Torres pari in tutto ma con la differenza reti totale, in quel caso dirimente, che vede il Perugia in vantaggio di ben cinque gol sui sardi, ergo i grifoni dovrebbero suicidarsi perdendo con cinque gol di scarto a Forlì, fantacalcio!

La salvezza, quindi, sarà raggiunta senza nessuna gloria domenica prossima, forse solo grazie ad alcuni fattori fondamentali che potrebbero verificarsi: il primo potrebbe essere il fatto che per la prima volta nel nostro Girone, la quintultima non accederà al playout per l’inconsistenza del Pontedera, unica squadra battuta in casa, tra l’altro di misura, dal Perugia di Tedesco nel girone di ritorno dopo la buona campagna acquisti di Riccardo Gaucci a Gennaio. Il secondo, l’esclusione del Rimini che ci ha favorito nettamente avendoci perso e non avendo avuto quindi punti tolti o partite non giocate sul  campo all’andata come successo, invece alle dirette concorrenti Torres e Samb, le uniche, insieme a Livorno e Ravenna, ad aver riposato due volte, una all’andata e una al ritorno.

Tedesco chiuderà domenica, ci auguriamo, la sua avventura perugina, anche ieri ha regalato un tempo agli avversari sbagliando ancora una volta la formazione iniziale. La sua media punti, al momento di 1,3 a partita è addirittura peggiorata, 1,22  nelle diciassette gare del girone di ritorno,  nelle quali, in quasi tutte, ha potuto usufruire dei rinforzi di mercato portati da Riccardo Gaucci, rispetto alle nove del girone d’andata, media 1,33, media precipitata ad un vergognoso 0,88 a partita nelle nove gare interne del girone di ritorno nonostante i rinforzi di Gennaio. Questo perchè in casa devi costruire gioco, non bastano i “lancioni” da dietro per Montevago buoni in trasferta.

Il Perugia si salverà, almeno ce lo auguriamo, non tanto per poco demerito proprio, ma solo grazie, oltre ai fattori elencati prima, all’ASSOLUTA INCONSISTENZA delle avversarie che, quando il Perugia nel girone di ritorno è andato più piano, hanno fatto peggio, col passo del gambero. Il Bra, che alla fine del girone d’andata era a pari punti col Perugia è adesso sei punti dietro, la Samb che era tre punti avanti, adesso è tre punti dietro, la Torres che era tre punti avanti è adesso un punto dietro. Addirittura il Pontedera, che era solo un punto dietro ai grifoni, è adesso diciassette punti dietro!

Chiudiamo con un raffronto su quanto fatto da Cangelosi l’anno scorso, sul quale nessuno ha speso molte parole di consenso, nessuno tranne il sottoscritto lo ha difeso con la stessa intensità con cui molti tifosi, riconoscenti di quanto fatto da Tedesco da giocatore, hanno fatto con il’ex capitano del Grifo. Se Tedesco con 1,3 è attualmente undicesimo, fuori dai playoff per gli scontri diretti  peggiori con la Pianese a pari 34 nella classifica delle 26 gare con lui in panchina, Cangelosi l’anno scorso è arrivato settimo, con 18 punti in 11 gare, abbondantemente dentro la griglia playoff, ad una media di 1,63.

La media di Cangelosi resta attualmente leggermente migliore, 1,31, di quella di Tedesco  aggiungendoci anche le cinque gare del rallentato inizio di quest’anno che hanno determinato l’ingiusto quanto precipitoso esonero di Cangelosi dopo tre pareggi e due sconfitte, con Ascoli e Ravenna, la prima e la terza, allora prima anch’essa! La durissima preparazione in perfetto stile zemaniano aveva come sempre condizionato l’inizio ma la squadra, come riconosciuto dallo stesso Tedesco ne ha poi usufruito i vantaggi.

A Caserta, come ricordato spesso dal collega Marioni, Cangelosi dopo sei gare era quindicesimo con cinque punti, cinque pareggi ed una sconfitta, ma già alla fine del girone d’andata era secondo con 35 punti. A Perugia qualcuno ha voluto troppo presto la sua testa, sicuramente il Perugia del Girone d’andata era nettamente inferiore come organico a quella Casertana, poi terminata quarta, ma non a quello allestito a Gennaio da Riccardo Gaucci e, anche se la controprova non esiste, siamo convinti che Cangelosi, non solo avrebbe conquistato la salvezza con netto anticipo ma avrebbe anche centrato i playoff con  il suo settimo posto della scorsa stagione, bastavano 44 punti nelle 31 gare rimanenti, media 1,41!

Danilo Tedeschini