Nessuno ricorda più ormai l’appuntamento domenicale fisso alle ore 14.30 d’inverno e alle 15.30 con l’avvio dell’ora legale. Le gare venivano tassativamente giocate in contemporanea, alle ore 16.15 veniva stilata la nuova classifica e tutti eravamo proiettati al prossimo turno di campionato. La serie A con 16 partecipanti e la serie B con 18 sono diventate un mero ricordo, affievolito dalle vittorie in campo europeo, prima, e dai proventi televisivi poi. Sono arrivate le pay-tv e gli spostamenti di giorno e di ora delle gare in base ad alcuni criteri non sempre comprensibili ai più. E’ arrivato anche Gaucci, il vulcanico presidente del Perugia, che con il caso Catania riuscì ad ampliare il numero delle partecipanti. Alla fine la formula, quella attuale, era diventata 20 squadre in serie A, con l’a.d. del Milan Galliani contento perché il campionato di calcio poteva essere numericamente equiparato ai maggiori campionati europei, e la serie B a 22 partecipanti. Adesso si torna all’antico o quasi, i bilanci societari non sempre in regola, la difficoltà di reperire fondi, l’eccessivo numero di gare che comporta turni infrasettimanali nei mesi freddi della stagione, gli impegni della nazionale maggiore stretti fra un turno di Champions ed uno di Coppa Italia, i proventi televisivi da dividere fra un numero eccessivo di comprimarie sono diventati i motivi di un cambio della formula. Troppi gli interessi in gioco e quindi difficile trovare l’accordo. Da svariati mesi la situazione si trascinava con riunioni mancate e telefonate metaforicamente “estrose”. Tavecchio, attuale presidente FIGC, pressato dal Coni di Giovanni Malagò, a sua volta sotto scacco dal governo (ogni anno il Ministero del Tesoro sborsa una cifra intorno ai 400 mln di euro al CONI da ridistribuire tra tutte le Federazioni) è riuscito a trovare il giusto equilibrio. Mancano ancora i consigli di Lega per la ratifica, ma il più sembra fatto. Dalla stagione 2017-2018 si cambia, la serie A ridurrà il suo organico a 18 squadre, la serie B a 20 (ma si parla già di 18 partecipanti anche per la seconda serie professionistica nazionale). Bisognerà comprendere l’interscambio fra le due serie come avverrà, se la formula playoff/playout in serie B rimarrà valida, come si arriverà alla riduzione di organico. Attendiamo quindi sviluppi ulteriori, certo la soluzione trovata non garantirà mai che società come Frosinone e Carpi accettino il ruolo di comprimarie e qualcuno dovrà mettersi l’anima in pace. Sedici, diciotto o venti il bello del calcio è l’imprevedibilità.
Angelo Pagano
































