Un Perugia senza punte, causa infortuni, torna dalla trasferta sul campo della capolista con uno zero a zero bugiardo alla luce delle tante occasioni sprecate nella ripresa dopo un primo tempo di controllo, privo di emozioni. Ma i segnali positivi arrivati dal gran secondo tempo giocato dai grifoni sono stati evidenti e, se saranno confermati nelle prossime gare, la situazione e la classifica deludente del Perugia sono destinate certamente a migliorare sensibilmente.
Mister Formisano, viste le assenze di tutti gli attaccanti di ruolo, ha dovuto fare di necessità virtù, riempiendo centrocampo, finalmente a tre, e attacco di mezze punte ed esterni, col risultato di una squadra finalmente equilibrata, che ha concesso solo una mezza occasione alla capolista, un tiraccio dalla distanza dell’ex Crialese, terminato di poco alto nel primo tempo, dominando la ripresa nella quale, purtroppo, è mancata solo la ciliegine sulla torta, il gol.
Due grandi parate di Plizzari, un’occasione clamorosa divorata a tu per tu col portiere abruzzese da Polizzi, un dominio assoluto del gioco che ha costretto il Pescara ad abbassarsi, qualsiasi abbozzo di ripartenza abruzzese stroncato sul nascere, con una squadra corta, una difesa attenta nella quale ha giganteggiato ancora una volta Angella, un centrocampo solido ed equilibrato e ancora una volta un Cisco devastante sulla fascia destra, andato anche stasera vicino al gol.
Un’evoluzione nettamente positiva sul piano dell’equilibrio della squadra rispetto alle precedenti due trasferte contro Pianese e Carpi, nelle quali aveva conquistato solo un sudatissimo punticino, subendo peraltro ben cinque gol. La mancanza di punte di ruolo, se ha penalizzato in fase realizzativa la squadra di Formisano, ha creato però quella densità a centrocampo utile a trovare quell’equilibrio, che è alla base dei risultati, latitante nelle precedenti gare.
Evidentemente giocare con un centrocampo a due non è garanzia di equilibrio e ci auguriamo che la prestazione di stasera, discreto l’esordio di Di Maggio nel ruolo di mezzala, abbia convinto Formisano a giocare stabilmente con un centrocampo a tre. Nel grande secondo tempo del Perugia ha brillato la stella di Ryder Matos, subentrato nella mezzora finale proprio a Polizzi e andato anche vicinissimo al gol, negatogli da un grande intervento di Plizzari, il migliore del Pescara.
E’ stata una bella sorpresa la prova del brasiliano, che da tempo ci aveva abituato a prestazioni sottotono. Chissà che non abbia contribuito l’arrivo alla guida della società di un sudamericano come lui, anche se argentino, il presidente Faroni che, in settimana, aveva invitato giocatori e staff ad una mangiata di ”asado” nella tenuta sulle alture di Tavernelle. Battute a parte, iniziative come quella di Faroni, alle quali non eravamo più abituati, sono sicuramente lodevoli perché contribuiscono enormemente a cementare il gruppo e si sa quanto questo sia fondamentale per il buon andamento della stagione.
L’unica nota stonata della serata è proprio lo zero a zero finale, che sta strettissimo al Perugia ma evidentemente la sorte ha voluto togliere molto di quello che aveva regalato al Perugia di Formisano nella scorsa stagione sullo stesso terreno, contro lo stesso avversario, quando il Pescara dominò la gara, sciupò anche un rigore con Vergani, evanescente anche stasera, perdendo poi al novantaquattresimo per colpa di un clamoroso autogol di Di Pasquale
La classifica, come accennato è rimasta purtroppo pressoché inalterata, con il Perugia, adesso a quota sei, posizionato tra il decimo e il tredicesimo posto, in coabitazione con Carpi, Pineto e Pontedera., sempre a cinque lunghezze dal duo di testa, formato da Entella e Pescara che si affronteranno giovedì in Liguria. Un eventuale pari potrebbe permettere alla Ternana, attualmente terza ad una lunghezza, impegnata in casa contro la cenerentola Legnago Salus, squadra decisamente modesta e ancora a zero punti, di isolarsi in testa a quota tredici in caso di vittoria.
Un’evenienza chiaramente poco gradita dal tifo perugino e anche per questo motivo giovedì sera, al “Curi” contro il Rimini, il Perugia dovrà obbligatoriamente tornare a fare bottino pieno, possibilmente mostrando anche ulteriori segnali di miglioramento sul piano del gioco e dell’equilibrio rispetto a quelli già ammirati stasera.
Non riuscirci, scivolando con un pareggio a sei lunghezze dal primato, se fosse la Ternana, o a sette, se fosse una tra Entella o Pescara, potrebbe significare l’abbandono dei sogni di promozione diretta dopo appena sei giornate, con i distacchi di cinque, sei lunghezze dalle altre posizioni che contano in chiave playoff, il secondo, il terzo e il quarto posto, che potrebbero compromettere anche l’eventuale, impervio cammino nei playoff promozione, non dimenticando che, al momento, la zona playout è solo due punti sotto e solo grazie alla penalizzazione della Spal, altrimenti sarebbe ad uno
Danilo Tedeschini
































