Alex Gaucci racconta: “Una volta in un albergo di camionisti…”

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Il figlio dell'ex patron del Perugia sui ritiri:
foto: mediagol.it

Il figlio dell’ex patron del Perugia sui ritiri: “Se saltuari possono fare bene, ma non devono diventare consuetudine”

 

Quale era uno degli indiscussi marchi di fabbrica della gestione perugina di Luciano Gaucci? Certamente il ritiro, riproposto anche più e più volte durante l’arco di una stagione.

Suo figlio Alessandro si è concesso ai microfoni di Gianlucadimarzio.com per raccontare alcune delle situazioni più incredibili riguardanti i ritiri, vissute chiaramente da dirigente nel club controllato da papà Luciano.

“Per me esistono vari livelli di ritiro, li ho provati sulla mia pelle. Mio ​​padre pensava che più i suoi giocatori sarebbero rimasti lontani dalle distrazioni, più avrebbero vinto. Magari alle volte era così. Capitava che decidessimo di fare una settimana di ritiro e la domenica dopo vincevamo: quindi il ritiro quasi diventava un must, diventava d’obbligo. Ci fu un anno in cui andammo 15 volte in ritiro, facemmo 15 settimane a Norcia. Eravamo cittadini onorari, ci conoscevano tutti. Un’altra volta, con Galeone in panchina in Serie A, mio ​​padre si arrabbiò per una sconfitta e mandò la squadra in ritiro in un albergo di camionisti”.

Questo invece il pensiero personale di Alessandro Gaucci riguardo il ritiro come strumento “punitivo” quando i risultati stentano ad arrivare.

“Capitano quei momenti in cui le cose non vanno bene e allora prendersi una settimana per andare in ritiro e ritrovarsi è sempre una buona cosa. Però ritengo che deve essere una cosa saltuaria, non la prenderei mai come ai vecchi tempi. Era davvero eccessivo”.

Nicolò Brillo