Calendario e coefficienti di difficoltà: il problema del Grifo resta la rosa

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Prestazione opaca a Sassari e terzo pareggio consecutivo: la classifica resta incerta e tutto dipende dai risultati delle dirette concorrenti. Contro la Vis Pesaro servirà un cambio di marcia
 

La parola Calendario trae origine dal latino Calendarium, che voleva dire libro dei conti o libro delle scadenze. Questa parola, applicata al calcio, indica il susseguirsi dei turni di campionato ma oggi ne prendiamo a prestito il significato antico di libro dei conti per andare ad analizzare, con i numeri, l’andamento di questo deludente campionato del Perugia, all’indomani della sconfitta più bruciante, ancorché meritata, quella per due a uno nel derby del “Curi” contro la Ternana.

Siamo andati a suddividere in tre settori, l’ultimo dei quali diviso necessariamente in due, le sedici partite fin qui disputate dal Perugia, quelli con i tre allenatori, Cangelosi, Braglia e Tedesco, sommado per ogni settore i punti conquistati dalle squadre affrontate, dividendoli poi per la somma delle gare delle stesse squadre, evidenziando con il grassetto le gare in casa. Il numero finale, la media punti, è il coefficiente di difficoltà, utilissimo per capire l’andamento tenuto dal Perugia.

Primo settore, con Cangelosi in panchina: 5 partite, 2 in casa e 3 in trasferta: 3 punti

Guidonia: 25 punti in 16 gare, Bra: 14 punti in 16 gare
Gubbio: 18 punti in 16 gare
Ascoli: 29 punti in 15 gare
Ravenna: 41 punti in 17 gare

Totale: 127 punti in 80 gare, media punti 1,59, il coefficiente di difficoltà delle avversarie affrontate dal Perugia di Cangelosi

Secondo settore con Braglia in panchina: 4 partite, 2 in casa e 2 in trasferta, 0 punti

Sambenedettese: 17 punti in 16 gare
Carpi: 24 punti in 15 gare
Pianese: 21 partite in 16 gare
Pineto: 24 punti in 16 gare

Totale 86 punti in 63 gare, media punti: 1,38, il coefficiente di difficoltà affrontato dal Perugia di Braglia

Terzo settore, con Tedesco in panchina, 7 partite, 4 in casa e 3 in trasferta, 9 punti

Livorno: 18 punti in 17 gare
Pontedera: 12 punti in 16 gare
Arezzo: 38 punti in 16 gare
Torres: 9 punti in 16 gare
Vis Pesaro: 20 punti in 15 gare
Juve N.G: 19 punti in 16 gare
Ternana: 24 punti in 16 gare

Totale: 140 punti in 112 gare, media punti 1,25,  il coefficiente di difficoltà affrontato dal Perugia di Tedesco.

Andando ulteriormente a dividere in due settori l’andamento del Perugia di Tedesco si nota come nelle prime cinque gare, quelle nelle quali il Perugia ha fatto tutti e nove i punti, il coefficiente di difficoltà scenda ulteriormente ad 1,21 (97 punti in 80 gare), mentre quando il coefficiente di difficoltà risale, nelle ultime due gare, a 1,35, (43 punti in 27 gare), il Perugia abbia perso entrambe le partite

Cosa se ne deduce da tutto questo? Che il problema del Perugia, che fa la maggior parte dei punti contro squadre al suo livello o poco più, sta principalmente nel deficitario valore della rosa. Che Braglia ha sicuramente ucciso la classifica del Perugia, oltretutto aveva perso anche col Rimini che, se non escluso, avrebbe ulteriormente abbassato il coefficiente di difficoltà delle sue partite. Che Cangelosi ha affrontato le partite più difficili non facendo poi così male e non meritando l’esonero. Che Tedesco ha avuto un calendario facile e non appena si è nuovamente alzato il livello di difficoltà, ha pagato pesantemente dazio.

Con la sconfitta di ieri e la concomitante, quanto sorprendente vittoria sull’Arezzo del Livorno, letteralmente trasformato da un vero allenatore, bravo ed esperto come Venturato, otto punti in sole quattro gare, avendo tra l’altro affrontato le prime due della classe, portando i labronici fuori dalla zona playout, la distanza dal sestultimo posto, adesso appannaggio della Sambenedettese, ovvero dalla salvezza diretta, è tornata a ben cinque punti.

Un distacco allarmante perché la proiezione finale dei 17 punti attuali dei marchigiani li porterebbe a chiudere a quota 40 punti per cui il Perugia dovrebbe arrivare almeno a 41 per salvarsi direttamente, ovvero totalizzare 29 punti in 20 partite, media di 1,45 punto a partita, un abisso rispetto a quella di 0,75 tenuta finora, ma  ben inferiore anche dalla media di 1,28 tenuta con Tedesco, che porterebbe a chiudere a 37-38 punti e condannerebbe il Perugia alla disputa del playout.

Da qui alla fine occorrerà viaggiare, quindi, ad una media da playoff per raggiungere la salvezza diretta e per poterla centrare la società dovrà assolutamente riforzare adeguatamente la rosa subito, in apertura di mercato, senza aspettare, come da tradizione, la fine di Gennaio, mese nel quale sono in programma quattro partite delicatissime come le trasferte di Guidonia e Ascoli, lo scontro diretto col Bra, tornato a precederci in classifica e il derby casalingo col Gubbio.

Intanto Tedesco dovrà assolutamente serrare le fila in queste prossime due gare, a Campobasso e col Forlì, cercando di fare più punti possibile (almeno quattro). A Campobasso incontreremo una squadra balbettante, uscita con le ossa rotte dalla trasferta di Sestri Levante con il Bra, con il tecnico Zauri che potrebbe anche essere sollevato, ma proprio per questo sarà una gara difficile perchè i molisani vorranno far punti per evitare di essere risucchiati nell’ormai vicina zona bollente.

Chiosa finale sul derby. La Ternana era più forte e l’ha dimostrato, agevolata dai nostri soliti errori difensivi e dalla mancanza atavica dei gol delle punte anche se Montevago, con Manzari e Tozzuolo è stato tra i pochi a salvarsi per il grande impegno profuso. Primo tempo discreto dei grifoni, un pianto il secondo, soprattutto dopo le sostituzioni effettuate da Tedesco e sconfitta meritata.

Dopo oltre sei anni il Perugia è tornato a perdere un derby tra le mura amiche ma il grande pubblico tornato ieri al “Curi” non lo meritava e, anzi, merita molto, molto di più, la società e squadra lo tengano sempre ben presente per il futuro!

Danilo Tedeschini