Uno dei tanti giovani cresciuti e maturati a Perugia è Andrea Conti. Terzino destro, classe 1994, di proprietà dell’Atalanta, è stato uno dei protagonisti della cavalcata dei grifoni verso la serie B. Nell’unica stagione disputata in maglia biancorossa (2013-2014) ha collezionato 17 presenze, scendendo in campo da titolare anche nella gara decisiva contro il Frosinone del 4 maggio. L’esperienza di Perugia viene tuttora ricordata con molto piacere dal giocatore che così commenta:
“E’ stata una stagione bellissima e memorabile, a prescindere dalla vittoria del campionato. Per me è stato il mio primo anno tra i professionisti, lontano da casa e non mi aspettavo fosse così. Sono partito con tante paure, mille dubbi e preoccupazioni, perché, per la prima volta, ero lontano dai miei genitori e dovevo cavarmela da solo. Ma arrivato a Perugia ho trovato un grande gruppo, e dei compagni meravigliosi e mi sono sentito subito come in una grande famiglia: in uno spogliatoio come quello era difficile trovarsi male”.
Il giovane ha ancora Perugia nel cuore e tiene a precisare che:
“Eravamo un grande gruppo e avevamo fatto dell’unione il nostro punto di forza. Trascorrevamo del tempo insieme anche al di fuori degli allenamenti. Sono rimasto molto legato a Eusepi, Nicco e Scognamiglio con i quali mi sento spesso. Sono in contatto anche con Moscati, sebbene più raramente. Il mio ricordo più bello? Sicuramente la giornata della promozione e la grande festa. Il capoluogo umbro mi ha permesso di conoscere delle persone fantastiche anche al di fuori dell’ambito calcistico. Su tutte, ho legato molto con Elena Saltafusi con la quale si è istaurato un bellissimo rapporto: domenica scorsa era a Bologna a vedermi giocare”.
Positiva anche l’annata trascorsa a Lanciano che ha visto Conti disputare ben 24 gare.
“Avevo grande volontà di rimanere a Perugia, ma poi non c’è stata la possibilità per tanti motivi che non conosco nemmeno io, così ho deciso di trasferirmi in Abruzzo. Anche qui sono stato molto fortunato nel trovare un ambiente molto accogliente e un gruppo forse ancora più compatto di quello di Perugia. È stato un anno, anche calcisticamente parlando, molto emozionante perché sono riuscito a trovare più spazio e a giocare con maggior continuità e frequenza”.
Conti, quindi, è rimasto molto legato alle due piazze che hanno puntato su di lui e lo hanno lanciato definitivamente nel calcio professionistico. Domenica ci sarà Perugia – Lanciano e il terzino, che continua a seguire le sue ex squadre, così commenta la sfida del Curi.
“Seguo ancora le partite delle compagini per cui ho giocato e le prestazioni dei miei vecchi compagni. Domenica sarà una partita molto combattuta e difficile per entrambe le formazioni perché il Perugia è una squadra forte, e il Lanciano arriva a questa trasferta dopo una serie di risultati non positivi. Conoscendo l’allenatore Roberto D’Aversa, gli abruzzesi cercheranno sicuramente di fare risultato e di conquistare la vittoria. Di certo non verranno a Perugia a fare una passeggiata. Ricordo che anche l’anno scorso, vendemmo cara la pelle, sia a Lanciano che al Curi, mettendo in difficoltà i grifoni, pareggiando in entrambe le occasioni”.
Inevitabile un giudizio sull’avvio di stagione del Grifo.
“So che il Perugia ha inanellato una serie di pareggi per 0-0, ma resta comunque una grandissima squadra, con ottimi giocatori. Inoltre ha un allenatore che, in passato, ha dimostrato di saper raggiungere traguardi molto importanti. Sono sicuro che farà un campionato di vertice”.
Dopo Perugia e Lanciano, Conti ha la grande opportunità di giocare nella massima serie con la maglia dell’Atalanta, anche se, per ora fatica a trovare spazio e non ha avuto l’occasione di esordire.
“A Bergamo mi trovo bene. Quando ho capito che c’era la possibilità di far parte dei ranghi dell’Atalanta, non ci ho pensato due volte. Ma ero già consapevole che sarebbe stata molto dura. Sapevo che secondo i progetti della società, avrei dovuto fare ancora un anno di serie B. Tuttavia, prendo questa esperienza come un momento di crescita e l’obiettivo è imparare il più possibile da giocatori più esperti di me come Bellini e Raimondi. Cerco di dare sempre il meglio in allenamento e di farmi trovare pronto qualora Reja mi chiamasse a scendere in campo”.
Michele Mencaroni

































