“Giro di boa” anche per il Perugia di Cristian Bucchi, che ha terminato l’ultima gara del 2016 con una sconfitta (2-1) in casa della Salernitana, chiudendo di fatto il girone di andata a quota 30 punti e al settimo posto in classifica, valido per i playoff. Ma analizziamo, passo dopo passo, partita dopo partita, il cammino del Grifo fino alla gara di Salerno del 30 dicembre 2016.
LA SCOMMESSA BUCCHI E IL “GRIFO DA SOLOTTO” – In estate il presidente Santopadre, dopo il fallimento dell’era Bisoli, ha deciso di chiamare sulla panchina biancorossa un tecnico giovane, capace e con le idee giuste, in grado di far prima crescere e poi vincere il suo amato Perugia. Profilo che, il 15 giugno, il numero uno del Grifo ha abbinato con quello del tecnico Cristian Bucchi, ex giocatore del Perugia nelle stagioni 1998-1999 e 2000-2001. Già dalla prima gara della stagione 2016-2017, quella disputata il 29 agosto all’”Orogel Stadium –Dino Manuzzi” contro il Cesena (1-1), il Perugia sembra essersi trasformato rispetto alla squadra della passata stagione e tutti, dai tifosi alla società, si convincono che Bucchi possa essere l’allenatore giusto per fare grande il Perugia. Convinzione consolidata, nonostante il mercato in sordina, fatto da conferme di giocatori che si riveleranno poi chiave come Rosati, Volta, Belmonte, Guberti (lontano dai campi di gioco per 3 anni a seguito della sentenza d’inchiesta di calcioscommesse), Di Carmine e Bianchi, affiancati da giocatori giovani ma dalla grande voglia di stupire come Dezi, Di Chiara, Nicastro, Acampora, Monaco, Ricci, Zebli e Drole. Dopo la gara contro il Cesena però, subito la doccia fredda per mano del Bari che si impone 0-1 al “Curi”, a cui seguono i due pareggi consecutivi contro Brescia (1-1) e Ternana (1-1) e la sconfitta esterna contro la Virtus Entella per 1-2. Così nelle prime cinque giornate di campionato, nonostante il Perugia abbia messo in campo sempre voglia e determinazione accompagnate da un bel gioco, raccoglie appena 3 punti
LA FASE DEL RILANCIO E L’APPRODO IN ALTA QUOTA – Dal 20 settembre il Perugia inverte la propria rotta e inanella ben quattro vittorie consecutive agganciando così il treno che ha come destinazione i playoff. Contro Spal (1-0), Frosinone (1-2), Avellino (3-0) e Cittadella (2-0) il Grifo ha sempre la meglio e solo nella gara del “Matusa” di Frosinone registra una rete al passivo. Il cammino incessante del Perugia viene però interrotto il 22 ottobre, quando Bucchi & Co. vengono stoppati dal Benevento (0-0), e la settimana successiva per mano del Carpi (0-2). Dopo la scottatura rimediata contro gli emiliani, il Grifo ridispiega le ali temporaneamente chiuse e riprende a volare contro il Vicenza dell’ex Pierpaolo Bisoli (1-4) e il Pisa di Gennaro Gattuso (0-1).
LA “PAREGGITE” FA ACCANTONARE I SOGNI DI “A” DIRETTA – Ma puntualmente ecco di nuovo che i risultati tornano a condizionare il gioco del Perugia, infatti dopo il 5 novembre giorno della vittoria contro il Pisa, i ragazzi di Bucchi non riescono mai ad agguantare l’intera posta in palio nelle quattro gare successive contro Trapani (1-1), Ascoli (2-2), Novara (0-0) e Hellas Verona (2-2). Il 10 novembre il Perugia torna alla tanto acclamata vittoria casalinga, che mancava dal 15 ottobre contro il Cittadella piegato per 2-0, vincendo per 1-0 con la Pro Vercelli grazie alla rete al 4’ del secondo tempo di Stefano Guberti. Una vittoria alla quale però il Perugia non riesce a dare continuità e negli ultimi tre impegni del 2016 racimola appena 1 punti, frutto di un pareggio contro il Latina (1-1) e due sconfitte contro lo Spezia (2-1) e quella di fine anno contro la Salernitana (2-1). Gare, quest’ultime, chiaramente condizionate da diversi infortuni che hanno falcidiato la rosa di Bucchi. Arriviamo così alla fine del 2016 e al termine del girone d’andata, chiuso dal Perugia a quota 30 punti e al 7° posto in classifica. Punti frutto di 7 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte. In B si ritorna in campo il 21 gennaio 2017 e, nello specifico, il Perugia affronterà il Cesena nel “Monday Night” del 23 gennaio (ore 20.30) allo stadio “Renato Curi”.
Andrea Profidia































