Date a Fabrizio quel che è di Fabrizio

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Grandi meriti del tecnico nel successo di Bari, ma il titolo è anche un monito per la società... Ora uno scontro diretto con un Brescia in crisi

Grandi meriti del tecnico nel successo di Bari, ma il titolo è anche un monito per la società… Ora lo scontro diretto con un Brescia in crisi

 

“Date a Fabrizio quel che è di Fabrizio”. Nella famosa frase attribuita a Gesù Cristo abbiamo volutamente sostituito al nome di battesimo Cesare quello del tecnico del Perugia Fabrizio Castori, da noi spesso molto criticato e che ieri a Bari ha compiuto un piccolo capolavoro espugnando il “San Nicola” con il suo Perugia, da lui rivoluzionato con ben cinque cambiamenti rispetto alla formazione che aveva perso con lo stesso punteggio di due a zero a Parma, contro una squadra in crisi, nel turno precedente.

Castori ha mandato in campo una formazione inedita, preferendo l’esperienza di Rosi al periodo no di Sgarbi in difesa, affidando la fascia sinistra a Paz. Ha poi immesso gioventù a centrocampo nell’intento, riuscito, di alzare i ritmi, con Iannoni e Kouan titolari vicino al confermato Santoro, lasciando Bartolomei e Luperini in panca, mentre in attacco ha inizialmente riproposto, vicino ad Olivieri, Di Carmine, risultato, alla fine, l’unica scelta sbagliata della gara.

Il capolavoro castoriano si è sublimato con i cambi durante la ripresa, quando, con il Bari, orfano di Cheddira, Salcedo e Ceter, innocuo in fase offensiva e in confusione a centrocampo, che iniziava ad “essere sulle gambe”, ha giustamente alzato il baricentro inserendo Lisi al posto di Paz, Luperini in luogo di Kouan e, soprattutto, al posto dello spento Di Carmine, un Di Serio devastante, capace di spaccare la partita con una sensazionale doppietta.

Una lettura perfetta da parte del tecnico di San Severino Marche che ha permesso al Perugia di vincere alla grande sul terreno della quinta in classifica grazie alla migliore prestazione stagionale del Perugia, che ha saputo tenere testa al Bari in un primo tempo equilibrato per poi dominare letteralmente la ripresa, con almeno altre due tre occasioni create, oltre alle due reti segnate, clamorose quelle di Olivieri e Santoro sullo zero a zero, la prima respinta da Caprile e la seconda uscita di un niente sul fondo.

Ma la frase che abbiamo voluto prendere a prestito per elogiare, finalmente e meritatamente, il tecnico dopo le nostre critiche, ha una doppia valenza perchè quel “date a Fabrizio quel che è di Fabrizio” è rivolta anche alla società che, a poco più di quarantottore dalla chiusura del mercato di riparazione ha, finora, pensato solo a cedere, sono partiti Moro, Strizzolo, Righetti e Melchiorri, subito in gol, su rigore, ieri al debutto con l’Ancona, e che ha il DOVERE di rinforzare l’organico a disposizione del tecnico con arrivi di spessore.

Purtroppo, aspettare, nel solco della tradizione, gli ultimi due giorni del mercato, non fa ben sperare su arrivi particolarmente eclatanti per la categoria. In queste ore dovrebbe essere ufficializzato il centrocampista centrale Capezzi, che non ha giocato neanche un minuto con la Salernitana sia nel girone di ritorno dello scorsa stagione, sia nell’intero girone d’andata di quest’anno dopo che nel girone d’andata dello scorsa stagione era stato costretto a saltare quattordici delle diciannove gare per un infortunio al ginocchio.

Chiaro, quindi, come si tratti di un giocatore non sufficientemente pronto, al momento, per giocare titolare e che avrà bisogno di un po’ di tempo, ci auguriamo il più breve possibile per riacquistare, soprattutto, confidenza con il ritmo partita, visto che, al momento potrebbe essere utile al massimo per una mezzora. Come Luperini è un pupillo di Castori che lo ha allenato a Salerno nell’anno della promozione in Serie A mentre solo in due delle otto gare prima dell’esonero nella stagione successiva, nella massima Serie, a causa dell’infortunio al ginocchio di Capezzi.

Oltre a Capezzi servono almeno altri due rinforzi, uno in difesa e uno, come il pane, in avanti, perché Di Serio, nuovo capocannoniere del Grifo con quattro gol, tre dei quali segnati, tra l’altro, in trasferta, non sembra adattissimo a scardinare le difese chiuse, Olivieri si impegna tanto ma segna col contagocce, Matos non è un goleador ed è reduce da un lunghissimo stop ,mentre Di Carmine, anche ieri ha deluso, dimostrando di essere il lontano parente del goleador ammirato a Perugia cinque stagioni fa.

I rinforzi servono e sarebbe un grave errore cullarsi sul fatto che con la bella vittoria di ieri il Perugia sia finalmente rientrato all’interno del gruppo di sette squadre (otto se l’Ascoli dovesse perdere in casa tra poco col Palermo) raccolte in soli cinque punti, che, in queste ultime sedici giornate, si giocheranno i due o tre posti disponibili per la salvezza diretta.

Solo nel tardo pomeriggio sapremo, invece, se in caso di risultato positivo del Benevento a Frosinone, il Grifo stazionerà ancora in zona retrocessione diretta col terzultimo posto o, se il Benevento dovesse perdere, sarà quartultimo, in zona playout grazie allo scontro diretto vinto al “Vigorito” un mese fa. In ogni caso guai a cullarsi sugli allori, a cominciare dalla gara col Brescia  di sabato al “Curi”.

Una gara diventata, per la crisi che attanaglia le rondinelle, uno scontro diretto assolutamente da vincere per non vanificare subito quanto di buono compiuto a Bari. Rondinelle, tra l’altro, in piena emergenza difesa, a meno di nuovi arrivi in queste ultime ore di mercato, per le assenze certe dei due difensori centrali Mangraviti e Papetti, entrambi espulsi ieri nel derby casalingo perso col Como, e con l’altro difensore centrale, Cistana, infortunato e assente col Como, in forse per la partita del “Curi”.

L’arrivo di rinforzi di spessore e i tre punti col Brescia rappresentano, quindi, l’obiettivo primario di questa settimana per il Grifo che, per salvarsi direttamente, la proiezione finale è attualmente di quarantatré punti ma per sicurezza sarà bene arrivare a quarantaquattro, dovrà totalizzare ventuno punti nelle restanti sedici gare.

L’obiettivo, adesso, è alla portata, soprattutto con un po’ più di continuità di risultati, in particolare al “Curi” dove sono stati conquistati dodici punti in undici gare, solo uno in più di quelli colti in trasferta in altrettante gare. Buon San Costanzo e buon torcolo a tutti!

Danilo Tedeschini