Emiliano Testini: “Grifo, avanti senza paura di nessuno”. L’ex attaccante e attuale d.s. dell’Arezzo: “I mezzi per far bene ci sono, anche se la posizione poteva essere migliore. Il Perugia ha comunque meritato i play-off”
A parlare in esclusiva per Sportperugia.it è l’ex attaccante della Triestina Emiliano Testini. Perugino di nascita, proprio a Pian di Massiano ha mosso i primi passi da calciatore con la trafila nel settore giovanile ed i trionfi con la Primavera durante i fasti gaucciani. Ora, dopo alcune esperienze da tecnico, si è rimesso in gioco come direttore sportivo del nuovo corso dell’Arezzo del presidente Giorgio La Cava.
Buonasera Emiliano. Da lei, perugino ed ex Grifone, volevamo un parere su quello che potrà essere il cammino del Perugia nei play-off. Intanto le chiedo se continua a seguirlo.
“Devo essere sincero, ora che sono entrato nell’Arezzo come direttore sportivo faccio fatica a seguirlo come prima, quando spesso il sabato andavo anche al Curi a vedere la partita. Sicuramente, a mio avviso, aldilà di tutte le difficoltà, ha fatto un buon campionato. Ora ha tutti i mezzi per giocarsela fino alla fine.”
Il rinvio dei play-off può favorire il neo-tecnico Nesta?
“Questo senza dubbio. Avrà qualche giorno in più per lavorare con la squadra e provare varie soluzioni. Ma aldilà di questo il Perugia, nonostante l’ottavo posto, deve giocare i play-off con coraggio e senza avere paura di nessuno. Prima della gara con l’Avellino ci si aspettava senza dubbio una posizione migliore, ma questo ottavo posto è ampiamente guadagnato e meritato. Nonostante gli infortuni, la rosa rimane di primo livello con tanti buonissimi giocatori ed ottimi ricambi. Sarà difficile, ma non bisogna partire già sconfitti o con un morale basso. Il Venezia è sicuramente un osso duro da affrontare. Squadra compatta ed arcigna che subisce poche reti. Ma questo Perugia può riuscire nel blitz fuori casa.”
Il valore aggiunto del Grifo, in questi play-off, può essere la coppia d’attacco Cerri-Di Carmine?
“Credo sia riduttivo parlare solo dei due attaccanti. I numeri parlano chiaramente a loro favore. Nesta può però contare su elementi di valore in tutti i reparti. Ci sono tanti giocatori di qualità che possono decidere un match di play-off. Sono rimasto molto impressionato da gente come Bandinelli, peccato per l’infortunio, Gustafson e Pajac. Poi c’è Diamanti, mio grande amico con il quale ho giocato assieme a Bergamo nell’Albinoleffe. Lui con un colpo può ribaltare le sorti di una gara. C’è solo da avere fiducia in questi ragazzi, la società a gennaio ha operato bene. Goretti e Pizzimenti, nonostante quello che dice qualcuno, sono direttori bravi e molto competenti. Questo posso affermarlo con certezza.”
Lei invece come mai ha deciso di andare dietro la scrivania?
“Era un’occasione che aspettavo da tempo. Da giocatore la piazza di Arezzo ha rappresentato molto per me. Devo ringraziare per tutto questo due persone importanti come il presidente Giorgio La Cava ed il vice presidente Massimo Anselmi. Potrò lavorare al fianco di un gran conoscitore del calcio come Ermanno Pieroni, che a Perugia tutti conosciamo.”
Si punterà subito a costruire una squadra per lottare ai vertici della C o si farà la politica dei piccoli passi?
“Profilo basso e politica delle piccole cose. Cercheremo di costruire qualcosa di importante partendo dal basso con umiltà in una piazza che merita senza dubbio di più. Ripartiamo da una salvezza importante. Lavoreremo e punteremo sui giovani e sui profili emergenti provenienti da club di categorie superiori.”
La questione delle seconde squadre la toccherà da vicino come d.s.. Secondo lei, ciò può danneggiare il mercato delle squadre di C e B che vivono di molti prestiti dai grandi club?
“Come tutte le novità va accolta e non rigettata. In Spagna, quella delle seconde squadre, è una realtà assodata che ha portato grandi benefici. Inizialmente alle medio-piccole squadre di Serie B e C creerà qualche difficoltà, ma come per tutte le novità, dal retropassaggio al portiere alla Var, andranno digerite ed assimilate gradualmente. Credo che tutto ciò potrà solo portare grandi benefici al calcio italiano.”
Intervista di Nicolò Brillo
































