Ex grifoni, Savi: “Ancora in mente i cori della Nord”

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foto: Settonce

Ex grifoni, Savi: “Ancora in mente i cori della Nord”. L’ex capitano del Perugia: “Ricordato più per abnegazione che per bravura. Grifo, la condizione fisica farà la differenza”

 

Nella rubrica settimanale curata nel sito ufficiale del Perugia Calcio, il “matchday program”, che presenta e introduce le gare casalinghe dei biancorossi, troviamo anche una bella intervista a Roberto Savi, capitano del Perugia dei primi anni ’90. Questo un estratto delle sue parole.

Il tuo arrivo a Perugia. Ricordi la trattativa?

“Primi di ottobre, 2 giorni prima della chiusura del mercato, mi arriva una telefonata a casa – racconta l’ex centrocampista – Risponde mia moglie: “Ha chiamato il presidente del Saronno perché ti vuole il Perugia”.  Il presidente sapeva del mio desiderio di diventare un professionista. Considera che a luglio ci eravamo sposati, poteva essere un azzardo visti i tempi perché all’epoca ancora lavoravo e quindi un po’ di timore c’era “e se poi non va bene?” ci dicevamo. Contratto di 6 mesi, direttore sportivo Piedimonte. Fu davvero una trattativa fatta con il cuore. Lì realizzai che il mio sogno di diventare professionista si stava avverando”.

Campionato 91/92. Il Perugia arrivò terzo, ad un punto dalla Fidelis Andria, seconda, che venne promossa direttamente. Rammarico?

“Abbiamo fatto una grande rimonta nel girone di ritorno, ci credevamo ma non è bastato. Un po’ di rammarico c’è, ma sarebbe stato troppo. Di quell’anno però voglio ricordare una cosa: l’impatto con il presidente D’Attoma, persona di grande carisma e alto stile. Spareggio di Foggia. Cosa ricordi? Divido lo spareggio in due momenti. Quello sportivo in cui mi ricordo che dal nostro hotel vedevamo quella marea umana, un corteo di pullman, stupendo. E poi gli attimi prima di uscire dal tunnel, da capitano lo senti ancora di più. Sul pullman, di ritorno da Foggia, iniziò a circolare la voce ma al rientro a Perugia continuammo a festeggiare. Poi sui giornali uscì tutto”.

1993/1994, un trionfo. Il ricordo più bello?

“Quell’anno lì è filato tutto liscio che neanche ce ne siamo accorti, possiamo dire un trionfo annunciato. Porterò sempre con me l’ultima partita (Perugia-Chieti 1-1, ndr), il fischio finale e l’invasione di campo dei tifosi”.

Il gol più bello con la maglia biancorossa?

“I gol sono tutti belli. Però quello con la Salernitana al 90′ (sombrero al difensore, rimbalzo e destro di prima intenzione ad incrociare sotto la Curva Nord) credo meriti una menzione particolare. Se non ricordo male, in un recente sondaggio, mi dissero che fu celebrato come il gol più bello di tutta la storia biancorossa”.

“Un capitano, c’è solo un capitano…” cantava a squarciagola la curva Nord. Dopo 30 anni che effetto fa essere ricordato in maniera così intensa? E per quale motivo, secondo te, sei ancora amato ed apprezzato così tanto dalla tifoseria perugina?

“Ogni volta che sento in televisione questo coro, riferito ad un qualsiasi giocatore, mi torna alla mente quello della Curva Nord e ho letteralmente i brividi. Mi fa piacere essere ancora apprezzato dai tifosi biancorossi e se proprio devo dire il perché, non tanto per la bravura del calciatore, ma secondo me per quello che ho dato come corsa, determinazione, abnegazione”.

E sull’attuale stagione del Perugia?

“Innanzitutto mi è dispiaciuto per la passata stagione e non voglio aggiungere altro. Seguo il campionato attraverso i giornali e vedo almeno 4/5 squadre che possono vincerlo, anche se tra qualche giornata ne sapremo di più. E’ un girone tosto, conosco l’allenatore del Sud Tirol Stefano Vecchi per averci giocato insieme al Fiorenzuola. Da qui in avanti conterà molto la condizione fisica, visto che si gioca spesso, e quella mentale per tenere un buon passo. Anche gli stadi vuoti faranno la differenza. Dovrà essere bravo Caserta a tenere alta la concentrazione”.

Nicolò Brillo