Giù il cappello per Don Vincenzo

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In arrivo anche l'ufficialità sul nuovo tecnico 

Venti minuti finali fantastici contro il Pineto e la media punti sale ancora. Allenatore e squadra meritano un ritorno in massa allo stadio

 

Giù il cappello signori di fronte a mister Vincenzo Cangelosi, a questo uomo del profondo sud, tempratosi per decenni alla corte del Maestro Zeman, che da quando siede sulla panchina del Perugia sta dimostrando con i fatti di essere un grande allenatore, intelligente, duttile, arcigno, ma al tempo stesso spettacolare, come negli ultimi venti minuti contro il Pineto, la vera rivelazione del nostro girone con il tecnico Tisci in panchina, schiantato tre a zero dai grifoni in un finale degno di  “Zemanlandia”.

Il rotondo successo sul Pineto, che veniva da un parziale di due vittorie e due pareggi nelle ultime quattro gare esterne, consente momentaneamente al Perugia di salire al decimo posto in classifica, in attesa dello scontro diretto del “Cabassi” di oggi tra Carpi e Gubbio. Un risultato di parità confermerebbe i grifoni al decimo posto, con una lunghezza di vantaggio sul Gubbio e due su Carpi, Pontedera, andato a vincere per tre a zero a Piancastagnaio e forse Campobasso, se i molisani, tra poche ore, dovessero espugnare il terreno del Milan Futuro.

In caso, invece, di una vittoria del Carpi, il Perugia sarebbe undicesimo ma solo per la peggiore differenza reti negli scontri diretti con gli emiliani, mentre la vittoria del Gubbio consentirebbe alla squadra di mister Fontana di rimanere da sola al decimo posto, con una lunghezza di vantaggio sui grifoni, undicesimi da soli. Ricordiamo, però, che con la vittoria della Coppa Italia da parte del Rimini, andato martedì a vincere in trasferta uno a zero la gara di andata della finale di Coppa Italia sul campo della Giana Erminio e al quale, per vincere la Coppa, basterà pareggiare la gara casalinga di ritorno dell’8 Aprile, anche l’undicesima entrerebbe nella griglia playoff.

Prospettive inimmaginabili solo quaranta giorni fa, all’indomani della sconfitta casalinga contro la Vis Pesaro che fece precipitare il Perugia al quintultimo posto in compagnia della Lucchese, in zona playout, determinando l’esonero, tardivo, di Zauli e l’arrivo di Cangelosi sulla panchina biancorossa.

Con Don Vincenzo, come ci piace rispettosamente appellare Cangelosi, che il rispetto se l’è meritato a pieno, il Perugia, con quattordici punti in sette gare, ha raddoppiato la deleteria media punti di Zauli di un punto a partita, passando alla media, da terzo posto, di due punti a gara, tornando in breve tempo nella stessa posizione, la decima, che deteneva al momento dell’esonero di Formisano.

Probabilmente, se il Direttore Meluso fosse approdato al Perugia un mese prima, al posto di Formisano sarebbe arrivato subito Cangelosi e non Zauli e la classifica sarebbe stata molto più allettante, nella classifica parziale delle sette giornate con Cangelosi in panchina il Perugia è addirittura terzo, proprio con il Pineto, alle spalle solo delle due regine del torneo, Virtus Entella e Ternana, tra l’altro entrambe affrontate insieme alla Torres, terza forza del torneo in queste sette gare, ma con i se e i condizionali non si vincono i campionati e allora, godiamoci il momento e, come dice saggiamente il nostro mister, andiamo avanti pensando solo alla prossima gara.

La partita di ieri, a dispetto di quanto il risultato finale possa far credere, non è stata una passeggiata di salute. Il Pineto è un ottima squadra e ha giocato per oltre un’ora alla pari, se non meglio, del  Perugia, schierato inizialmente da Cangelosi con un tre-cinque-due guardingo, proprio in funzione di contenere la forza dell’avversario (in particolare dello spauracchio Bruzzaniti) che infatti, in quell’ora di gioco, è riuscito a rendersi veramente pericoloso solo in una circostanza, con un diagonale di Chakir, terminato di poco a lato.

Cangelosi nella ripresa immetteva qualità a centrocampo, inserendo Joselito, ottima la sua prova, al posto di Giunti e Kanoutè al posto dello spento Yabre, passava al 4-3-3 portando Mezzoni sulla linea difensiva e con l’ingresso di Seghetti al posto di Matos vivacizzava la manovra offensiva. Dopo lo spavento della traversa colpita  da Tunjov con una conclusione da oltre venticinque metri, Cangelosi passava a riscuotere il guadagno delle sue scelte, con Kanoutè che segnava una doppietta con due tiri da cineteca e con Seghetti che assistiva alla perfezione Montevago sul terzo gol, con l’attaccante palermitano, subentrato a Marconi, tornato finalmente al gol dopo tre mesi e mezzo.

Venti minuti finali fantastici che non si vedevano da tempo e che hanno entusiasmato l’infreddolito e bagnato pubblico del “Curi”, ancora una volta scarso, anche se il meteo avverso ne ha certamente limitato l’afflusso. E’ ora che i tifosi tornino in massa allo stadio perché questo allenatore, questa squadra e questa società, che ha fatto molti errori di inesperienza ma che sta pian piano rimediando, lo meritano.

Ci attendono quattro gare, a cominciare dall’insidiosa trasferta di Arezzo di domenica prossima, nelle quali dobbiamo continuare ad incamerare punti per puntellare i playoff e, almeno in casa, (in trasferta purtroppo non possono più andare dopo i noti fatti) serve l’aiuto dei tifosi, tutti! Santopadre è solo un brutto ricordo, in panchina abbiamo finalmente un signor allenatore e la squadra lo sta seguendo al meglio e in società il Direttore Meluso è una garanzia per cui, non ci sono più alibi: riempiamo il “Curi”!

Danilo Tedeschini