La miglior partita casalinga dei biancorossi non coincide col bottino pieno. Ora in Sardegna per un solo risultato

La migliore partita casalinga del Perugia, almeno sul piano della combattività, finisce zero a zero contro l’ex capolista Arezzo che, proprio a causa di questo pareggio, perde lo scettro del primato a favore del Ravenna che, adesso, lo sopravanza di un punto. Uno zero a zero che lascia un po’ l’amaro in bocca ai grifoni che, soprattutto nel primo tempo, hanno giocato meglio degli amaranto e che recriminano per un rigore non concesso nel primo tempo dall’arbitro neanche dopo il controllo all’FVS.
Mister Tedesco ha mandato in campo un Perugia concentratissimo e determinatissimo che ha concesso le briciole allo squadrone amaranto. Purtroppo, però, la gran mole di lavoro svolta non ha portato grossi pericoli alla porta di Venturi, se si eccettua la deviazione sulla traversa in pieno recupero dell’ex portiere del Gubbio sulla conclusione da fuori di Torrasi che poteva regalare tre punti di platino al Perugia.
Ne arriva solo uno, meritatissimo, che sarebbe stato anch’esso di platino se il Perugia avesse vinto a Pontedera una settimana fa. Invece, come sottolineato da Tedesco nel dopo gara, questi due pareggi, che fanno seguito all’unico successo stagionale col Livorno, per rivestire una valenza fondamentale devono essere seguiti dalla conquista dei tre punti nello scontro diretto del “Vanni Sanna” di sabato contro la Torres, penultima, che i grifoni, adesso terzultimi a quota otto, a quattro lunghezze dalla salvezza diretta, precedono di una sola lunghezza.
Parlavamo della grande determinazione, in particolare dei difensori, che hanno praticamente annullato il temibilissimo e prolifico tridente della squadra di Bucchi, con Cianci, stretto nella morsa di Angella e Riccardi, con Pattarello contenuto benissimo da Tozzuolo e con Tavernelli, annullato dalla grinta di Calapai, tutti protetti da Bartolomei, rinato da quando viene schierato, dopo il reintegro in rosa, come vertice basso del rombo di centrocampo.
A centrocampo Tumbarello, fino a quando ha finito la benzina, sostituito da Giunti, è stato preziosissimo, ancor più di Megelaitis, mentre Manzari, dopo un discreto primo tempo, si è fatto ingenuamente espellere per un doppio giallo, proprio qualche minuto dopo che l’Arezzo era rimasto in dieci per il rosso diretto a Iaccarino. Apprezzabile anche il subentrato Torrasi che, dal canto suo, ha sfiorato il gol-vittoria, con un gran tiro. Meno bene gli attaccanti, volenterosi, sia Kanoute che Montevago, ma assolutamente poco incisivi, difetto atavico del reparto offensivo del Perugia.
I soli cinque gol segnati in totale dai cinque attaccanti a disposizione, uno a testa per Montevago, Kanoute, Ogunseye, tra l’altro su rigore, Matos e Bacchin, sui già pochi dieci gol complessivi all’attivo, la dicono lunga sulla sterilità del reparto offensivo, sul quale dovrà intervenire in modo proficuo la società nel mercato di Gennaio. Il Perugia per salvarsi direttamente ha bisogno di altri trentatré punti nelle venticinque gare rimaste, una media di 1,32 a partita e per riuscirvi ha assolutamente bisogno che i gol dei suoi attaccanti, da cinque in tredici partite, media ridicola di 0,38, passino assolutamente almeno a venticinque in venticinque gare, uno a gara di media.
Sabato, quindi, c’è la trasferta di Sassari, la più lontana geograficamente, la più facile sulla carta, visto che la Torres sarebbe ultima in classifica (con i grifoni penultimi) se il Rimini non avesse la maxi penalizzazione di ben quindici punti. Ma la carta, quando si incontrano la penultima e la terzultima divise solo da un punto, conta poco. Sarà certamente una battaglia, con la Torres, forse con un nuovo allenatore dopo l’interregno di una sola giornata del traghettatore Sanna, alla ricerca di quella vittoria scacciacrisi che manca dalla seconda giornata, l’uno a zero al Pontedera.
Ma per il Perugia, che non vince in trasferta da dieci mesi, dall’uno a zero di Ascoli nel campionato scorso, cogliere i tre punti in Sardegna è di basilare importanza per dare un senso ai due pareggi conquistati a Pontedera e con l’Arezzo, staccare ulteriormente la Torres, agganciare o superare Bra o Livorno o magari entrambe, che lo precedono di due punti e accorciare decisamente le distanze dalla salvezza diretta, quel sestultimo posto occupato dal Pontedera. Only the brave!
Danilo Tedeschini






























