Grifo di nuovo a terra, ma la società dov’è?

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Confusione e poca pericolosità nel match perso con l'Entella. La media punti piange, eppure la nuova proprietà rimane in silenzio 
foto: pagina Facebook A.C. Perugia

Confusione e poca pericolosità nel match perso con l’Entella. La media punti piange, eppure la nuova proprietà rimane in silenzio

 

La cosa peggiore per un malato è la ricaduta quando sembrava avviato, per lo meno, ad una convalescenza. E’ quello che è successo al Perugia che, dopo il roboante quattro a zero sulla Lucchese di domenica scorsa che faceva seguito al sudato zero a zero di Pesaro, perdendo ieri sera in casa contro una quadrata e cinica Virtus Entella, è ricaduto nuovamente nel brutto andazzo che ha contraddistinto questo primo quarto di torneo che ci stiamo ormai lasciando alle spalle.

Lo zero a uno del “Curi” ha messo a nudo i soliti gravi difetti di una squadra che, dopo la boccata di ossigeno di domenica scorsa, sta tornando nuovamente in uno stato di pre-coma, con una classifica deludente che, con i soli dieci punti in nove gare, 1,1 punti a partita di media, la vedrà domani sera, quando si sarà completato il nono turno, ad eccezione di Pescara-Milan Futuro rinviata, molto più vicina alla zona pericolosa che alle prime cinque-sei posizioni, già molto distanti, quelle che contano per nutrire qualche ambizione.

Il difetto principale, che angustia questa squadra è l’assoluta incapacità di creare pericoli costanti negli ultimi sedici metri, se si eccettua la gara con la Lucchese, a questo punto da considerare un’anomalia. Non è bastato il recupero delle punte infortunate, mancava solo Sylla, con Seghetti e Montevago entrambi schierati dal tecnico. Il problema è che a loro, tranne un assist di Seghetti in apertura per l’ex della gara, la cui bella conclusione è stata deviata in angolo dal portiere ligure, sono arrivati pochi palloni giocabili perché la squadra gioca in maniera troppo prevedibile.

Si cercano troppo le corsie laterali, ieri sera ben bloccate dai raddoppi costanti della squadra di mister Gallo e quasi mai si cercano rapidi fraseggi centralmente, eccezion fatta per l’azione di Seghetti già descritta. Se poi, come con l’Entella, si va sotto, la squadra avversaria fa densità a centrocampo abbassando il baricentro e il Perugia, che non ha né gli uomini né le soluzioni per superare questa doppia diga, si spegne.

Se a questo ci aggiungiamo anche il problema portiere, perché anche ieri sera Gemello è andato nettamente in ritardo sulla conclusione da fuori area di Di Mario, facendosi infilare sul primo palo, quello di sua competenza, e le sorprendenti scelte iniziali di Formisano, che ha lasciato inizialmente in panchina i due migliori, Bartolomei e Cisco, poi subentrati nella ripresa, anche se quella di Cisco era una scelta forzata perché non al meglio e non garantiva più di un tempo, ecco spiegata l’ennesima battuta d’arresto, la terza, seconda in casa, su solo nove gare.

E pure il Perugia aveva iniziato bene, ma il tutto è durato solo una quindicina di minuti, il tempo che Gallo trovasse le correzioni giuste, bloccando le fasce e vincendo, come successo quasi sempre anche ad altri suoi colleghi, il duello a distanza con mister Formisano. E’ inutile girarci intorno, questi cambi continui di assetti e di uomini sono la prova della confusione che lo attanaglia e il poco gioco che si vede sul campo ne è la diretta conseguenza.

Non è un problema solo di questa stagione, è vero falcidiata dagli infortuni, ma adesso con il recupero delle punte anche questo alibi sta scemando, visto che anche l’anno scorso esisteva, se pur in maniera meno invasiva, come dimostrano i numeri impietosi, solo trentacinque punti nelle ultime ventisette gare tra la scorsa stagione, comprese le tre gare dei playoff e questa, dove sono arrivate ben dieci sconfitte, con una media punti di 1,29, precipitata nelle nove gare di quest’anno a 1,11!

Questi dati li abbiamo snocciolati direttamente al tecnico ieri in conferenza stampa, con Formisano che, pur apprezzando la nostra statistica ha risposto che le medie punti vengono spesso decontestualizzate e che sono molto più veritiere le prestazioni. A lui, ad esempio, è piaciuta più quella di ieri che quella offerta nel vittorioso quattro a zero con la Lucchese. Opinione che rispettiamo anche se non ci troviamo d’accordo.

Da sempre, soprattutto in Italia, la sorte degli allenatori è appesa al filo sottilissimo dei risultati, a prescindere dalle buone prestazioni o meno e dal bel gioco. E quando i risultati e i numeri sono questi e, oltretutto, anche le prestazioni non sono quasi mai state di grande livello, ci sembra lecito mettere in discussione l’operato di un tecnico e sarebbe ora che questo lo facesse anche la nuova società, che invece, sembra precipitata in un silenzio per certi versi imbarazzante.

Alle viste c’è la difficile trasferta di Ascoli di sabato. Non inganni la classifica perché contro il Pescara, pur perdendo in casa, i bianconeri hanno disputato sette giorni fa (in questa giornata giocheranno solo stasera a Terni) un ottimo incontro e non sarà facile uscire con un risultato positivo dal “Del Duca”. Per il Perugia un’altra sconfitta risulterebbe devastante!

Danilo Tedeschini