Due partite sono bastate per rimettere il Perugia in crisi e allontanarlo dalla zona salvezza. Contro Juventus e Ternana la squadra di Tedesco ha riassaporato l’amarezza della sconfitta ed è tornata a misurarsi con quei problemi atavici, che sembrano ormai irrisolvibili. Nel derby i grifoni non hanno sfigurato poi così tanto, ma al di là dell’impegno, sono sembrati meno squadra rispetto alla truppa di Liverani. Anche il gap nella gestione della partita è stato evidente, con la Ternana in grado di tenere il pallino del gioco e di non andare mai in affanno. Una sconfitta che pesa tantissimo sul morale e anche sulla classifica. La zona salvezza resta a +5, ma Bra e Livorno hanno mandato dei segnali forti e nelle prossime due gare il Perugia si giocherà tanto, tantissimo.
E’ come se nel giro di un paio di partite si fosse spento l’entusiasmo per l’arrivo di Tedesco e anche gli effetti del lavoro che è riuscito a fare, contando sul supporto di Riccardo Gaucci e Walter Alfredo Novellino, siano svaniti.
Il tecnico palermitano rischia anche lui di essere negativamente fagocitato da una rosa di giocatori che ha già ‘bruciato’ Cangelosi e Braglia e per buona parte aveva messo all’angolo Formisano e Zauli. Farne una questione di allenatore, diventa davvero un esercizio acrobatico: crediamo che persino Guardiola, oggi, avrebbe difficoltà a dare un verso a questa squadra.
Tedesco è stato bravo a restituire equilibrio allo spogliatoio e a riconsegnare un po’ di fiducia a qualche singolo, ma come i suoi predecessori cade sempre in quelle valutazioni settimanali che poi non trovano riscontro la domenica in campo. Ci convince il tecnico biancorosso quando racconta di uno spogliatoio fatto di bravi ragazzi, che si allenano con serietà ed impegno. Così come lo capiamo quando deve fare la formazione e trovarsi di fronte giocatori che, sulla carta, in pochi lascerebbero fuori. Poi arriva la partita e il più delle volte sei sempre costretto a mettere mano alla panchina, perché almeno 2-3 di quelli a cui avevi dato fiducia ti hanno tecnicamente e tatticamente deluso. Speri che quello che è entrato bene la gara prima si confermi ed invece ecco un altro flop. Il Perugia come lo rigiri, fai fatica a trovargli un verso.
L’unica vera speranza è che Tedesco, Gaucci e Novellino abbiamo effettivamente individuato le mosse da fare a gennaio, sia in entrata ma soprattutto in uscita. Scelte che non dovranno essere fatte solo sul piano tecnico ma anche su quello dell’adattabilità ad una linea di spogliatoio che si vuole perseguire. Per il bene del Perugia auspichiamo che i giocatori indicati a lasciare Pian di Massiano possano vivere la scelta come una nuova occasione per la loro carriera e non attaccarsi a contratti o clausole varie. E’ chiaro che i rinforzi arriveranno anche e soprattutto in virtù di una migliore gestione del monte ingaggi. Uno sforzo lo dovrà fare anche la società: giusto guardare i conti, ma se il Grifo non tiene la categoria ogni bilancio rischia di essere nullo.































