Grifo, il bicchiere è mezzo pieno

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Il Perugia si è disabituato a perdere e questo è già un gran merito per Giovanni Tedesco. All’indomani del terzo pareggio consecutivo, maturato in casa della Torres, il bicchiere continua ad essere mezzo pieno. Certo, una vittoria avrebbe spostato e molto in chiave classifica e sotto l’aspetto motivazionale, ma questa è una fase dove bisogna avere la capacità di accontentarsi. Il periodo nero, quello delle sette sconfitte consecutive e di una squadra incapace di reagire a qualsiasi stimolo, è alle spalle. Merito di Giovanni Tedesco, che con il supporto di Riccardo Gaucci e Walter Alfredo Novellino, ha saputo toccare le corde giuste dentro lo spogliatoio e restituire una dignità tattica alla squadra.

IL MODULO – Dopo tanti cambiamenti, a volte anche incomprensibili visti nelle precedenti gestioni, Giovannino ha trovato nel 4-3-1-2 uno schieramento affidabile e più consono a sfruttare le caratteristiche degli elementi presenti in rosa. A cominciare da Manzari (assente a Sassari) che da esterno faceva fatica ad incidere, mentre dietro le punte e con un più largo raggio di manovra ha dimostrato di destreggiarsi meglio. Nel ruolo ha sorpreso, in positivo, anche Tumbarello: giocatore con caratteristiche fisiche e tecniche assolutamente diverse, ma in grado di buttarsi negli spazi e di farsi trovare più volte a supporto dell’attacco. Tedesco crede in Torrasi come rifinitore, ma da qui a gennaio Manzari e Tumbarello possono garantire la ‘copertura del ruolo’.

DIFESA – Nelle ultime quattro partite il Perugia ha preso solo tre gol, abbassando notevolmente l’indice di passività. Quello che è balzato all’occhio, tuttavia, è come la squadra subisca meno in termini di pressione avversaria. La corazzata Arezzo al Curi non ha fatto scintille e la Torres nel secondo tempo è praticamente sparita dal campo. Piace poi vedere il Grifo giocare alto, con i terzini molto propositivi. Persino Tozzuolo sembra ormai un fluidificante alla ‘Cabrini’. E pensare ai dubbi di quando abbiamo letto la distinta contro l’Arezzo e visto il suo schieramento sulla corsia mancina: bravo Tedesco e bravo Tozzuolo. Chiaro che diventa difficile, oggi, ipotizzare altre mosse. Del resto anche Calapai si è svegliato e può garantire continuità a destra. Tocca a Dell’Orco e Giraudo mettere in difficoltà Tedesco e restare pronti per garantire una valida alternativa. Una difesa con ‘sei titolari’ sembra un’altra, ottima, risorsa per puntare ad uscire quanto prima dalla zona rossa.

CENTROCAMPO – Quello visto in Sardegna non è dispiaciuto. Torrasi non ha fatto rimpiangere Bartolomei. Rispetto alle precedenti apparizioni in quel ruolo, l’ex Milan è sembrato più padrone dei propri mezzi e meglio inserito nella manovra. Megelaitis e Giunti hanno fatto il loro e poi c’è sempre da considerare Tumbarello come mezz’ala. Anche in mezzo, come in difesa, si può parlare di potenziali titolari: cinque (Bartolomei, Giunti, Megelaitis, Torrasi e Tumbarello) per giocarsi tre posti. Gli altri, come dimostra il secondo tempo di Sassari, sono indietro.

ATTACCO – Se Tedesco riuscirà a trovare il modo di sfruttare meglio Montevago, il Grifo avrà risolto molti dei suoi problemi. Il centravanti scuola Sampdoria è nel pieno della sua esplosività fisica e mentale, ma deve correre di meno per il campo ed essere servito meglio in area di rigore. Bacchin è il partner migliore. Ogunseye, a partita in corso, può dargli una grande mano. Kanoute cerca troppo l’esterno.