Grifo: manca la percezione del ‘rischio’

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Il tifo organizzato si compatta e lancia un appello all’unità:
Foto: Oreste Testa
 

Walter Novellino al termine della sfida contro il Gubbio si è rivolto allo spogliatoio e con serenità ha detto: “Ragazzi, ripartiamo”. Il Perugia deve nuovamente riavvolgere il nastro e cercare un’altra rotta per la salvezza. Dopo le belle e convincenti vittorie contro Forlì e Guidonia, la squadra di Giovanni Tedesco ha dilapidato tutto con un solo punto in due partite casalinghe consecutive. Un bottino davvero magro, ottenuto nel confronto con due dirette concorrenti come Bra e Gubbio.  Partite chiaramente condizionate dagli episodi, che ai punti il Grifo non avrebbe sicuramente meritato di pareggiare (la prima) e di perdere (la seconda). Il campo, tuttavia, si è rivelato un giudice impassibile ed ha evidenziato quelli che ormai possono definirsi i mali atavici di questa squadra. Uno su tutti, l’incapacità di dare continuità ai risultati. E’ successo già nella seconda parte del girone di ritorno, quando dopo il successo interno contro la Vis Pesaro, preceduto da quattro risultati utili consecutivi, il Perugia è caduto per ben tre volte contro Juventus Next Gen., Ternana e Campobasso. Al momento di spiccare il volo, il Grifo perde quota e cade rovinosamente.

TEDESCO – Giovanni non ha bisogno dei difensori di ufficio, ma poco gli si può imputare rispetto a quanto sta producendo il Perugia. L’atteggiamento della squadra, rispetto ad un inizio horror, è completamente cambiato. Oggi il Grifo perde per episodi, a volte anche sfortunati, prima sembrava una vera e propria ‘armata Brancaleone’.  Tedesco, forse, non è riuscito ad imprimere definitivamente quella determinazione e quella fame necessaria quando devi portare a casa punti pesanti. Non abbiamo la controprova, ma crediamo che sia ancora presente nello spogliatoio quella sana presunzione per cui ‘tanto ci salviamo sicuro’ oppure ‘figurati se andiamo a playout’. Considerazioni inconsce che quasi sistematicamente riemergono ogni qualvolta il Perugia mette insieme un paio di prestazioni positive. Molti giocatori non si sentono così scarsi da giustificare l’attuale posizione in classifica e bastano un paio di vittorie per tornare a guardare in alto e pensare che il peggio è passato. Questa, purtroppo, è una stagione maledetta e merita di essere vissuta con un’attenzione diversa. Gli approcci iniziali contro Bra e Gubbio non sono di una squadra che ha la reale paura di retrocedere. Se così fosse, due scontri diretti così importanti, per altro al Curi, sarebbero stati affrontati con una determinazione unica. Poi, come detto, gli episodi ti girano anche contro, ma per restare in C serve un altro atteggiamento, dal primo all’ultimo minuto, di ogni partita e fino alla certezza della salvezza. Playoff e discorsi di risalita, per quest’anno, lasciamoli perdere.

Chiaro, serve anche qualcosa di diverso dal punto di vista tattico. Bene il 4-3-1-2, ma in mezzo al campo Tedesco deve chiudere più qualità. Magari affidandosi a qualche interprete nuovo (Joselito?), oppure rivedendo qualche valutazione in chiave mercato.