Grifo: nel post Ravenna è bicchiere mezzo vuoto

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C'è rammarico per non aver sfruttato la superiorità numerica. Dagli ultimi scampoli mercato serve gente alla Canotto

C’è rammarico per non aver sfruttato la superiorità numerica. Dagli ultimi scampoli di mercato serve gente alla Canotto

 

Bicchiere mezzo vuoto o bicchiere mezzo pieno il punticino conquistato con merito col Ravenna? Per ora è solo un bicchiere con del liquido insapore all’interno, la cui quantità e gusto potremo valutarla meglio prima dell’ora di cena di stasera e, completamente, nel pomeriggio di domani quando si saranno giocate le gare di tutte le nostre avversarie dirette. Al momento ha giocato solo il Livorno, battuto largamente ad Ascoli e sul quale si è recuperato un punticino, anche se la squadra  di mister Venturato rimane ben cinque lunghezze avanti al Perugia.

Oggi il Bra sarà impegnato sul neutro di Sestri Levante col Gubbio, il Pontedera scenderà a far visita al quotato Campobasso e, soprattutto, la Sambenedettese, che al momento occupa il quintultimo posto, ovvero l’obiettivo salvezza diretta, sarà impegnata a Carpi, mentre la Torres, domani dopo pranzo, giocherà a Terni contro una Ternana scornata dall’eliminazione in Coppa Italia, nuovamente ai rigori come nella finale playoff di qualche mese fa.

Limitandoci esclusivamente alla gara di ieri sera il giudizio penderebbe sul bicchiere mezzo vuoto e andiamo a spiegare il perché. I primi diciotto minuti iniziali erano completamente dominati dal Ravenna, un palo e almeno tre occasioni divorate, con Tedesco che ancora una volta sbagliava qualche scelta iniziale, quella di Bolsius al posto di Bacchin a supporto di Montevago, quella di un centrocampo ruvido e lento con Bartolomei, Tumbarello e Megelaitis, quest’ultimo recuperato all’ultimo momento, sovrastati dalla rapidità e dalla tecnica di Tenkorang e Di Marco, con Corsinelli e Rapai, in particolare l’ex eugubino, a dominare le fasce.

Ma siccome il calcio è bello per questo, a spezzare la sterile egemonia romagnola, arrivava l’errore dei centrali di mister Marchionni che spalancava la porta alla rabbia di Montevago, alla fine risulterà tra i migliori, nonostante un gol divorato nella ripresa, che portava immeritatamente in vantaggio i grifoni. Vantaggio che durava meno di un quarto d’ora perché il Ravenna continuava a far gioco pervenendo al pari con il suo uomo migliore, Tenkorang, lesto ad approfittare di un’indecisione della premiata ditta Tozzuolo-Gemello, su un cross dalla destra del solito Corsinelli.

L’ultimo quarto d’ora del primo tempo scivolava via senza particolari sussulti ma, nel corso  della ripresa, iniziata con un clamoroso incrocio dei pali colpito da Manzari su punizione, deviata dal portiere Anacoura all’incrocio, Tedesco correva finalmente ai ripari inserendo prima un vivace Bacchin in luogo di uno spento Bolsius, poi il più rapido e meno ruvido Joselito al posto di Bartolomei e, soprattutto, l’ultimo arrivato, lo sgusciante Canotto, il migliore alla fine insieme a Montevago, al posto di un Manzari sottotono, punizione a parte.

La partita cambiava completamente, anche perché poco dopo il Ravenna rimaneva in dieci per il doppio giallo a Scalingi, il difensore di destra e Canotto, supportato da un buon Dell’Orco, diventava padrone di quella fascia creando numerosi grattacapi alla difesa ravennate. Anacoura negava il gol a Montevago che incornava alla perfezione un cross di Dell’Orco, con il portiere originario delle Seychelles che era a bravo a deviare in angolo una conclusione di Canotto, su assist di testa dello scatenato Montevago dopo che in precedenza, lo stesso centravanti aveva alzato troppo da facile posizione.

Con il Perugia in piena pressione ed un Ravenna visibilmente sulle gambe che, psicologicamente temeva di perdere la quarta trasferta consecutiva, Tedesco commetteva l’errore di togliere il fondamentale Montevago, incubo dei difensori ravennati, a cinque minuti dal novantesimo, alla fine ce ne saranno ancora quasi quattordici da giocare alla luce del corposo recupero, sostituendolo con un Nepi, notato solo quando, in pieno recupero, è arrivato in ritardo su un tiro-cross di Canotto terminato di poco fuori.

Finiva uno a uno ed era un peccato non essere riusciti a sfruttare la superiorità numerica nell’ultima mezzora finale durante la quale, con la superiorità numerica, c’è stata solo una squadra in campo, quella biancorossa. Al Perugia serviva vincere per provare ad accorciare le distanze e la ghiotta occasione, con il Ravenna in dieci per mezzora, doveva essere assolutamente sfruttata ed invece, nonostante la grande pressione che ha partorito diverse occasioni pericolose, i grifoni hanno dovuto ancora rinviare il fondamentale ritorno alla vittoria.

Tra due giorni chiude il mercato e, alla luce della, ormai certa, partenza di Giunti verso Padova,  entro lunedì occorrerà fare qualcosa a centrocampo e sulla fascia destra difensiva ingaggiando  giocatori validi e, soprattutto, pronti, come il bravo Canotto, il cui arrivo ha ormai completato il reparto offensivo. Occorre rinforzarsi bene perché, purtroppo, la posizione del Perugia, il terzultimo posto, rimane molto pericolosa. La media punti generale delle gare di Tedesco continua ad abbassarsi gara dopo gara, 1,21, 17 punti in 14 gare, ancor più quella delle ultime 9 gare, 0,88, con solo 8 punti in carniere, dopo il suo ottimo inizio con 9 punti nelle sue prime 5 gare, media 1,80.

Domenica c’è in programma una partita di vitale importanza al “Riviera delle Palme” di San Benedetto contro la diretta avversaria Sambenedettese, vedremo stasera se ancora tre punti sopra, o quattro o sei. E’ uno scontro diretto fondamentale, assolutamente almeno da non perdere se la Samb dovesse soccombere a Carpi, assolutamente da vincere se i marchigiani dovessero, invece, tornare dall’Emilia con un risultato positivo o se il Bra dovesse battere il Gubbio. C’è solo da aspettare qualche ora ma la sensazione di aver sciupato una grande occasione, comunque, rimane!

Danilo Tedeschini