Il tecnico impone il suo credo fatto di intensità e idee tattiche chiare. Calapai si unisce al gruppo
Si è chiusa la prima settimana di ritiro per il Perugia, impegnato nell’insolito ma suggestivo scenario del centro tecnico dell’AFA a Ezeiza, alle porte di Buenos Aires.
Una full immersion di lavoro fisico e tattico sotto l’occhio attento di mister Vincenzo Cangelosi, che non ha fatto sconti sul piano dell’intensità: doppie sedute, tanta corsa e richiami a un calcio votato al sacrificio e alla velocità di esecuzione.
Del resto, chi conosce il tecnico siciliano sa che il suo è un approccio quasi “zemaniano”: non a caso per anni è stato il fidato vice del boemo.
La prima amichevole, disputata venerdì contro la selezione giovanile dell’Independiente, si è conclusa con una sconfitta per 2-1, in una gara giocata su due tempi da mezz’ora.
Il risultato, però, passa in secondo piano per Cangelosi, che ha parlato di “indicazioni positive” e ha iniziato a delineare qualche idea tattica: Joselito provato da mezz’ala, con Tumbarello o Torrasi in regia, potrebbe essere una delle prime intuizioni da affinare nelle prossime settimane.
Ma un mantra comincia già a risuonare tra i grifoni: “Vince le partite chi corre di più”, come raccontato dal difensore Davide Riccardi nell’ultima intervista dal ritiro. Un messaggio chiaro, che ben fotografa la filosofia dell’allenatore biancorosso.
Intanto, nella giornata di sabato è arrivato anche Luca Calapai, terzino destro ex Catania e Modena, nuovo innesto messo sotto contratto da svincolato. Dopo il lungo volo intercontinentale, si è unito al gruppo per iniziare il lavoro.
Per la prossima settimana, il programma resta fitto: corsa, tattica e spirito di sacrificio. A Ezeiza si suda, e tanto. Il nuovo Perugia di Cangelosi vuole nascere con le gambe in movimento.
Nicolò Brillo




























