Grifo sveglia: così si va ai playout

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Il tecnico annulla la giornata libera e richiama subito i grifoni al lavoro in vista della sfida decisiva contro il Forlì al “Curi”
 

Al “Cino e Lillo Del Duca” di Ascoli Piceno arriva la dodicesima sconfitta stagionale su ventitrè  gare giocate (una, quella col Rimini, per fortuna eliminata dalla provvidenziale, ai fini della classifica, cancellazione dei romagnoli altrimenti il Perugia sarebbe ultimo) in questa disgraziatisssima stagione del Perugia. Una sconfitta arrivata con il due a uno finale negli sgoccioli della gara grazie ad un rigore dubbio, ma sicuramente meritata sul pisno della prestazione, alla luce di quanto osservato negli oltre novantasei minuti della contesa.

Una sconfitta che fa aumentare ancor di più il distacco dalla sestultima posizione, ovvero dalla salvezza diretta, adesso tornata ad essere occupata dalla Sambenedettese, quattro lunghezze sopra il Perugia, dopo la battuta d’arresto casalinga, zero a due, della squadra marchigiana contro la Pianese, confermatasi una delle realtà più belle di questo Girone, insieme al Pineto, squadre di località piccole e poco conosciute calcisticamente, che riescono contemporaneamente a far quadrare i conti privandosi anche, vedi il Pineto, di giocatori top player per la categoria come Bruzzaniti e, addirittura, a  migliorare la classifica. Il Pineto, infatti, è ora al quarto posto e la Pianese al quinto.

Tutto il contrario del Perugia, squadra blasonata di una città capoluogo di regione, che nel 2014 era arrivata a contare, dopo la promozione in B, su ben undicimila presenze di media, inesorabilmente crollate, stagione dopo stagione, con i poco più di un terzo di media di presenze al “Curi”, di pari passo alle grandi delusioni sportive e a quelle economiche delle gestioni Santopadre e, da una stagione e mezza, di quella di Faroni, assolutamente fallimentare sotto l’aspetto sportivo, col deludente dodicesimo posto ritrovato lo scorso anno solo dopo le ultime undici gare, grazie al provvidenziale arrivo in panchina di mister Cangelosi dopo aver rischiato la zona playout nella parte centrale del torneo.

Quest’anno, dopo aver cacciato frettolosamente e incredibilmente Cangelosi dopo appena cinque gare, evidentemente qualche sprovveduto si era illuso che la rosa modesta allestita potesse lottare per la B, ci si è affidati prima al nulla di Braglia, zero punti in cinque gare, poi diventate quattro per le note vicende e poi all’inesperienza, come allenatore in nazioni calcisticamente importanti, di Giovanni Tedesco, che aveva allenato per di più in campionati minori come quello maltese e quelli arabi, con l’unica, breve esperienza italiana a Foligno in C2 ad inizio carriera, interrotta bruscamente dopo solo sei gare, per lo più negative, quattro sconfitte e due pareggi, con le proprie dimissioni.

Il Perugia di Tedesco con la sconfitta di ieri, la quinta su tredici gare, con quattro vittorie e altrettanti pareggi, con una media di 1,2 che, se perseverata nelle ultime quattordici gare, porterebbe il Perugia a chiudere, arrotondando per eccesso, a quota trentasei, ovvero dritto dritto al playout, visto che già ora la Samb, sestultima, chiuderebbe a quota trentotto, anche questa arrotondata per eccesso, ha meritato la sconfitta per diverse ragioni. La prima è che Tedesco ha mandato in campo una squadra, con modulo e alcuni uomini diversi , assolutamente inconsistenti e mai in partita nel primo tempo..

L’aver tenuto inizialmente in panchina Manzari, Giunti e lo stesso nuovo arrivo Bolsius, schierando un deleterio 3-5-2 diventato 5-3-2 sotto la costante pressione ascolana, schierando dall’inizio Bartolomei, un inconcludente Bacchin e uno Stramaccioni in netta difficoltà su D’Uffizi è stato un autogol pari a quello reale con il quale Gori ha regalato il pari ai grifoni infilando il proprio portiere al termine dei nove minuti iniziali della ripresa, ben giocati dal nuovo Perugia, riportato sul piano della logica con l’ingesso contemporaneo e imprescindibile di Manzari e Giunti, oltre quello di Bolsius.

Purtroppo, raggiunto il pari, il Perugia ha ricominciato, anche se con un altro modulo, a chiudersi, prestando il fianco alle iniziative ascolane e non riuscendo mai a portare a termine transizioni pericolose e, alla la fine, dai e dai, dopo una miriade di cross, percussioni centrali e calci d’angolo, ben dodici contro tre e almeno un paio di parate importanti di Gemello, è arrivato il nuovo vantaggio ascolano, meritato anche se, lo ripetiamo, arrivato grazie ad un rigore molto dubbio, trasformato da Rizzo Pinna.

Il contemporaneo successo casalingo del Gubbio, due a zero al Forlì, del Livorno, il due a uno del Livorno sulla Vis Pesaro al “Picchi”, oltre al pari nello scontro diretto del “Vanni Sanna” tra Torres e Bra hanno completato l’opera, permettendo di guadagnare punti preziosi a queste dirette concorrenti nei confronti del Perugia che deve ringraziare la Pianese se il distacco dalla Samb  Samb non è salito a sei lunghezze, con un eventuale pareggio al “Riviera delle Palme”, unico risultato pro Grifo della giornata, a parte il turno di riposo osservato dal fanalino di coda Pontedera, .

Venerdì sera arriva al “Curi” il forte Ravenna, secondo della classe. All’andata fu l’ultima gara di Cangelosi e fu persa tre a due in rimonta dopo aver disputato un gran primo tempo, chiuso in vantaggio due a uno solo per la poca attenzione nell’azione del gol romagnolo in chiusura di frazione che rimise in gioco le sorti della gara e, probabilmente compromise il risultato insieme alle gambe pesanti per la dura preparazione estiva di Cangelosi, che ha iniziato a dare i suoi frutti dopo una decina di gare, come da tradizione zemaniana.

Il Perugia deve assolutamente risalire la classifica provando a battere la forte squadra di mister Marchionni, aggrappandosi anche al calo di risultati in trasferta nell’ultimo periodo di Donati e compagni, tre sconfitte consecutive nelle ultime tre partite lontano dal “Benelli”, contro Bra, Campobasso e Vis Pesaro, che li hanno allontanati dal primo posto. Un pareggio non migliorerebbe la situazione, soprattutto se le avversarie dirette dovessero ottenere punti mentre perdere di nuovo sarebbe devastante.

E allora sveglia Grifo, torna a graffiare!

Danilo Tedeschini