Grifo: termina (davvero) l’era Santopadre?

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Il Tribunale di Perugia omologa l'accordo

L’incontro tra l’Amministratore Unico del Perugia e Javier Faroni sembra essere previsto per la giornata di sabato 7 settembre

 

Sabato 7 settembre 2024 potrebbe cambiare la storia del Perugia Calcio. È, infatti, previsto l’incontro tra Massimiliano Santopadre e Javier Faroni che dovrebbe sancire, definitivamente, il passaggio di società.

Tuttavia, come in tutte le trattive, anche le meno rilevanti, fino a che non c’è la firma il condizionale è d’obbligo. Figuriamoci in questo caso, dove in ballo ci sono le sorti di una società di calcio e (parecchi) soldi. Inoltre, nel corso del tempo, abbiamo visto che quando si è trattato di cedere il Perugia, il Presidente Santopadre è sempre stato ‘guardingo’. Tra pec mai spedite e quelle che non arrivavano o mai arrivate, tra acquirenti improbabili, tra richieste troppo sbilanciate sia da una parte che dall’altra, ne abbiamo viste di tutte i colori.

A regnare è sempre stata l’incertezza e, anche in questa occasione, i punti interrogativi sono più di uno anche se, come sembra, l’affare è destinato a concludersi positivamente.

Il principale punto di domanda è: in che percentuale Faroni rileverà il Perugia? In un primo momento, si parlava di un accordo che prevedeva l’acquisizione dell’80% delle quote da parte dell’argentino, mentre il 20% rimaneva a Santopadre. Ma – ed è qui che nasce l’incertezza – sembra che l’ultima idea di Faroni sia quella di acquisire interamente il Perugia, con l’ingresso pure di un nuovo sponsor.

Veniamo ai dubbi. Primo, Santopadre è disposto ad uscire definitivamente? Secondo, cosa succederà con lo stralcio del debito? Da quello che sappiamo, uno dei vincoli per il quale il debito è da ritenersi stralciato è che Santopadre rimanga alla guida del Perugia almeno fino alla fine del 2024, altrimenti la nuova proprietà dovrebbe accollarsi l’intero debito. Ma Faroni è disposto a farlo?

Ma c’è dell’altro: il risultato della due diligence che avrebbe rilevato alcuni debiti (si parla di una cifra intorno ai 500 mila euro) inizialmente non preventivati. Per le cifre in gioco, riteniamo improbabile che l’affare salti per questo discorso, anche perché l’attuale dirigenza ha condotto un buon mercato (su tutti trattenendo Seghetti), che può considerarsi al pari di una garanzia.

Quindi, domani 7 settembre 2024, dopo ben 13 anni, sarà (davvero) l’ultimo giorno dell’era Santopadre?

Mi.Me.