Grifo: una partenza che non sarebbe male… se fossimo ancora prima del ’94

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Tre pareggi su tre gare: con i punteggi moderni non si va lontano. Cangelosi le prova tutte, ma la materia prima non sembra di prima qualità. Ora due avversari strutturati come Ascoli e Ravenna
foto: acperugiacalcio.com

Tre pareggi su tre gare: con i punteggi moderni non si va lontano. Cangelosi le prova tutte, ma la materia prima non sembra di prima qualità. Ora due avversari strutturati come Ascoli e Ravenna

 

Terzo pareggio in altrettante gare per il Perugia, stavolta colto con un giusto uno a uno a Gubbio nel derby provinciale. Sequenza di pareggi che avrebbero avuto una valenza diversa se ottenuti oltre trentacinque stagioni fa, allorquando la vittoria valeva soltanto due punti ma che, da quando nel 1994 si è passati ai tre punti a vittoria, è veramente poca roba. Come se avessimo vinto la prima in casa col Guidonia per poi perdere sia a Sestri Levante col Bra che a Gubbio ieri.

Un inizio di campionato a passo di lumaca, certamente inferiore alle aspettative,  con il Perugia già a ben sei punti dalla zona promozione diretta e stasera, quando saranno state giocate anche le altre cinque gare della terza giornata, sempre ancorato nel limbo, dove si trova già adesso, tra l’undicesimo e il quindicesimo posto, appena sopra la zona a rischio.

E attenzione, non ingannino i cinque punti del Gubbio che, dopo i tre conquistati all’esordio a Rimini, contro la cenerentola del campionato, poi penalizzata di undici punti, in mezzo ad una tempesta societaria, con una rosa ridotta all’osso e con il tecnico Braglia mai andato in panchina prima di abbandonare definitivamente l’incarico, ha totalizzato solo due pari interni, quello con la matricola Sambenedettese sette giorni fa e quello col Perugia di ieri.

Ai tre pareggi del campionato del Perugia va aggiunto anche un quarto, in gare ufficiali, lo zero a zero in Coppa Italia del “Curi” contro un Pontedera ancora a zero punti, a dimostrazione della modestia della rosa del Perugia, solo leggermente migliorata dopo la chiusura del mercato dall’arrivo di uno dei tanti fuggiaschi dal Rimini, lo svincolato lituano Megelaitis, che ha debuttato subito e discretamente, come esterno destro basso, a Gubbio.

Mister Cangelosi le sta provando tutte e al “Barbetti” ha varato un tridente offensivo rapido, con Bacchin e Manzari sugli esterni e Kanoute centravanti e il primo quarto d’ora dava ragione al tecnico siciliano, con il Grifo, passato in vantaggio dopo solo tre minuti con Riccardi su azione d’angolo, padrone del campo. Piano piano, però la squadra rinculava e il Gubbio cominciava a prendere le misure, marcando una netta superiorità a centrocampo, dove il solo Giunti cantava e portava la croce, con Tumbarello che si limitava al compitino e Joselito ancora deludente.

La catena di destra del Gubbio formata da Zallu e Spina era pericolosa e proprio Spina veniva murato da Gemello quando già stava per esultare. Dopo un insidiosissimo angolo dello stesso Spina ricacciato in angolo ancora da Gemello, arrivava il pari rossoblu con Signorini, che di testa deviava in rete l’assist su punizione di Carraro, uno dei migliori del Gubbio insieme  ai compagni di reparto Saber e Djankpata e ai già citati Spina e a Zallu.

Ripresa meno intensa con un paio di occasioni sciupate dal Perugia, con il subentrato Ogunseye, fuori il suo colpo di testa e, soprattutto, con Giunti nel finale, autore di una bella azione personale conclusa però con una conclusione, da ottima posizione, angolata ma debole, parata a terra da Bagnolini. Prima il brivido per un azione di Spina, contrato provvidenzialmente da Riccardi al momento del tiro a colpo sicuro. L’FVC, chiamato da Di Carlo, confermava la bontà dell’intervento del difensore che, nel recupero, perdeva i sensi dopo aver picchiato violentemente la testa prima contro un avversario e poi a terra. Trasportato in Ospedale, per fortuna si riprendeva. Tanti auguri!

Riccardi era stato sicuramente il migliore dei grifoni, un mezzo punto avanti a Giunti e a Megelaitis. Due uscite da brivido di Gemello limitano il giudizio sul portiere, autore di almeno due interventi pregevoli mentre per il resto il solito piattume. Come uscirne? Il tecnico sta provando  soluzioni diverse ma la sensazione è che manchi una materia prima di qualità. Il mercato non è stato all’altezza ma la società sembra essere di parere opposto come hanno dimostrato le dichiarazioni di Faroni e Borras in settimana.

Non vorremmo che queste dichiarazioni possano avere lo scopo di scaricare le responsabilità su Cangelosi. Qualche errore l’avrà commesso anche lui ma, a nostro parere,  con questa rosa non può fare molto di più e sarebbe un gravissimo errore privarsene, ipotesi già prematuramente ventilata da qualche tifoso sui social. Ci siamo già dimenticati che  la squadra è in gran parte quella che lui ha portato in una posizione più tranquilla dopo che i suoi predecessori, soprattutto Zauli, avevano fallito, trascinandola nella zona a rischio?

Il calendario, purtroppo non dà una mano al Perugia e a Cangelosi  perchè le due prossime gare saranno contro avversari strutturati. Domenica arriverà al “Curi” l’Ascoli, regina del mercato, con gli arrivi dei vari, tra gli altri, Rizzo Pinna, Gori, Oviszack, Giebre, Ndoj e gli ex ternani Damiani e Corradini, una delle favorite anche se attualmente solo a quota cinque, perché l’assemblaggio dei quattordici nuovi con il resto della rosa rimasto, non è ancora stato completato dal tecnico Tomei. Ascoli che non ha subito alcuna rete al passivo.

Il venerdì successivo, fuori casa, ci attenderà, invece, il Ravenna del Direttore Generale Ariedo Braida, matricola  molto ambiziosa, rafforzatasi con acquisti mirati di categoria come Corsinelli, Bianconi, Anacoura e Tenkourang, o come l’attaccante Motti, diciannove gol col Tau Altopascio in D e già in gol, due in Coppa Italia e uno in Campionato quest’anno o come l’ultimo arrivo, Stefano Okaka, umbro di Castiglione del Lago, che se i suoi trentasei anni non lo condizioneranno troppo, non ha bisogno di presentazioni.

Sarà molto difficile conquistarli ma da queste due gare servirà necessariamente uscire con almeno quattro punti e, conseguentemente, con la prima vittoria. Non riuscirci significherebbe indirizzare il Perugia verso un campionato di pura sofferenza!

Danilo Tedeschini