Il Grifo a Fermo saluta il primo posto

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Il Grifo a Fermo saluta il primo posto. Solo il Padova può gettare alle ortiche una promozione sempre più vicina. Dal “Recchioni” appunti per gli attaccanti, Caserta e Comotto

Troppo impegnato a “curare” la Sambenedettese, come si evince da un articolo apparso su un giornale on line, Santopadre non aveva evidentemente ancora ben ragionato sul motivo principale che ha reso ormai “Vano” l’inseguimento al Padova del Perugia.

E’ tutto raccolto in questo nostro amaro gioco di parole il succo di questo pareggio di Fermo che ha il sapore acre della sconfitta per i grifoni, obbligati com’erano a portare a casa i tre punti dal “Recchioni”, obiettivo che appariva alla vigilia come una mezza impresa visto che il “Recchioni” era inviolato dai primi di Novembre.

E dire che il Perugia aveva disputato un primo tempo tonico, completamente diverso dalla brutta, anche se vittoriosa, prestazione di Imola.

Un gol segnato, ancora dal folletto Elia, due pali colpiti dal rientrante Falzerano, una grande parata di Ginestra, la sensazione di marcata superiorità sugli avversari, pericolosi solo grazie ad uno svarione di Angella non sfruttato da Boateng.

Ma dopo trentacinque minuti della prima frazione accadeva quello che non sarebbe dovuto accadere con Michele Vano, subentrato da solo tre minuti all’infortunato Elia, che affibbiava un manrovescio ad un avversario, facendosi espellere.

L’inferiorità numerica cambiava radicalmente la partita, con la Fermana che iniziava a guadagnare campo, pervenendo al pareggio ad inizio ripresa per poi, fortunatamente, gettare alle ortiche un paio di grosse opportunità, con il pari finale che tarpa, forse definitivamente, le ali all’inseguimento del Grifo.

Sei punti da rimontare in cinque gare sembrano, infatti, veramente eccessivi, anche perchè tre delle cinque partite, il Perugia dovrà disputarle in trasferta dove, purtroppo, a volte per colpa dei campi piccoli, a volte per i campi pesanti, a volte per colpa della sfortuna, a volte per errori del portiere, o, come oggi, per colpa dell’inferiorità numerica, i risultati non sono stati brillanti.

Chiaramente tutte queste coincidenze, fatte passare dai “Perry Mason” di turno per alibi decisivi, non celano la realtà che i numeri, incontrovertibili, presentano, ovvero che il Perugia se perderà la promozione diretta l’avrà persa in trasferta.

E a proposito di numeri, non ci meraviglia affatto il “rosso” rifilato a Vano.

Siamo stati i primi tra i pochi, nei nostri articoli, nelle nostre partecipazioni a varie trasmissioni televisive, nei nostri post sui social, a sottolineare come questo attaccante (che ha segnato solo uno straccio di gol su rigore tra Mantova e Perugia) avesse racimolato ben nove gialli in appena novecento minuti giocati, uno “score” negativo da difensore, assolutamente inedito e ancor più grave per un attaccante se non si vuole risalire ai ben più famosi Sivori e Amarildo della nostra, ormai, lontanissima giovinezza.

E Vano è stato il primo e più roboante arrivo del solito, deludente, mercato di Gennaio del Perugia; insieme a lui sono arrivati Minelli, titolare solo da tre gare, e Di Noia, reduce da grossi infortuni e che solo a Fermo è tornato su buoni livelli di rendimento. Mercato, quindi, ancora una volta determinante in negativo per la società del presidente Santopadre.

Da qui la nostra frase iniziale che vuole evidenziare come il forte distacco dal Padova nasca proprio dal mercato di riparazione nel quale i veneti, con acquisti importanti e decisivi come Chiricò, Firenze e Rossettini, oltre a quelli di Cissé e Biasci, ha creato il solco.

Logicamente le operazioni vengono condotte dal Direttore Sportivo, quest’anno Giannitti ma, come avvenuto negli anni precedenti per il suo predecessore Goretti, non è facile destreggiarsi tra le pieghe del mercato quando non si hanno molte risorse a disposizione, anche se siamo convinti che qualcosa di meglio di Vano si doveva e si poteva portare a casa.

Ma, attenzione, perchè oltre a Vano, anche a Fermo hanno continuato a deludere gli altri attaccanti puri, dal titolare Murano ai subentrati Bianchimano e Melchiorri, giocatori che in trasferta dimezzano quasi sempre il loro standard di rendimento rispetto alle gare casalinghe.

Detto che anche Caserta, a nostro parere, ha sbagliato ad inserire Vano perchè al posto di Elia sarebbe potuto entrare il sui sostituto naturale Minesso, un appunto, neanche tanto piccolo lo riserviamo anche al Direttore Generale Comotto.

Lo avevamo scritto domenica in sede di presentazione della gara di Fermo che le accuse di Comotto alla società Fermana, lanciate il giorno dell’inevitabile rinvio per neve, avrebbero potuto far scattare un senso di rivalsa nei giocatori e in tutto l’ambiente marchigiano, puntualmente verificatosi vista la grinta messa in campo da una squadra che, oltre a provare a mantenere imbattibilità del campo con Cornacchini in panchina, non aveva molto da chiedere alla gara.

Senso di rivalsa confermato apertamente anche dalle dichiarazioni dell’indimenticato “Jo Condor” nel dopo gara, dove pare ci sia stato anche qualche screzio di troppo con lo stesso Comotto, che all’epoca avrebbe potuto risparmiarsi queste inutili e controproducenti polemiche.

Sabato il Perugia è atteso dalla terza trasferta consecutiva, la più difficile visto che la Virtus Vecomp Verona, la squadra più pareggiona di tutti e tre i gironi con ben diciassette pareggi, è la più in alto in classifica delle tre con il suo undicesimo posto ed è in piena lotta per entrare nella griglia finale dei playoff.

Inutile dire che al Perugia serve solo la vittoria, non tanto per continuare a sognare una promozione diretta che ormai solo il Padova può buttare alle ortiche, ma soprattutto per cercare di concludere il torneo, che adesso, a parità di partite, vede i grifoni al terzo posto, una lunghezza dietro il Sudtirol, nella fondamentale seconda posizione che la qualificherebbe direttamente ai quarti.

Danilo Tedeschini