Il Grifo becca la pioggia… dopo il Pineto

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Doccia gelata per i biancorossi nel derby con l'Arezzo. Si ripropone il fantasma delle gare esterne, ora per i play-off non si può più sbagliare

Doccia gelata per i biancorossi nel derby con l’Arezzo. Si ripropone il fantasma delle gare esterne, ora per i play-off non si può più sbagliare

 

“La pioggia…dopo il Pineto”. Eh sì, perché dopo il bel tre a zero casalingo sul Pineto, che aveva portato il Perugia ad un passo dalla zona playoff, incrementando la bella serie positiva con mister Cangelosi, è arrivata al “Città di Arezzo” un’imprevista pioggia gelata sul Perugia, nonostante nel capoluogo della Val di Chiana ci fosse una mite serata primaverile. Un due a zero per la squadra di mister Bucchi che ci sta tutto e che frena parzialmente la corsa playoff dei grifoni, da ieri, unica cosa positiva, matematicamente salvi.

Purtroppo in Etruria sono tornati ad affiorare i fantasmi delle gare esterne, nelle quali, in tutto diciotto, il Perugia è tornato a mani vuote ben otto volte, con nove pareggi e una sola, episodica vittoria, quella di Ascoli nel lontano mese di Ottobre, con i soli dodici punti conquistati in tutto che relegano il Perugia al penultimo posto della particolare classifica delle gare esterne. Un andamento negativo che neanche Cangelosi ha potuto invertire, visti i due soli punti nelle quattro trasferte affrontate, anche se tre di queste si sono disputate in casa della prima, l’Entella, della seconda, la Ternana e dell’Arezzo, in bilico tra il quinto e il settimo, dipenderà dal risultato del recupero di mercoledì a Pescara.

Eppure Cangelosi, ben conscio di questa enorme differenza con il rendimento interno, trentadue punti in diciassette gare, dodici su dodici conquistati dal suo arrivo a Perugia e quello esterno, ha provato a schierare un modulo più offensivo, un quattro-tre-tre con Dell’Orco esterno di sinistra in luogo dello squalificato Giraudo, la sua assenza si è sentita eccome, Amoran e Riccardi centrali e Mezzoni a destra. A centrocampo, ai lati di Joselito, Giunti e Broh, con Matos, Montevago e Kanoute a formare il tridente d’attacco.

Ma, come affermava giustamente Giovanni Galeone, l’allenatore che ha regalato calcio spettacolo a Perugia, non è il numero di attaccanti ma è l’atteggiamento della squadra che deve essere votato all’attacco, concetti ribaditi anche da Cangelosi a fine gara con la squadra che ad Arezzo ha confermato tutti i limiti caratteriali e di atteggiamento palesati in quasi tutte le precedenti trasferte, con Bucchi, non a caso l’allenatore che col Perugia è andato più vicino alla promozione in Serie A dal dopo-Gaucci, che ha schierato un Arezzo aggressivo, che andava a prendere molto alti i portatori di palla del Perugia, con un pressing asfissiante, con il Perugia, troppo lungo e slegato, che commetteva errori puerili in quantità industriale, senza mai riuscire a pungere.

Proprio su uno di questi errori, nell’occasione di Amoran, che in uscita serviva Tavernelli, arrivava il meritato vantaggio aretino, con l’attaccante di Città di Castello che, con un velenoso rasoterra,  castigava un Gemello, apparso non del tutto incolpevole sul tiro. Alla mossa di Cangelosi di sacrificare a uomo Giunti sul loro talentuoso Guccione, aveva risposto efficacemente Bucchi che, con Guccione limitato, faceva passare il gioco attraverso gli altri centrocampisti, con il risultato che anche dopo il vantaggio, il Perugia subiva le iniziative degli ispirati Mawuli, Dezi e Pattarello, autore ad inizio ripresa di un gol fotocopia di quello di Tavernelli, ma scagliato dal lato opposto.

Tra i tanti errori dei grifoni, quello di non uscire sugli esterni che si accentrano dribblando, nel tentativo di murare le loro conclusioni, arrivate da posizione comoda e indisturbata, come successo in occasione dei due gol aretini e anche in qualche altra circostanza. Cangelosi, avendo Seghetti e Di Maggio con poco minutaggio, ha potuto inserirli solo quando ormai la frittata era fatta, ma anche col loro ingresso, oltre a quello di Torrasi, le cose non sono assolutamente cambiate, con il portiere aretino Trombini mai seriamente impegnato per tutta la gara.

La meritata sconfitta fa scivolare il Perugia al dodicesimo posto, a due punti dal Gubbio, decimo e ad un punto dal Pontedera, undicesimo. Dopodomani sera, dopo Rimini-Giana Erminio sapremo se i romagnoli, cui basta un pari dopo il successo esterno dell’andata, vinceranno la Coppa Italia e se così fosse, col Rimini a quel punto direttamente qualificato per il Terzo turno, il Primo Nazionale, anche l’undicesima del nostro girone entrerebbe nella griglia playoff. Non tutto è compromesso, quindi, ma per arrivare decimi occorrerà assolutamente vincere tutte e tre le gare, le due casalinghe, quella col Sestri Levante di sabato e quella col Pontedera, uno scontro diretto, all’ultima giornata, oltre all’insidiosa trasferta di Campobasso.

Per l’undicesimo posto, invece, potrebbero anche bastare sette punti, le due vittorie interne e un pari a Campobasso, ma se il Pontedera prima di Perugia dovesse fare il pieno, sarebbe necessario a quel punto, battere i toscani nell’ultima giornata con due o tre gol di scarto, visto che all’andata hanno vinto due a zero e visto che il vantaggio di cinque gol nella differenza reti, favorevole al Perugia di ben quattro gol fino a ieri mattina, si è completamente azzerato.

Il Pontedera, prima di Perugia, andrà a Ferrara con la Spal e avrà in casa il Rimini, probabilmente scarico nel caso di vittoria romagnola della Coppa Italia. Forse più insidioso è il calendario del Gubbio che domenica si recherà a Pescara, ospiterà poi al “Barbetti” un Milan Futuro in ripresa, per poi chiudere a Ferrara contro la Spal, affamata di punti per migliorare la posizione playout.

Sarà proprio la squadra di mister Ciccio Baldini l’ago della bilancia. Quello che è certo è che occorrerà evitare un arrivo a pari punti con entrambe perché la classifica avulsa che, al momento, recita: Pontedera 9, Gubbio 4 e Perugia 1, anche nel caso di vittoria dei grifoni col Pontedera, condannerebbe al dodicesimo posto la squadra di Cangelosi per i peggiori scontri diretti, a pari 4 punti, col Gubbio, undicesimo e il Pontedera decimo, entrambe ai playoff!

Centrarli sarebbe un ottimo risultato, un piazzamento dignitoso dopo una stagione tribolatissima che, fino ad otto giornate fa, ha visto il Perugia addirittura in zona playout. Ma per andare avanti e passare i primi due turni bisognerà obbligatoriamente vincere due gare in trasferta contro squadre più attrezzate e con questo rendimento esterno assolutamente deficitario, se Cangelosi non riuscirà a far cambiare atteggiamento e testa alla squadra, ci vorrà solo un miracolo!

Danilo Tedeschini