Il Grifo non carbura, servono scelte diverse

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La dirigenza del Grifo avrebbe deciso di sollevare il tecnico palermitano. L'ex Gubbio il possibile sostituto
 

Il Perugia non carbura. Tre punti in quattro partite sono un bottino davvero magro. La sensazione è che la squadra di Cangelosi non ha ancora acquisito una vera e propria identità.

Una parte della critica sposta l’ago della bilancia a sfavore della squadra, troppo debole per riuscire a reggere botta contro avversari più quotati, vedi l’Ascoli, e difficilmente collocabile in uno scacchiere tattico stabile. Un gruppo che deve ancora farsi e che non potrà andare oltre un piazzamento dietro le big. Poi c’è la storia del ‘percorso biennale’ e quindi di vivere un’altra stagione di rodaggio. Dall’altra parte c’è una Perugia che è stanca di aspettare e che, al netto di valutazioni più o meno stringenti sulla qualità della rosa, auspica qualcosa di più e meglio dagli stessi giocatori e anche dall’allenatore.

Il Perugia che è uscito dal mercato estivo non dà la sensazione di essere uno schiacciasassi, ma dagli elementi presenti in rosa (era) ed è lecito aspettarsi di meglio. Crediamo che Angella e compagni valgano molto di più dello scialbo pareggio contro il Guidonia e di quello acciuffato in extremis a Sestri Levante contro il Bra. Uscire con un punto da Gubbio e non vincere contro l’Ascoli ci può anche stare, ma ad oggi il Perugia doveva almeno avere due o tre punti in più.

Senza considerare che la squadra ha segnato solo tre gol e ne ha subiti ben cinque.  I numeri sono figli anche di un’impostazione tattica che sin qui non ha convinto, così come non hanno convinto nemmeno le scelte sui singoli. Cangelosi merita fiducia e riconoscenza per la professionalità che mostra e per l’abnegazione alla causa, ma le sue tesi non stanno trovando riscontro sul campo. Il Perugia, oggi, è troppo condizionato da come gioca l’avversario: una squadra che si adatta e non si impone. Un atteggiamento diverso da quello che era lecito attendersi, anche in virtù delle dichiarazioni estive dello stesso Cangelosi: “Voglio una squadra che imponga il suo gioco”. Il tecnico, poi, con tutti questi cambi di formazione dà la sensazione di non aver ancora trovato una ossatura su cui puntare, per dare maggiori sicurezze in campo agli stessi interpreti. E’ una rosa poco affidabile, così tanto? Eppure dopo la fine del mercato Cangelosi non aveva tardato a sottolineare come la squadra fosse ‘completa in ogni reparto’.

Serve una scossa, un cambio di passo anche nelle scelte tattiche e di formazione. Nessuno ha la bacchetta magica, ma il Grifo deve prendere un verso. Nei prossimi giorni sarà interessante conoscere anche l’opinione del DS Mauro Meluso, assente dalla comunicazione ufficiale da quasi un mese, causa squalifica (termine il 18 settembre). Crediamo che in questa fase, delicata sul piano dei risultati, la posizione di un dirigente esperto possa aiutare a fare maggiore chiarezza. Nell’attesa fiducia a Cangelosi, purtroppo a tempo, perché a Ravenna potrebbero non essere ammessi altri passi falsi.