Il punto di forza del Venezia: Joe Tacopina

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Il punto di forza del Venezia: Joe Tacopina. Il presidente americano dei lagunari spicca per la sua potenza economica e soprattutto per le capacità gestionali

Il punto di forza del Venezia: Joe Tacopina. Il presidente americano dei lagunari spicca per la sua potenza economica e soprattutto per le capacità gestionali

 

Finalmente domenica sera, dopo il rinvio di una settimana, il Perugia andrà a giocare il suo atteso ma difficile preliminare al “Penzo” di Venezia contro la squadra locale, con l’assoluta necessità di vincere, anche al termine degli eventuali supplementari, per poter passare il turno e affrontare il Palermo nella semifinale dei playoff.

E in quest’ottica oggi andiamo a descrivere quello che, a nostro parere, è il vero punto di forza del Venezia. No, non parliamo dell’ermeticità della difesa, ben orchestrata dall’esperto capitan Domizzi, né della bravura del playmaker Stulac e di Garofalo sui calci piazzati, né della pericolosità sui colpi di testa dei vari Modolo, Marsura, Litteri e dello stesso Domizzi, né, tantomeno, della sagacia tattica di mister Pippo Inzaghi, che dopo la promozione in B ottenuta in Laguna lo scorso anno, prova adesso il colpo grosso, la promozione in A.

Quello che noi riteniamo essere il punto di forza del Venezia non scende in campo e non allena, ma dirige sapientemente il tutto da dietro una scrivania, spesso a migliaia di chilometri di distanza.

Parliamo del presidente del Venezia Joe Tacopina, avvocato newyorchese di origine italiana, arrivato ad interessarsi del calcio (o del soccer come lo chiamano negli States) di casa nostra nel 2008.

In quell’anno Tacopina tentò, senza riuscirvi, di acquisire il Bologna. Tre anni dopo, però, è sbarcato a Roma nella cordata di Thomas Di Benedetto che rilevò la Roma. E’ rimasto nella società giallorossa per tre stagioni come membro del Consiglio di Amministrazione, occupando anche il ruolo di vicepresidente con James Pallotta presidente.

Ma il sogno di Tacopina era quello di diventare il Presidente di una squadra italiana e nel Novembre del 2014 il sogno si realizza con l’acquisizione del Bologna, militante in Serie B, di cui diventa, appunto, Presidente. E con Tacopina il Bologna centra subito il ritorno in Serie A, vincendo i playoff nella tiratissima doppia finale con il Pescara.

I dissapori con il socio di minoranza Joey Saputo, però, convincono Tacopina a lasciare allo stesso Saputo il Bologna e a dirottare subito il suo interesse su una nobile decaduta, il Venezia che, dopo il fallimento, vegeta in Serie D.

Ma Tacopina, che oltre ad avere discrete possibilità economiche ha soprattutto le idee ben chiare, vince subito la D, per bissare la promozione la stagione seguente vincendo con oltre un mese di anticipo la C1, con Pippo Inzaghi in panchina.

Tre campionati vinti in tre anni di presidenza con due squadre diverse fanno di Tacopina un presidente più che vincente, un presidente che con il Venezia matricola del torneo ha centrato quest’anno i playoff con un bel quinto posto e che domenica cercherà, facciamo tutti i debiti scongiuri del caso, di passare il turno contro la squadra di quella città, Perugia, che Tacopina conosce molto bene per essere stato l’inviato a Perugia, come opinionista giudiziario, per la Tv americana ABC, durante il processo per la morte di Meredith Kercer.

Un presidente che non è solito fare proclami ma che bada al sodo e vince, non solo grazie alle possibilità economiche, il Venezia è settimo nella speciale classifica del monte ingaggi della B di quest’anno e come spesso accade, non sempre nel calcio a grandi investimenti corrispondono grandi risultati.

Vince per la sua indubbia capacità nella scelta dei collaboratori, degli allenatori e dei giocatori, nella gestione della comunicazione e, soprattutto, per l’efficace programmazione.

Starà ora a Nesta e ai suoi ragazzi provare ad interrompere la serie vincente di Tacopina e a negargli la possibilità di andare a giocare la semifinale playoff contro il “suo” Palermo, “suo” perchè la famiglia di Joe Tacopina è originaria di Montelepre, paese collinare a poca distanza da Palermo.

Danilo Tedeschini