I rossoblù arrivano al match col Grifo con un solo punto di margine dalla zona play-out e senza vittorie dallo scorso 25 ottobre. Traballa la panchina di Di Carlo
Il Gubbio arriva al “Renato Curi” con il fiato corto e con un solo punto di margine sulla zona play-out. Non è questa la squadra “serena” che molti avevano immaginato a inizio stagione: i rossoblù avevano cominciato con una certa spinta, con qualche prestazione convincente e la sensazione di poter lottare per una posizione tranquilla. Poi, però, qualcosa si è inceppato.
Il trend è cambiato: da squadra che poteva permettersi di guardare più avanti, il Gubbio è diventato una formazione che vive di rendimenti altalenanti e di un bisogno crescente di punti. Il dato che più colpisce è proprio questo: una squadra che fatica a trasformare le buone intenzioni in risultati e che spesso esce dal campo con un pareggio o, peggio, con una sconfitta. L’ultima vittoria dei rossoblù risale infatti allo scorso 25 ottobre (0 a 3 sul terreno del Carpi).
Il cammino in campionato racconta proprio questa storia. Il Gubbio non è in crisi profonda, ma è in difficoltà: un punto sopra la zona play-out significa che ogni gara diventa uno snodo importante, e la pressione comincia a farsi sentire. In questo contesto, la partita contro il Perugia non è solo una trasferta: è un bivio. Una gara in cui la squadra di Di Carlo può riscattare una fase stagnante oppure confermare la tendenza al calo.
Il problema principale è sempre lo stesso: l’attacco non trova continuità (solo 15 reti fatte). Il Gubbio segna poco e, quando non riesce a sbloccare la partita, si ritrova spesso a rincorrere o a difendere un punto. La fase difensiva resta comunque uno dei punti di forza: la squadra è organizzata, compatta, e concede poco agli avversari (17 gol subiti, quinta retroguardia del campionato). Ma quando la squadra non riesce a far male, il risultato diventa un’incognita.
E qui entra in gioco la figura di Domenico Di Carlo, che domenica si giocherà probabilmente la panchina. È un tecnico che sa lavorare sulla solidità e sulla disciplina, ma la sua squadra oggi paga la mancanza di una spinta offensiva chiara e di un leader in area di rigore. Il Gubbio è una squadra “di struttura”, costruita su un equilibrio tattico che però, senza gol, non basta. E soprattutto non basta quando la classifica comincia a stringere.
Il tecnico ex Chievo potrebbe schierare i suoi con un 4-3-1-2, con Saber trequartista alle spalle di Tommasini e La Mantia. Ma c’è da registrare anche la possibile assenza dell’ala d’attacco Spina, elemento di forza della formazione eugubina, che, secondo ‘radiomercato’, dopo essere stato accostato anche allo stesso Perugia, potrebbe accasarsi alla Casertana in questa finestra invernale di trasferimenti.
Il Gubbio, insomma, non arriva al Perugia con l’aria di chi è tranquillo. Arriva con la necessità di ritrovare una continuità che negli ultimi mesi è mancata, con la voglia di tornare a vincere e soprattutto con l’urgenza di allontanarsi dalla zona calda. Il match coi grifoni potrebbe essere l’occasione giusta per invertire la rotta, ma la sensazione è che, se il Gubbio non dovesse cambiare passo, entrerà presto nella zona calda della classifica.
Nicolò Brillo





























