Lo sfogo di Tedesco: “La società si deve far sentire”

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Il tecnico del Grifo dopo la sconfitta col Gubbio:
 

Giovanni Tedesco non ci sta e dopo la sconfitta di Ascoli, arrivata con un rigore dubbio, chiama in causa anche la sua società.

“Sono veramente non arrabbiato, di più, io non dormo per il Perugia. Con pregi e difetti preparo le partite, poi perderle per cose del genere mi dà fastidio. Sono arrabbiato anche con la mia società che deve difendere di più questa squadra e questa città, gli altri fanno le proteste che non vogliono vendere in campo, noi mandiamo le mail. L’Ascoli si è lamentato tutta la settimana, il presidente ha minacciato di estromettere le squadre e questi sono i risultati. Non importa se la società mi manda via, non mi riferisco a Gaucci e Novellino ma a Borras e Faroni, la società ci deve difendere di più”.

Il tecnico del Grifo rafforza il concetto: “Il Presidente dell’Ascoli si è presentato in Federazione minacciando di ritirare la squadra a tre-quattro giorni dalla partita. Noi invece mandiamo una email, cui ha risposto il responsabile degli arbitri ammettendo che il recupero doveva essere di 20′ e non di 10′ e c’era un rigore su Bacchin, compriamo anche noi cinque telecamere”.

Tedesco poi entra nel merito della partita.

“Ho sbagliato il primo tempo e me ne prendo le responsabilità, nel secondo il gruppo ha reagito e ha giocato e mi spiace soprattutto per loro. L’avevo studiata in un modo, non mi tiro indietro, li avevo visti quasi sempre soffrire contro squadre schierate a cinque come l’Arezzo, noi avevamo gente con meno gamba e facevamo fatica a tenere palla. Nella ripresa ho rivisto l’aspetto tattico e potevamo addirittura vincere, perdere così dà tanta amarezza. Se tornassi indietro? la squadra nonostante non fossimo belli ha preso gol sul primo calcio d’angolo al 33′, non abbiamo subito granché ma non avevamo gamba per ripartire. Poi l’ho sistemata e siamo tornati ad essere noi. Mi assumo la responsabilità, potevamo avere anche più coraggio dopo l’1-1”.