Momento di profondo disagio per il calcio dilettantistico italiano

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Momento di profondo disagio per il calcio dilettantistico italiano. Nasce il coordinamento per il cambiamento sull'impulso di cinque aspiranti presidenti, tra cui l’umbro Fiorucci

Momento di profondo disagio per il calcio dilettantistico italiano. Nasce il coordinamento per il cambiamento sull’impulso di cinque aspiranti presidenti, tra cui l’umbro Fiorucci

Quanto accaduto durante l’Assemblea Elettiva per la Presidenza ed i ruoli di vertice della LND di Sabato 6 Febbraio 2021, come ampiamente previsto e prevedibile, non ha potuto che confermare il momento di profondo disagio del calcio dilettantistico italiano, da tempo allarmisticamente denunciato dai componenti il Coordinamento per il cambiamento.

Una chiara impostazione procedurale basata sul ricorso ad un potere limitativo e non sulla forza di argomenti ed idee capaci di sintetizzare le esigenze di tutte le forze in campo impegnate a colorare le domeniche dei dilettanti e della LND non poteva che partorire una imbarazzante mancanza di coesione e condivisione di intenti, palesatasi con l’astensione (per ora) di un congruo numero di delegati e soprattutto poco o nulla da un punto di vista delle soluzioni prospettiche di cui si sente una vitale necessità per la tenuta di questo sistema.

L’ultimo “scaricabarile” rappresentato dall’individuazione dell’Eccellenza come categoria di interesse nazionale (rimandando ad altri la responsabilità di una improbabile ripartenza) – tanto da non saper cogliere l’unicità e l’insieme di un movimento calcistico nella sua interezza, globalità, integrazione e collegamento – ha molto poco di lungimiranza sia sportiva che di politica dello sport.

Tra le varie problematiche, si evidenzia che una tale prospettazione sarebbe clamorosamente capace di poter anche consentire a giovani di categoria U16 e/o U18 di partecipare ai campionati in sostituzione dei tesserati “adulti”, laddove i propri campionati giovanili sarebbero, invece, definitivamente chiusi. Il tutto potrebbe facilmente tradurre in farsa una eventuale ripresa delle attività.

Si esprime altresì la massima vicinanza e solidarietà al dirigente Carmine Gorrasi – quasi hostis publicus – che si è visto negare inopinatamente, con fare impositivo, la possibilità di esprimere pubblicamente concetti che solo il democratico dibattito assembleare avrebbe potuto suggellare. Inoltre, non si può non evidenziare una prostrata condiscendenza priva, forse, di una concreta convinzione alla candidatura alla Presidenza della FIGC di un profilo che solo il tempo ci dirà se sospinto (e sorretto) o semplicemente “spinto” da una base che invero richiede una governance capace di interpretare l’umore di tutte le componenti. La politica – anche quella sportiva – ci ha abituati a repentine capovolte con trasmigrazioni di voti verso i candidati ritenuti vincenti.

Se coloro contro i quali ambivamo a competere – sulla base di reali capacità e progetti per un rinnovamento da più parti auspicato – non hanno trovato di meglio che applaudire e promuovere un atto di così rilevante significato come la candidatura alla Presidenza federale di un esponente che poco ha saputo porre attenzione ed orecchio alle richieste provenienti dalla base, allora è evidente che più di qualcosa non torna.

Questa candidatura alla Presidenza FIGC dell’On. Sibilia alle elezioni del 22 Febbraio p.v., peraltro coincidente con la sua rielezione alla Presidenza della LND (avvenuta solo il 6 Febbraio u.s.), non fa altro che sottolineare ancora una volta come lo strumento elettorale sia sempre più utilizzato quale trampolino di lancio per ben altri obiettivi (dolorosamente piuttosto distanti dalle problematiche che invocano soluzioni) e che una totale riforma del regime delle incompatibilità e ineleggibilità nelle cariche sportive è necessaria ed urgente, e che, ove prevista da leggi dello stato italiano venga applicata senza se e senza ma. Ci si candida per governare o per tentare escalation verso mete più ambite?

Per tali ragioni non ravvisiamo che tale candidatura alla Presidenza della FIGC possa intendersi dettata da senso di responsabilità, né verso il mondo dilettantistico né verso l’universo federale, così come la stessa non può essere identificata come un momento di sintesi di un percorso virtuoso di cui altrettanto non v’è traccia – profonda o leggera – nei singoli Comitati Regionali LND.

Anche il Presidente FIGC Gravina è chiamato ad un netto cambio di passo in merito alle istanze ed alle segnalazioni provenienti dai territori. Sulle pagine del Corriere, qualche giorno fa, circa il procedimento elettorale, Gravina ha affermato che «… Ci sono troppi vincoli che penalizzano la competizione democratica …», riassumendo di fatto l’intero contenuto del nostro primo comunicato.

Alle parole seguano i fatti.

Il Coordinamento per il cambiamento continuerà a lavorare per l’ottenimento di quanto si ritiene legittimamente dovuto.

Coordinamento per il cambiamento

Avv. Angelo Mario Esposito (Basilicata) – Avv. Vincenzo Cirillo (Campania) – Dott. Luca Fiorucci (Umbria) – Avv. Giulio Destratis (Puglia) – Geom. Roberto Iannuzzi (Abruzzo)