Nell’attesa che il campo “parli”, sorride il “tesoriere” ed i tifosi “sognano”

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Il Perugia continua ad essere protagonista nel mercato invernale. Per il terzo anno consecutivo la sessione di gennaio ha visto la società presieduta da Massimiliano Santopadre particolarmente attiva, soprattutto sul fronte delle uscite. Molti giocatori di proprietà, soprattutto giovani, hanno lasciato Pian di Massiano è consentito al sodalizio biancorosso di monetizzare.

SORRIDE IL TESORIERE – Basti pensare a Zebli, ceduto al Genk per un cifra superiore ai tre milioni di euro (si arriverà probabilmente a quattro con i bonus), all’auspicabile riscatto milionario di Drolè e alle operazioni condotte in sinergia con l’Atalanta (Mancini e Fazzi). L’economia moderna e soprattutto le dinamiche del calcio ci hanno già insegnato che non saranno certo questi i giorni in cui il conto corrente del Perugia Calcio si arricchirà di “zeri”, ma è chiaro che certe “vendite” mettono il Grifo nelle condizioni di avere un futuro più roseo e non solo per quanto riguarda la “gestione ordinaria”. In sostanza, è lecito attendersi che Santopadre nel breve/medio periodo possa reinvestire i proventi (o una buona parte di essi) per rendere il Perugia sportivamente più competitivo e sempre meno legato al supporto dei tifosi (abbonamenti) e ai diritti televisivi. Un impegno che il massimo dirigente perugino deve prendersi con la città ed i tifosi, sopratutto se la stagione (cosa non auspicabile) dovesse chiudersi senza il raggiungimento di quell’obiettivo dichiarato in origine dallo stesso Presidente (la serie A in tre anni) e ribadito recentemente agli organi di informazione nazionali.

I TIFOSI SOGNANO – Dopo aver dimostrato grande maturità e fiducia, anche di fronte a stagioni presentate (o promesse?) come vincenti ed invece conclusesi con qualche amarezza e la “condanna” di alcuni protagonisti, il popolo del Grifo merita di poter sperare in futuro migliore e soprattutto in una prospettiva sportiva che non sia esclusivamente legata al “doversi accontentare di esserci”, perchè in giro “c’è chi sta peggio” o pensare sempre al nefasto passato legato ai due fallimenti. Se sarà serie A, i tifosi è giusto che sognino una squadra che non diventi la “cenerentola” del campionato (vedi Pescara, Crotone, Carpi …). Se invece sarà ancora tra i cadetti che il Perugia si dovrà misurare, è giusto che ai supporter venga dimostrata la volontà di investire (al di là dei nomi e dei curriculum, sempre con un occhio di riguardo al bilancio) su un progetto stabile e possibilmente vincente. Diversamente, la prossima estate, sarà una vera e propria impresa riuscire a giustificare con le parole quanto non sarà prodotto dai fatti.

LA PAROLA AL CAMPO – Detto del “tesoriere” e delle “speranze” dei tifosi, non va certo trascurato il verdetto del campo, che da qui alle prossime settimane dovrà dirci se il Perugia, nel saldo entrate ed uscite, si è effettivamente rinforzato. Il Ds Goretti ne è convinto, ma non ce ne vorrà se ci affidiamo al rettangolo verde per capire l’effettivo cambio di marcia del Perugia. Il mercato ha consegnato a Bucchi una squadra numericamente abbondante ma con diverse incognite. A partire dal rendimento di alcuni giovani, Ghaorè, Terrani e Forte e da quello di Mustacchio e Fazzi, attesi al definitivo salto di qualità nella categoria. C’è attesa anche per i rientri degli infortunati Di Carmine e Nicastro, ma forse, qualcosa in più si poteva fare, soprattutto davanti ed in mezzo al campo. Il Perugia, del resto, non sta marciando a ritmo da playoff o da zona promozione. I lettori di SportPerugia.it ben conoscono le statistiche delle ultime dieci giornate ed il rischio di ritrovarsi, con questo andazzo, fuori dalle zone che contano, è dietro l’angolo.