Pari d’oro: il Perugia rivede la luce

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Il gol di Nepi al 93’ evita una sconfitta pesante col Bra e, complice il passo falso delle rivali, consente al Grifo di uscire per la prima volta dalla zona playout. Col Gubbio una gara assolutamente da vincere

Il gol di Nepi al 93’ evita una sconfitta pesante col Bra e, complice il passo falso delle rivali, consente al Grifo di uscire per la prima volta dalla zona playout. Col Gubbio una gara assolutamente da vincere

 

Se alla vigilia della gara interna col Bra qualcuno avesse detto che il pari sarebbe stato un buon risultato sarebbe stato preso per matto. L’uno a uno arpionato dal nuovo arrivato Nepi in pieno recupero trasforma, invece, la delusione cocente per una prestazione insufficiente per buoni tratti della gara in soddisfazione perché il Perugia, anche grazie ai risultati negativi di quasi tutte le concorrenti, raggiunge e supera, al momento grazie allo scontro diretto vinto due a zero all’andata, il Livorno al quartultimo posto, uscendo, quindi, per la prima volta dalla zona playout.

L’imprevista sconfitta casalinga del Livorno con la Juve Next Gen, quella prevista del Pontedera ad Arezzo, il pari nello scontro diretto del “Delle Palme” tra Sambenedettese e Gubbio, il pari casalingo della Torres col Campobasso e, soprattutto, la zampata vincente sottomisura di Nepi, subentrato ad inizio ripresa all’infortunato Montevago, rendono il bicchiere mezzo pieno, anche se il liquido all’interno non è un prelibato Champagne francese di marca ma un ordinario spumantino da “hard discount”.

Perché se è vero che il pari evita in extremis una sconfitta che sarebbe stata devastante, col Perugia scavalcato dal Bra e relegato al terzultimo posto, ancora in piena zona playout, è anche vero che una  vittoria, sulla carta alla portata dei grifoni, avrebbe fatto volare in classifica, addirittura al tredicesimo posto la squadra di mister Tedesco, scavalcando anche Sambenedettese e Gubbio, con due lunghezze di vantaggio sul Livorno e sulla zona playout, con il Bra spedito a ben cinque lunghezze, con la Torres a sei, invece che a quattro e il Pontedera a sette, invece che a cinque.

Analizzando il percorso di Tedesco sulla panchina del Perugia, arrivato dopo nove gare, quella col Rimini è stata cancellata per le note vicende, con la squadra con soli tre punti in classifica, i sedici punti conquistati in undici gare, alla rispettabile media di 1,45 a partita, permetterebbero al Perugia, proseguendo su questo passo, di chiudere a quota quarantadue, conquistando certamente la salvezza, magari anche in anticipo visto che dovrebbero essere sufficienti trentotto-trentanove, al momento è addirittura a quota trentacinque ma, come sempre, nelle ultime dieci gare è destinata a salire.

Dividendo in due questo percorso, anche se undici è un numero dispari, per cui abbiamo diviso in due la gara di Alessandria, la sesta, nella quale il Perugia non ha conquistato punti, balza all’occhio la differenza tra la media delle prime cinque gare e mezzo, nelle quali il Grifo ha conquistato nove punti, media 1.63 che, se perseguita nelle restanti sedici gare, farebbe chiudere il campionato a quota quarantacinque, quasi a ridosso della zona playoff e quella delle seconde cinque gare e mezzo nelle quali il Perugia ha conquistato sette punti, media 1,27, che, se perseguita nelle prossime sedici gare, farebbe chiudere il campionato a quota trentanove, con una salvezza raggiunta probabilmente solo alla fine e non senza qualche patema d’animo di troppo.

Qualcuno obietterà che i sette punti il Perugia li ha conquistati nelle ultime tre gare ed è vero ma per giudicare il trend di una squadra tutti i siti specializzati .prendono in considerazione le ultime cinque-sei gare, tre sono troppo poche statisticamente perché sono soggette alle variabili del calendario (tipo aver incontrato il Bra in trasferta, prima di ieri in sei trasferte aveva totalizzato solo due pareggi o aver giocato col Guidonia in casa sua, dove non brilla, con i suoi solo dieci punti totalizzati mentre in trasferta la squadra di Ginestra si trasforma, ben diciotto i punti conquistati.

E’ solo un piccolo campanello d’allarme quello che il pari interno col Bra ha fatto suonare e che ci auguriamo venga subito spento da un bel successo nel derby col Gubbio di domenica prossima al “Curi”, un altro scontro diretto, anche se il Gubbio, che ci sopravanza di una lunghezza vanta una gara in meno. Non sarà una gara facile perché il Gubbio in trasferta ha un rendimento perfettamente uguale a quello casalingo, con dieci punti conquistati e due vittorie, contro l’unica casalinga,  proprio col Bra. Con soli otto gol subiti quella del Gubbio è la terza difesa meno battuta in trasferta.

Sulla gara di ieri diciamo che il primo tempo è stato da dimenticare, con manovre lente e prevedibili  e con Gemello che ha di nuovo sbagliato favorendo il gol del Bra. Ripresa migliore ma non scintillante, ultimi minuti a parte, nella quale il Perugia è andato vicino al gol in un paio di circostanze ma ha anche rischiato di prendere il gol del raddoppio per la mancanza di chiusure preventive nelle pericolose ripartenze dei piemontesi.

Dopo il pari il Perugia ha anche sfiorato il clamoroso ribaltamento del risultato, andando vicinissima al gol con Lisi, buona la sua prestazione da subentrato, gol negato solo da un grande intervento del portiere del Bra che deviava in angolo il tiro destinato all’incrocio. Esordio, anche il suo da subentrato, bagnato col gol per Alessio Nepi, confermatosi il rapace d’area che conoscevamo e sarà certamente utile alla causa nel prosieguo del campionato.

Adesso focus sul derby, non facile da vincere per tutto quello che abbiamo scritto, ma assolutamente da vincere per poter fare il salto di qualità in classifica, oggi meno brutta ma ancora tutt’altro che tranquilla, anche perché dopo ci saranno due gare da affrontare molto, molto difficili, quella in casa dell’Ascoli terzo e quella casalinga col Ravenna, secondo, anche se in leggero calo di risultati più che di forma, per cui sarà necessario fare bottino pieno con i rossoblù, tra l’altro scavalcandoli in classifica!

Danilo Tedeschini