Per il Grifo sensazioni di déjà-vu in Molise

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Anche negli '80 stesso risultato e stessa partita a Campobasso. Come reagirà la squadra all'ennesimo schiaffo e alle dichiarazioni di Tedesco?

Anche negli ’80 stesso risultato e stessa partita a Campobasso. Come reagirà la squadra all’ennesimo schiaffo e alle dichiarazioni di Tedesco?

 

Un autentico “deja vu”, la sconfitta per uno a zero a Campobasso. Personalmente, infatti, l’avevamo vissuta trentasei anni fa, quella volta direttamente dai gradoni della parte superiore della Curva Sud del “Nuovo Romagnoli”, come si chiamava allora, poco dopo l’inaugurazione, l’attuale “Axum Molinari Stadium” di località Selvapiana. Identico risultato, uno a zero, con gol dopo sei minuti di tale Mandressi, riserva, senza mai giocare neanche un minuto, in quel Milan che ci sgraffignò lo scudetto dieci anni prima, con il Grifo che, come ieri, ruminò calcio per tutta la gara senza riuscire a pareggiare, con mister Colautti che preferì lo spento e ormai logoro Manfrin al giovane Perugini.

Certamente diversa allora era la caratura tecnica del Grifo dei vari Ravanelli, Manfrin, Vinti, Rambaudi e Di Livio, tra gli altri. Quella di oggi è solo una lontana parente di quella grande formazione, anche se in fase calante dopo oltre un anno e mezzo bellissimo, quello della trionfale vittoria della C2 il primo e del torneo di C1 lottato fino a poco prima per le posizioni migliori, che di lì a poco, con il rovinoso zero a tre casalingo contro il Brindisi di un giovane Benarrivo, nell’assolato pomeriggio del giorno di Pasqua, abbandonò ogni speranza di bissare la promozione.

Ieri in panchina c’erano due figli d’arte di quel Perugia, per il Campobasso Di Livio, subentrato nella ripresa e, per il Perugia, Perugini, rimasto sempre in panchina, a differenza del padre, che allora subentrò, tardivamente, solo negli ultimi venti minuti. La gara di ieri è stata la fotocopia di quella del lontano 1989, con un Perugia andato sotto dopo una ventina di minuti sulla solita dormita della difesa e incapace, come spesso accade, di creare occasioni per pervenire almeno al pari, al di fuori della bella girata di testa di Montevago a metà ripresa, fuori di poco, con Gemello che, poco prima, con una grande parata, impediva il raddoppio a Brunet, libero di tagliare centralmente come il burro il centrocampo e la difesa biancorossa e di presentarsi da solo davanti all’estremo difensore.

Mister Tedesco ha mandato in campo una formazione deficitaria, lasciando stranamente a casa per scelta tutti e quattro i giocatori neri del Perugia, Kanoute, uno dei pochi a salvarsi in questo terribile girone d’andata, Ogunseye, che non è un fenomeno lo si sapeva bene, anche se alcuni, come spesso succede a Perugia, lo avevano presentato come un buon attaccante, ma che ogni volta che è andato in campo, per lo più da subentrato, si è sempre impegnato e Yabre che, avendo giocato pochissimo, non sembra avere grandi colpe. L’unico meritevole di questa decisione, a meno di accadimenti che da fuori non conosciamo, era Broh, assolutamente negative le sue prestazioni in biancorosso.

Il mister, in evidente confusione, ha invece insistito nel convocare, ad esempio, Torrasi e Matos, loro sì meritevoli di essere lasciati a casa, con Torrasi addirittura ancora una volta partito titolare e ancora una volta tra i peggiori nel primo tempo, al termine del quale è stato giustamente sostituito da Bartolomei, poi, purtroppo, costretto ad uscire per infortunio, mentre Matos è entrato al posto di Tozzuolo con Tedesco, che ha riabilitato il Valcareggi di Mexico ’70, con la sostituzione al 90°!

Onestamente poi, non ci sono piaciute affatto le dichiarazioni forti di Tedesco in sala stampa, sia nella vigilia, quando ha annunciato la sorprendente epurazione dei quattro, sia, soprattutto, nel dopo gara di Campobasso, quando ha dichiarato che con altri attaccanti il Perugia avrebbe vinto tre a zero, quando ha aggiunto che lui ha fatto comunque nove punti in otto gare, nella norma, citando anche che chi l’ha preceduto, Braglia, aveva perso tre a zero a Pineto, lamentandosi poi con il collega che aveva invitato il giorno prima, nella sua trasmissione, il tecnico di Grosseto.

Ricordiamo a Tedesco che un bravo allenatore i panni sporchi li lava in casa perché c’è un equilibrio dello spogliatoio da salvaguardare. Che gli attaccanti del Perugia non saranno dei goleador ma che Montevago, l’anno scorso ha fatto tredici gol, cinque dei quali in sole otto gare e uno spezzone di undici minuti, con Cangelosi in panchina e Bacchin, a Piancastagnaio dal girone di ritorno, ha segnato, comunque, quattro gol come esterno. Evidentemente basta saper valorizzare le loro caratteristiche.

Quanto agli otto punti in nove gare abbiamo dimostrato con i numeri, approfonditi nello scorso editoriale, come Tedesco abbia affrontato gli avversari dal coefficiente di difficoltà più basso, al contrario di Cangelosi che ha affrontato quelli col più alto, mentre Braglia, quelli dal coefficiente medio, per cui, a nostro personale parere la sua media punti che ieri ha sbandierato è largamente insufficiente e ci porterà, se perseverata nel girone di ritorno, quando riaffronteremo tra le altre, anche Ravenna, Ascoli, Guidonia e il da lui citato Pineto, dritti, dritti al playout, nonostante i tre punti che la Lega ha tolto alle nostre avversarie dirette, Bra e  Pontedera per l’esclusione del Rimini.

Tedesco si è lamentato anche dell’episodio del gol non concesso, perché sia l’assistente che l’Fvs hanno constatato che la palla era uscita. Legittimo farlo, perché ognuno può avere la propria interpretazione ma se parla di episodi deve ricordare anche come la metà dei suoi otto punti conquistati siano frutto di fortunati episodi a favore come gli autogol che ha rotto l’equilibrio col Livorno in una gara bruttissima fino a quel momento, l’autogol clamoroso del pari di Sassari e l’errore marchiano del portiere del Pontedera sul gol del pari, direttamente da angolo, di Manzari.

E intanto la classifica oggi peggiorerà perché, in caso di vittoria o pari della Samb a Pontedera, la sestultima, ovvero la salvezza diretta, Samb e Livorno a pari punti in caso di pareggio al “Mannucci”, il Livorno da solo, che oggi affronta il turno di riposo forzato, in caso di vittoria marchigiana, con la Samb che andrebbe a quota venti, aumenterà a sei lunghezze il vantaggio sui grifoni. In caso di vittoria dei toscani, invece, è vero che il distacco dalla Samb, sestultima, rimarrà di cinque lunghezze ma avremo il Pontedera, adesso a pari punti con noi, tre punti avanti, col Perugia penultimo, con due sole lunghezze di vantaggio sul fanalino di coda Torres.

Per sottolineare poi come questa rosa scarsa, al di là di quanto abbiano potuto influire i tre allenatori, basterà ricordare la classifica del campo che vedrebbe il Perugia terzultimo con una sola lunghezza di vantaggio sul Rimini e due sulla Torres ma con tre punti di svantaggio dal Pontedera, quattro dal Bra, cinque dalla Samb e sei dal Livorno, col Rimini con tre partite in meno, la Samb con due gare in meno e il Bra, il Livorno, il Pontedera e la Torres con una gara in meno.

Prima del mercato, dal quale ci sarebbe tantissimo da operare in positivo, ma alla luce di quanto poco fatto in precedenza da questa società, non ci attendiamo molto, magari ci smentissero, c’è l’ultima gara dell’andata, quella del “Curi col Forlì, la squadra meno pareggiona del campionato, solo tre i pareggi, a fronte di sette vittorie e altrettante sconfitte. Squadra dal miglior attacco dopo quelli delle tre elette con ventisette gol segnati, ma anche dalla difesa tutt’altro che impenetrabile, la peggiore tra le prime tredici della classifica con ventitré gol subiti, appena uno in meno del Perugia.

Segnale evidente che il bravo mister Miramari, dopo aver trionfato l’anno scorso in D, anche tra i professionisti fa giocare la sua squadra in maniera aperta, sempre alla ricerca dei tre punti che, con il calcio moderno, sono quelli che fanno classifica e il Forlì ne è la dimostrazione lampante. E’ inutile ribadire come sia basilare per i grifoni battere i romagnoli e chiudere almeno a quota quindici, sperando poi nel mercato…

Con il suo atteggiamento propositivo e la sua difesa allegra il Forlì potrebbe sembrare l’avversario adatto per tornare alla vittoria ma allo stesso modo la sua facilità realizzativa potrebbe anche affossare ancor di più i grifoni. Il problema è anche come reagirà il fragile spogliatoio biancorosso a questa ennesima sconfitta e alle “forti” dichiarazioni del tecnico. Per saperlo basterà attendere solo sette giorni, augurandoci di poter trascorrere almeno un Natale e un Capodanno meno angosciati.

Danilo Tedeschini