Perugia-Bra: l’avversario sotto la lente

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Per i piemontesi classifica complicata, numeri in difficoltà ma spirito battagliero e qualche individualità da non sottovalutare

Per i piemontesi classifica complicata, numeri in difficoltà ma spirito battagliero e qualche individualità da non sottovalutare

 

Il Bra sarà l’avversario del Perugia nella gara del “Curi” di domenica 11 gennaio (fischio d’inizio alle ore 17.30). La formazione piemontese arriva all’appuntamento vivendo una stagione complessa, com’era in parte prevedibile per una squadra neo-promossa e con poche esperienze nel calcio professionistico nel proprio curriculum. Il club piemontese, tornato in terza serie nazionale dopo decenni, sta affrontando un campionato di adattamento, nel quale il salto di categoria si sta facendo sentire soprattutto sul piano della continuità e della solidità difensiva.

Dopo 19 giornate di campionato nel Girone B, il Bra occupa la 17ª posizione in classifica con 16 punti, frutto di 3 vittorie, 7 pareggi e 9 sconfitte. La media è inferiore a un punto a partita e colloca la squadra stabilmente nella zona bassa della graduatoria, a ridosso delle posizioni più pericolose. Il rendimento recente è altalenante: il Bra riesce talvolta a strappare risultati utili grazie all’organizzazione e allo spirito di sacrificio, ma fatica a dare continuità alle prestazioni.

Il Bra è reduce dal 2-2 casalingo nello scontro con la Sambenedettese strappato in extremis grazie alla rete al 97′ di Baldini.

I numeri offensivi e difensivi fotografano bene le difficoltà incontrate finora. Il Bra ha realizzato 20 gol in 19 partite, con una media di poco superiore a una rete a gara, mentre le reti subite sono 29, oltre una e mezza a partita. La differenza reti è quindi negativa e testimonia una squadra che spesso è costretta a rincorrere, pagando errori individuali o cali di concentrazione soprattutto nella fase difensiva. L’attacco produce, ma non con grande regolarità, e la percentuale di conversione delle occasioni resta piuttosto bassa.

Dal punto di vista tattico, il Bra propone un calcio prudente, orientato più alla compattezza che al possesso palla. La squadra tende ad abbassare il baricentro, a difendersi con ordine e a cercare soluzioni rapide in transizione, privilegiando il gioco diretto e le ripartenze. La manovra è spesso semplice e verticale, con un utilizzo frequente delle palle inattive come possibile fonte di pericolo. In trasferta, in particolare, il Bra rinuncia spesso al controllo del gioco e si affida a un atteggiamento attendista, che però lo espone alla pressione degli avversari più strutturati.

Tra i punti di forza c’è senza dubbio lo spirito di gruppo: il Bra è una squadra che non si arrende facilmente e che, anche nei momenti di difficoltà, cerca di restare compatta e dentro la partita. Non a caso, una parte significativa dei gol segnati arriva nei secondi tempi, quando la squadra prova ad alzare il ritmo e a giocare con maggiore coraggio. L’impegno e l’intensità non mancano, così come la disponibilità al sacrificio collettivo.

I limiti, tuttavia, sono evidenti. La fase difensiva è spesso vulnerabile, soprattutto contro avversari capaci di muovere rapidamente il pallone e di attaccare gli spazi. Le corsie laterali sono una zona nella quale il Bra soffre con frequenza, e lontano dal proprio stadio il rendimento cala sensibilmente. Anche in fase offensiva manca un riferimento realmente continuo: la squadra crea, ma fatica a concretizzare, e raramente riesce a sbloccare le partite nei primi minuti.

Per quanto riguarda i singoli, occhio alla punta kosovara Ismet Sinani, autore di quattro reti, e all’esterno d’attacco/seconda punta Enrico Baldini, ex Cittadella (anche per lui quattro reti siglate sin qui). I due compongono una buona coppia d’attacco. Il tecnico Fabio Nisticò, classe ’75, privilegia infatti il 3-5-2 come modulo di riferimento.

Nel complesso, il Bra si presenta alla sfida con il Perugia come una squadra in difficoltà di classifica ma non priva di orgoglio. Il percorso di crescita è ancora in corso e il livello della Serie C richiede un equilibrio che il club piemontese non ha ancora pienamente trovato. Per il Perugia sarà fondamentale imporre ritmo e qualità, evitando di sottovalutare un avversario che, pur con limiti evidenti, resta compatto e pronto a sfruttare ogni occasione concessa.

Nicolò Brillo