Perugia: il nuovo che sa di vecchio

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I rossoblù arrivano al match col Grifo con un solo punto di margine dalla zona play-out e senza vittorie dallo scorso 25 ottobre. Traballa la panchina di Di Carlo 

Tra lacune di mercato, doppio 0-0 al “Curi” e silenzi sugli abbonati, i Grifoni mostrano gli stessi limiti del passato e i tifosi iniziano a preoccuparsi

 

Lo scrittore britannico Ken Follet afferma: “talvolta, quando si è nei guai, per uscine bisogna fare qualcosa di folle, qualcosa di così inaspettato che il nemico resta paralizzato dalla sorpresa”.  Quello che avrebbe voluto, ma non ha potuto fare il Perugia, sia contro il Pontedera cinque giorni fa in Coppa Italia che ieri sera contro il Guidonia Montecelio, squadra al debutto assoluto nei campionati professionistici.

Avrebbe voluto ma non ha potuto fare, perché il Perugia di quest’anno, al momento, manca di giocatori di inventiva, sia a centrocampo che in attacco e le gravi lacune della rosa, a campionato ormai iniziato e a soli nove giorni dalla chiusura del mercato, sono la ragione principale dei due scialbi pareggi casalinghi che, tra l’altro, solo le “paratone” di Gemello, col Pontedera, unite alle inguardabili esecuzioni dei rigori, di Scaccabarozzi domenica e di Bernadotto ieri sera, entrambi parati da Gemello, hanno evitato che i pareggi si trasformassero in clamorose sconfitte.

Nessuna meraviglia, quindi, per il deludente doppio zero a zero casalingo dei Grifoni, soprattutto quello col Guidonia in campionato visto che col Pontedera i rigori hanno poi permesso il passaggio del turno e i dati e i numeri sono lì a confermarlo. Il Perugia, rispetto alla scorsa poco brillante stagione nella quale è arrivato dodicesimo, sesto nelle undici partire della gestione Cangelosi, ha perso cinque elementi cardine, Mezzoni, Di Maggio, Cisco, Seghetti e Amoran, oltre a Lisi e Bartolomei messi fuori rosa, senza contare che non ci sono più anche le seconde linee Ricci, Polizzi, Marconi, Palsson, Plaia e Souare.

Al posto di questi tredici elementi sono arrivati soltanto il trentaduenne esterno di fascia destra Calapai, svincolato, subito infortunatosi e il centrocampista prossimo trentenne Tumbarello, anch’esso svincolato. E’ tornato dal prestito alla Pianese, l’esterno alto Bacchin mentre sono arrivati due giovanissimi dalle “Primavera” di Juventus e Verona, il diciottenne attaccante Giardino, e il ventenne difensore centrale Nwanege, che ieri sera, per necessità, ha debuttato fuori ruolo, come terzino destro, risultando  uno dei peggiori in campo.

E’ evidente a tutti come la rosa di quest’anno sia quantitativamente e qualitativamente inferiore a quella, già lacunosa (il regista non c’era già nella scorsa stagione) che l’anno scorso ha tutt’altro che esaltato per due terzi di campionato, disputando un discreto finale di campionato solo con Cangelosi. Fin qui i dati e adesso passiamo ai raffronti numerici. Lo scorso anno al debutto in Coppa Italia il Perugia passò 4-1 a  Latina mentre alla prima di campionato, pur “steccando”, dopo venti minuti era sotto tre a zero, riuscì a rimediare un miracoloso 3-3 esterno con la Pianese!

Sette gol segnati contro gli zero delle due gare casalinghe di quest’anno, col Pontedera al debutto in Coppa Italia e col Guidonia in campionato! C’è poco da riflettere ma bisogna correre immediatamente ai ripari in questi ultimi scampoli di mercato, prerogativa che pensavamo appartenesse solo agli anni di presidenza Santopadre ma che, invece, questa nuova società sembra proseguire pari pari nel solco precedente, facendo giustamente preoccupare i tifosi, che anche ieri sera sono accorsi in quattromila ad annoiarsi al “Curi”.

A questo proposito la società si sta distinguendo nel non voler ostinatamente comunicare il numero degli abbonati. Lo ha fatto per tutta l’estate, mentre negli anni c’era sempre stato un numeratore aggiornato giornalmente sul sito della società. Lo ha continuato a fare anche ieri sera per la prima di campionato, cosa mai successa, comunicando solo i paganti totali, 4096, dei quali 44 da Guidonia, guardandosi bene dallo specificare, fino a questo momento, il numero degli abbonati. Un’altra anomalia preoccupante!

Sulla gara di ieri sono sufficienti poche parole di commento. Al di là del decisivo rigore parato da Gemello, di qualche buona incursione di Giunti e di qualche strappo di Kanoute, poca roba, con il portiere avversario impegnato una sola volta, con un tiro, peraltro, centrale, da Montevago, nella prima frazione. Troppo poco per meritarsi i tre punti e meno male che Bernadotto ci ha graziato dal dischetto, concedendocene almeno uno.

Manca come il pane chi detti i tempi e abbia inventiva in mezzo al campo, manca un esterno che salti l’uomo in dribbling creando superiorità numerica, manca un centrocampista che veda la porta,  da sette otto gol, uno come Galo Capomaggio, ad esempio, il migliore centrocampista della C della scorsa stagione col Cerignola, dove ha sfiorato la promozione in B, realizzando sette gol, tra l’altro argentino come Faroni, andato, purtroppo, alla Salernitana.

Chiudiamo con le parole di Tancredi nel Gattopardo che ci risuonano da tempo in testa “Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi”. A Perugia un anno fa è terminata, finalmente, la gestione Santopadre ed è arrivato il nuovo presidente Faroni, tutto è cambiato ma in pratica sembra come se non fosse cambiato niente.

Danilo Tedeschini