Chi si aspettava un pronto riscatto del Perugia dopo la battuta d’arresto di Piancastagnaio, confidando che il Grifo nelle ultime dieci gare avesse vinto solo con squadre in crisi, il Guidonia, solo quattro punti nel girone di ritorno e la Sambenedettese e il Forlì, sei, dovendo affrontare una squadra come il Carpi, solo tre punti nel girone di ritorno e che non segnava da quasi cinquecento minuti, è rimasto molto deluso dal pareggio per uno a uno, che sta addirittura stretto agli emiliani.
Sì, perché se c’era una squadra che meritava di vincere questa era la squadra di mister Cassani, visto che ancora una volta i grifoni sono stati salvati da tre strepitosi interventi di Gemello e da un palo pieno oltre che dalla decisione del direttore di gara che, nel primo tempo, ha annullato per fuorigioco il gol dell’uno a uno, con le immagini che, obiettivamente, ci hanno lasciato più di un dubbio sull’esistenza del fuorigioco.
E il Perugia? Dopo un discreto inizio, culminato col gol dii testa di Riccardi dopo diciotto minuti, ha perso smalto nel primo tempo, spegnendosi definitivamente nella ripresa, rinculando all’indietro lasciando spazio alle ficcanti manovre sulle fasce degli emiliani, che non si sono accontentati dell’uno a uno, raggiunto con una punizione da trenta metri di Casarini sulla quale la barriera si è aperta, ma ha cercato in tutti i modi la vittoria, sfiorandola in più occasioni, con il Grifo pericoloso solo con un tiro di Nepi, inspiegabilmente lasciato in panchina all’inizio, insieme a Ladinetti.
Il nostro editoriale a commento della sconfitta di Piancastagnaio era stato più che eloquente del nostro giudizio su mister Tedesco e non da venerdì. A nostro parere il tecnico andava sollevato a Novembre dopo le tre sconfitte consecutive perchè era evidente che con l’andare avanti delle partite il Perugia avrebbe viaggiato a marce bassissime, un punto a partita nelle ultime dodici gare, media che se perseguita nelle ultime dieci ci farebbe chiudere a quota trentuno, da penultimi o da terzultimi, costretti quindi a giocare il playout addirittura con lo svantaggio.
Anche facendo riferimento alla sua media punti generale, comprendendo il buono e anche fortunato inizio delle prime cinque gare, la media dei suoi ventuno punti conquistati in diciassette gare, 1,23 a partita, se perseguita nelle rimanenti dieci gare ci farebbe chiudere tra i trentasei e i trentasette punti, quota che probabilmente non ci garantirebbe la salvezza diretta, a nostro parere serviranno almeno trentotto punti, con trentasette sarebbero decisivi gli scontri diretti e, al momento, siamo solo alla pari, con Bra, che per adesso ci sopravanza comunque di un punto, Samb e Torres.
Quella di ieri era una partita assolutamente da vincere ed è stata assolutamente sbagliata dal tecnico, centrocampo a due con riproposizione del lento e confusionario Bartolomei a fianco di Megelaitis, più adatto come quinto o quarto in un centrocampo a cinque e, come accennato, iniziale panchina per Ladinetti e Nepi, i due più in forma. Ma tutta la squadra è apparsa giù di tono, mentale ed atletico (è finito l’effetto della preparazione di Cangelosi, evidentemente). Era una gara in cui come si dice “si doveva mangiare l’erba” ed invece, dopo i primi diciotto minuti, calma piatta.
Nella giornata nella quale, con un successo, ampiamente alla portata, il Perugia sarebbe balzato a quota ventisei, uscendo per la prima volta con i punti di vantaggio dalla palude della zona playout, coinvolgendo a quel punto anche il Carpi, che sarebbe rimasto fermo a quota ventotto, solo due lunghezze sopra e che, invece, grazie al gol ritrovato proprio a Perugia dopo oltre cinquecento minuti di digiuno, rimane con ben cinque lunghezze di vantaggio, i grifoni agganciano una Sambenedettese in rottura prolungata ma vengono a loro volta agganciati, a quota ventiquattro, da una Torres in grande spolvero, quattro punti, ma sarebbero stati sei, nella doppia trasferta picena in tre giorni e potevano essere sei senza il pari di Rizzo Pinna nel quinto minuto di recupero, con il Bra, ovvero la salvezza diretta, ad un punto.
Si potrebbe anche affermare che il pari abbia limitato i danni ma non è così perché domenica prossima il Perugia, che osserverà il suo turno di riposo a causa dell’esclusione del Rimini, non prenderà punti, mentre potrebbero farlo le avversarie dirette, il Bra sarà impegnato a Carpi e la Torres in casa con la Vis Pesaro, con la sola Samb che avrà una trasferta proibitiva a Ravenna che, dal canto, suo dopo la sconfitta di Terni ha clamorosamente esonerato Marchionni nonostante il secondo posto in classifica, con il direttore sportivo Andrea Mandorlini, ex grifone da giocatore, mai rimpianto, che dopo avere in rosa il fratello Davide, ha affidato la panchina giallorossa al padre Andrea.
Lunedì prossimo faremo il punto della situazione dopo il prossimo turno, augurandoci che la giornata di riposo forzato non procuri ulteriori danni ad una classifica già precaria. Mancano solo dieci partite e alla ripresa arriverà al “Curi” il Pineto, brutta gatta da pelare anche se la partenza di Bruzzaniti ha creato qualche piccola crepa nella squadra di mister Tisci. Vedremo cosa farà stasera con la Ternana in casa e domenica prossima a Livorno, dopo le due sconfitte, intervallate dalla giornata di riposo, subite, comunque, contro due squadre in forma, l’Ascoli e la Juve Next Gen..
Danilo Tedeschini































