Tedesco: “Non sono contento. A rischio? Fa parte del gioco”

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Giovanni Tedesco è consapevole che il suo Grifo ha disatteso le attese. Dopo il ko contro la Pianese era lecito attendersi un risultato pieno contro il Carpi, per altro reduce da dieci partite senza vittorie.

“Non posso essere contento della partita. La differenza l’ha fatta l’aspetto fisico, loro stavano meglio. Hanno assorbito meglio le tre partite. Non mi è piaciuto il palleggio, la paura subentrata in qualche momento, poca personalità. Su molti aspetti la partita non mi è piaciuta”.

Tedesco affronta la questione tattica

“Il 4-2-3-1 l’ho fatto a San Benedetto perché volevo dare coraggio e fiducia alla squadra. Ed è andata bene. Il mercato mi ha portato tanti giocatori offensivi e dunque ho lavorato su questo modulo. Sul mercato è stato fatto un lavoro insieme a Riccardo. Ad un certo momento ho chiesto un terzino ma non è stato possibile prenderlo. Bisogna dare tutti qualcosa in più. Oggi c’erano solo due nuovi in campo, Stramaccioni e Canotto. Nella ripresa mi sono rimesso 4-3-1-2 c’era solo Canotto. Non ho stravolto la squadra. Chi è arrivato non è in ottima condizione fisica. Questo bisogna dirlo. Devo trovare le soluzioni e il modulo giusto per riprendere quella strada che avevamo intrapreso. Perché la squadra si è abbassata? Ho chiesto ai ragazzi di non giocare la palla dietro perché loro ti vengono a prendere. Dopo 20 minuti buoni, abbiamo giocato troppo la palla dietro. Credo sia subentrata un po’ di paura, e non capisco il perché. Abbiamo fatto prendere coraggio al Carpi. Credo che l’aspetto mentale, oltre quello fisico, in alcuni momenti ha fatto la differenza in negativo”.

Tedesco è conscio che anche la sua posizione non è così solida.

“Fa parte del gioco. Io dico solo che non dormo per il Perugia, ho la coscienza apposto. Fin quando sarò l’allenatore del Perugia darò sempre il massimo. Io cerco soluzioni ventiquattro ore al giorno per il bene di questa squadra. Se la società pensa che sono io il problema lo accetterò. Io sicuramente non mollo e non lascio”.