Braglia: “Voglio risposte dalla squadra”

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Il tecnico toscano è il successore dell'esonerato Cangelosi 
foto: acperugiacalcio.com
 

Piero Braglia ha una voglia matta di risollevare il Perugia. Potesse giocare, entrerebbe volontieri in campo per dare una mano e spronare da vicino i giocatori in campo. Ci sta provando da allenatore di esperienza e da grande motivatore qual è. Il compito non è facilissimo, come spiega alla vigilia della sfida contro la Pianese.

C’è tanto da fare e lo stiamo cercando di fare il più velocemente possibile. Senza tante chiacchiere, dobbiamo iniziare a dare risposte velocemente. È importante iniziare a tirarsi fuori da guai, in qualsiasi maniera, al di là dei moduli. Questione mentale? Questo è il gioco più bello del mondo, lasciamo perdere queste cose. Non voglio sindacare le parole di Cangelosi, che stimo, ma non ci credo. Credo nella fame, nella voglia di essere protagonisti. Dobbiamo iniziare a farlo in campo e non solo fuori, al di là della maglietta bellina e di tante cose. Contro la Samb ho visto che siamo carenti in cattiveria e fame, due aspetti imprescindibili in questa categoria. Qui devi correre e battagliare, non pensare di essere più bravo. Devi dimostrare di essere più bravo. Noi siamo terzultimi, le chiacchiere stanno a zero. Dobbiamo iniziare a risalire, diventando squadra, difendendosi, aiutandosi”.

In questa situazione diventa difficile anche pensare ad obiettivi diversi dalla singola partita.

“Ho cercato di scuotere un po’ questi ragazzi e mi aspetto che già contro la Pianese dimostrino qualcosa sotto il punto di vista dell’attaccamento al risultato e della voglia di portarsi dietro il pubblico. Questo me lo aspetto. Sono convinto che pian piano noi dentro i playoff ci entriamo”.

Sulla Pianese, il tecnico toscano avverte.

“E’ una squadra che già lo scorso anno ha fatto cose importanti. Giocano 3-5-2, si abbassano e ripartono. Sono tosti, se non ci adeguiamo alla loro corsa e alla loro fame sarà dura. Dobbiamo avere più fame di loro, i nomi non contano niente”.

Poi spazio alle valutazioni sui singoli.

“A Matos gli rimprovero che in allenamento fa determinate cose e poi in gara no. Joselito quando è entrato non mi ha dato niente ma so che è un ragazzo tecnicamente molto valido. Non ho problemi con nessuno, ma devono dimostrare a me e alla piazza di meritare di giocare nel Perugia. Io stesso lo devo dimostrare. Non basta più mettersi la maglietta gloriosa del Perugia. In Serie C bisogna andare a duemila. In questo momento non ci meritiamo che i tifosi rimpano lo stadio. Tozzuolo? Non so in che condizioni è, ma gioca. Giocatore molto forte sull’uomo, l’ho visto migliorato. Deve fare quello che sa fare, non deve pensare al fatto di essere del luogo. Se lui gioca come sa ci darà una mano”.

In settimana Braglia ha anche valutato le condizioni di Lisi e Bartolomei.

“Sono due ragazzi tesserati e pagati dal Perugia. Però adesso so che, con Tozzuolo, può entrare in lista solo uno. Mi dispiace per chi rimarrà fuori. Ci sta lavorando il direttore. Non è da persone intelligenti, pagare dei giocatori e tenerli fuori. Poi decide la società, ovviamente”.

In chiusura il tecnico biancorosso torna sull’espulsione che gli è costata ben due giornate di squalifica

“Mi scuso, dovevo starci più attento. Dovevo essere più furbo e capire che non era giornata. Davanti alla procura, a fine primo tempo, mi ha detto che non gli porto rispetto. Ho fatto una figuraccia, dovevo essere più sveglio io, ma non va nemmeno bene che se si alza una mano e ti mandano via”.