Da Battistini a Cosmi, che ‘valzer’ sulla panchina del Grifo. Con quello del tecnico ponteggiano sono ben ‘undici’ gli esoneri disposti nell’era Santopadre
Undici avvicendamenti in panchina in poco meno di otto anni. E’ questo l’andamento tecnico della gestione sportiva del Perugia Calcio, firmata Massimiliano Santopadre.
DA BATTISTINI A COSMI
Il primo della lista è stato Pierfrancesco Battistini, esonerato il 12 novembre 2012 per far spazio ad Andrea Camplone, sollevato dopo la disfatta play-off con il Pisa, per poi essere richiamato in luogo di un altro ex Cristiano Lucarelli, proprio prima dell’inizio della stagione 2013-2014, culminata con la promozione in B. Camplone non confermato al termine della prima stagione di B (2014-2015) e al suo posto Pierpaolo Bisoli, che durerà giusto il tempo di una scialba stagione senza appendice preliminare play-off. Nuovo corso nella stagione 2016-2017 con Federico Giunti, inizio entusiasmante e poi il crollo che gli costa la panchina. Chance per Breda che compie un autentico miracolo, portando la squadra ai preliminari per la A, ma la società non gli concede di disputarli: dentro Alessandro Nesta, che viene sconfitto a Venezia e riparte in estate. Stagione tra alti e bassi quella 2018-2019, culminata con l’ennesima comparsa ai preliminari play-off. Tocca Oddo e il resto è storia recente.
LA COSTANTE DIRIGENZIALE
Se undici allenatori in otto stagioni non rappresentano certo un record nel calcio italiano, c’è chi ha fatto molto peggio, desta qualche perplessità il fatto la messa in discussione della panchina non è mai concisa con quella della dirigenza tecnica. Il Perugia Calcio è una delle poche società in Italia dove, per stessa ammissione dei diretti interessati, il Presidente sceglie l’allenatore, il responsabile dell’area tecnica i giocatori e il tecnico di turno li allena. Sin qui niente di così trascendentale, ma l’esperienza di questi anni ci racconta di come, quasi sistematicamente, il tecnico di turno sia andato in rotta di collisione con il responsabile dell’area tecnica, Roberto Goretti, per poi, o essere esonerato, o scegliere autonomamente di non proseguire l’avventura. Un ‘modus operandi’ che ha sempre destato più di una perplessità e che probabilmente è alla base di un’alternanza tecnica che poco ha giovato.
In sostanza gli allenatori di turno, che di errori sicuramente ne hanno commessi, sono stati per lo più vittime di un ‘sistema sportivo’ fatto di costanti promesse mediatiche e di mancati investimenti sul mercato, con un’infinità di giocatori che si sono alternati senza grande successo.
A pagare sono stati sempre i tecnici, colpevoli probabilmente di non essere riusciti a ‘fare le nozze con i funghi‘.
































