Dalle stelle alle stalle: cronaca di un pazzo girone d’andata

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Dalle stelle alle stalle: cronaca di un pazzo girone d'andata. Dal mercato in crescendo alla partenza a razzo, dalla crisi all'esonero di Giunti e l'arrivo di Breda: il film di metà stagione

Dalle stelle alle stalle: cronaca di un pazzo girone d’andata. Dal mercato in crescendo alla partenza a razzo, dalla crisi all’esonero di Giunti e l’arrivo di Breda: il film di metà stagione

 

Il 2017 che se ne è andato, da un punto di vista strettamente sportivo, è stato ricco di gioie momentanee e tutto sommato effimere e non certo avaro di delusioni per i tifosi del Grifo. A partire dal triste epilogo del play-off della scorsa stagione fino ad arrivare all’illusoria partenza a razzo dell’attuale campionato.

Tappa dopo tappa proviamo a ricostruire il film di questo campionato, a partire dall’addio di Bucchi e l’arrivo dell’ex Grifone Federico Giunti come guida tecnica.

NUOVA STAGIONE…NUOVO ALLENATORE

Per il quarto anno consecutivo, dopo l’amarezza dell’eliminazione nel play-off contro il Benevento, il Perugia si appresta ad avere un nuovo allenatore. Cristian Bucchi, senza scendere nei meriti della sua decisione, è stato ingaggiato dal Sassuolo come erede di Di Francesco, destinato alla Roma.

Santopadre, dopo un testa a testa con Vivarini (che andrà all’Empoli), sceglie l’ex Grifone Federico Giunti, proveniente come il suo predecessore dalla Maceratese. Esordiente in una panchina di B, viene accolto da una parte della piazza con un certo scetticismo anche per l’epilogo della sua carriera da calciatore con il Perugia nella retrocessione dalla A nel 1997.

Tuttavia, memori della comunque non negativa stagione con Bucchi, altro tecnico giovane e con poca esperienza, il popolo del Grifo rinnova la fiducia verso l’operato dirigenti biancorossi.

IL MERCATO IN CRESCENDO

Con una rosa ancora una volta per gran parte da rifare, Goretti e Pizzimenti provano ad arrivare ai pezzi grossi della categoria. Dopo un giugno passato tra le voci di un possibile approdo di Coronado, che sfumerà, e le possibilità della conferma del miglior giocatore della passata stagione, il portiere Brignoli, un po’ di scetticismo inizia a serpeggiare.

Scetticismo che viene però placato a luglio, quando dopo la presentazione ufficiale del tecnico Giunti vengono ingaggiati Zanon, Bandinelli, Bianco, Emmanuello e Cerri. La rosa si completa ad agosto con l’arrivo del trio ‘cagliaritano’ composto da Pajac, Colombatto e dal promettente nord-coreano Han.

Unici ‘nei’, il mancato ritorno di Brignoli o di un portiere simile, a favore del ritorno alla titolarità di Rosati, ai margini nella seconda metà della passata stagione, e la mancata sostituzione di Di Chiara con un terzino sinistro di ruolo (compito che sarà affidato all’esterno offensivo Pajac).

COPPA ITALIA ED ESORDIO IN CAMPIONATO

Dopo il ritiro di Pergine Valsugana, il Perugia fa il suo esordio in Coppa Italia in casa contro il Gubbio. 2-1 per i Grifoni con reti di Brighi e Buonaiuto che si avvia verso la conferma.

La squadra prende fiducia e, nella trasferta del turno successivo di Tim Cup, a Benevento, si vendica del play-off. I sanniti, che dovranno affrontare la Serie A dopo la vittoria nella finale degli spareggi di B con il Carpi, vengono fatti a pezzetti da un super Perugia preso per mano da uno straordinario Cerri che sigla la tripletta personale e dal gol di Emmanuello. Si iniziano ad intravedere tutti i crismi per un campionato importante ed ambizioso.

Tutto ciò viene confermato dall’esordio in campionato il 26 agosto. I ‘Giunti boys’ travolgono in trasferta l’Entella per 5-1. Il nord-coreano Han, classe ’98, si prende la scena ed i riflettori della ribalta con un tris da urlo.

LA PARTENZA A RAZZO

Nella seconda giornata il Perugia fa il suo esordio al Curi con una fantastica serata in cui schiaccia il Pescara del ‘maestro’ Zeman grazie ad un 4-2 dai contorni spettacolari. Neache a dirlo, Han ancora a segno, con tutta la platea della B che si chiede se si è davanti alla nascita di una nuova stella.

Nel posticipo della terza giornata il Grifo affronta fuori casa il sempre temibile Cittadella: primo tempo concluso avanti con rete di Cerri, nella ripresa il pareggio dei locali grazie all’uscita a vuoto di Rosati (la prima di una serie di gravi errori).

Ma nulla di allarmante: cinque giorni dopo, i Grifoni fanno un sol boccone del neo-promosso Parma, indicato da tutti come candidato per una posizione nei piani alti. L’ex Dezi e compagni vengono annichiliti da una meravigliosa doppietta di Buonaiuto (tutto un altro giocatore rispetto a quello ammirato lo scorso anno con Bucchi) e da una segnatura di Han, che inizia a diventare una piacevole abitudine.

Il cammino trionfale viene interrotto solo dalla sconfitta di misura a Palermo, dove il Perugia gioca comunque un discreto match ma viene punito da Ros di Pordenone che concede ai siciliani un rigore inesistente per presunto fallo di mani di Colombatto.

Poco male, i biancorossi si riscattano ampiamente al Curi contro il Frosinone, in una splendida giornata di sole ulteriormente illuminata da un pubblico festante e numeroso e dalla perla di Di Carmine che affossa i ciociari. Le parate di Rosati sembrano riabilitare l’estremo difensore definitivamente dopo l’errore di Cittadella. Da quì in poi però il buio pesto.

LA CRISI E LA CONTESTAZIONE

Quando tutto sembra andare per il meglio e quando finalmente il Grifo sembra avviato ad una stagione da protagonista assoluto in cui tutti dovranno temerlo, ecco che arriva il primo vero stop doloroso. A Brescia i ragazzi di Giunti, nonostante il vantaggio grazie ad Han, giocano male e vengono ribaltati dall’inossidabile Caracciolo e dal figlio d’arte Dimitri Bisoli.

I dubbi sulla reale consistenza del Perugia iniziano ad aleggiare, nella speranza che si sia trattata di una banale battuta d’arresto che rientra ampiamente nella logica di un lungo campionato.

In casa contro il fanalino di coda Pro Vercelli arriva la prima vera ‘tranvata in faccia’. I piemontesi distruggono un Grifo sbadato, arruffone e ridotto in dieci per ben 5 reti ad 1. Una sconfitta pesantissima che ridimensiona almeno momentaneamente le ambizioni del club di Santopadre.

A Foggia la crisi dei biancorossi viene certificata con un 2-1 firmato tra l’altro dall’ex Mazzeo, voglioso di riscatto dopo il trattamento di fine rapporto non certo dei migliori ricevuto dalla società perugina tre anni prima.

A Spezia, campo maledetto per il Perugia, arriva un’altra goleada (4-2) che fa scattare la rabbia del tifo organizzato. Al ritorno in serata della squadra a Pian di Massiano,  ad attendere il pullman di ritorno dalla Liguria ci sono circa 200 tifosi in aria di pesantissima contestazione.

Quì si potrebbe aprire un capitolo bello lungo sulle responsabilità della società (la contestazione era programmata già nel post partita nei social), ma non lo faremo. Tra i tifosi, inferociti, qualche singolo “scalmanato” eccede e colpisce un vetro dell’automezzo con un sasso, disintegrandolo. La situazione sembra precipitare per almeno venti minuti, quando poi il pullman riesce a raggiungere i cancelli del quartier generale.

Dopo questo fatto, oltre ad esser decimati da pesanti D.A.Spo, i gruppi si vedono accusati dalla società con un comunicato firmato dal presidente Santopadre che prende le distanze dalla contestazione e dalla violenza di alcuni singoli. Da quì la fine dell’idillio fra il numero uno del sodalizio biancorosso e la tifoseria che, nel recente passato, lo aveva sempre appoggiato e sostenuto anche incondizionatamente.

L’ESONERO DI GIUNTI E L’ARRIVO DI BREDA

La squadra, sfiduciata e ancora ‘scossa’ dalla contestazione, è facile preda del Cesena di Castori nel turno infrasettimanale del Curi, dove viene polverizzata con un 3-0 dopo una prestazione sconcertante. A fine partita Goretti annuncia l’esonero di Giunti che chiude in malo modo ed anzitempo questa esperienza al timone del Perugia.

Il giorno successivo, Santopadre, alla presenza del direttore Goretti e dei giocatori Volta e Brighi, convoca una conferenza stampa rivelatasi a dir poco ‘interlocutoria’ sulle sue reali finalità. Ciò che viene confermato è però il cambio tecnico. Il presidente annuncia la necessità di colloqui con alcuni tecnici per poi scegliere il successore dell’allenatore castellano.

La piazza non ha dubbi (e nemmeno torto) nell’individuare questa figura nell’uomo del fiume, Serse Cosmi, al tempo senza impiego ma ancora sotto contratto col Trapani. Un ostacolo non certo difficile da aggirare, mentre da fonti vicine al tecnico ponteggiano si viene a sapere che Serse sarebbe ben contento di riprendere in mano il Perugia e che attende solo una telefonata dalle stanze di Pian di Massiano.

All’indomani della conferenza arriva la decisione…il nuovo tecnico è l’ex Ternana Roberto Breda. Una scelta che viene vissuta dalla tifoseria come un ulteriore schiaffo. Niente Cosmi, al suo posto un tecnico giovane che in B, pur avendo ottenuto varie salvezze, non ha mai brillato.

DA CREMONA AD EMPOLI…IL TREND NON CAMBIA

L’esordio di Breda sulla panchina biancorossa non è male: un promettente 3-3 in casa della Cremonese che, con maggiore fortuna ed attenzione, poteva tranquillamente tramutarsi in una vittoria.

Al Curi contro l’Avellino, la prima vittoria della gestione dell’allenatore trevigiano stenta ad arrivare: 1-1 sotto la pioggia, ad Ardemagni risponde Cerri su rigore.

A Venezia arriva poi l’ennesima prestazione sconcertante sugellata dal più classico degli 1-0 che va ad unirsi alla serie di atroci beffe che il Perugia va piano piano subendo. Il tutto a due settimane dal derby.

A riportare un po’ di sereno è l’inaspettato 5-0 in casa contro il Carpi. Gli uomini di Breda colgono un fondamentale successo contro l’arrendevole formazione emiliana dell’esordiente Calabro.

Arriva così la straregionale contro i cugini rossoverdi, capitanati dal carismatico ed eclettico mister Pochesci. Le fere, in quel del “Liberati”, vanno avanti con un rigore di Montalto. Il Grifo sembra smarrirsi, soprattutto quando nella ripresa Volta si fa cacciare. Al 91esimo arriva però il colpo di genio di Cerri che imbecca Terrani: il biondo esterno viene toccato duro con un colpo da karate di Vitiello in area di rigore. Penalty in recupero inoltrato. Di Carmine si prende la responsabilità e fredda tutti i tifosi di casa già pronti a fare festa grande.

L’1-1 ottenuto nel finale, vissuto dal tifo perugino come una mezza vittoria, ridà un po’ di morale ai Grifoni che battono sempre nel finale il derelitto Ascoli grazie all’oggetto misterioso Falco.

Da quì ci si aspetterebbe un cambio di rotta totale, ma i pareggi esterni di Salerno e Novara e le sconfitte interne contro Bari ed Empoli relegano il Grifo a chiudere l’andata a 24 punti in 14esima posizione sopra di una sola lunghezza ai play-out.

Il resto è tutto da scrivere, con un mercato di gennaio che si annuncia ricco di arrivi e partenze e con una panchina, quella di Breda, che traballa pericolosamente.

Nicolò Brillo